• Barbara Fabbroni

Proteggersi dai complotti della mente


Buonasera dottoressa, ho 28 anni. Sono avvocato. Lavoro presso lo studio di un importante avvocato penalista, presto dovrei associarmi a lui. È un po’ di tempo che mi capita una cosa molto particolare. Da quando mi è stato proposto di entrare a far parte dello studio associato. Quando la sera esco dallo studio per rientrare a casa, sceso dalla metro, prendo il motorino. Per raggiungere la mia abitazione c’è un tratto di strada in campagna. Una sera passando per questa strada ho sentito dei passi dietro di me, immediatamente un pensiero mi ha assalito: forse è qualcuno che mi sta pedinando con intenzioni malevole. In quel tempo stavamo seguendo un importante processo penale. Cercai di andare più veloce che potevo, il battito cardiaco aumentava la sua frequenza, la bocca si era totalmente prosciugata. Nel frattempo mi resi conto che il persecutore immaginario aveva imboccato un’altra direzione ignaro di aver interpretato, per qualche secondo, le parti di chissà quale pazzo criminale. Tirai un respiro di sollievo. Rallentai. Mi tolsi il casco. Asciugai il sudore. Lasciai passare qualche minuto. Rientrai a casa. Dopo quasi quindici giorni, periodo in cui il processo era nel pieno del dibattimento, nella pausa pranzo entrai in un caffè per mangiare qualche cosa. Mi sentì completamente sotto lo sguardo delle persone che erano sedute ai tavoli. Pensai: “ma cosa hanno sempre tutti da guardare, che cosa ho che non va? Senti come ridono! Non capisco che cosa abbiano da ridere?”. Per fortuna intravidi un mio amico collega. Lui sembrava volesse evitare lo sguardo. Pensai che forse dipendeva dal processo. “Vuole evitarmi volontariamente” fu il pensiero che mi saltò nella testa. Uscì dal locale e tornai in Tribunale. Da allora mi capita quasi giornalmente di avere pensieri di questo tipo. Non riesco più a gestire la mia vita. Mi sento come in una trappola di pensiero. Cosa mi consiglia di fare? Un saluto, Marco

Gentile Marco, quello che mi racconta evidenzia la presenza di pensieri paranoici, pensieri di cui, chi più, chi meno, un po’ tutti quotidianamente siamo vittime, soprattutto se attraversiamo un momento di stress. Tuttavia, mi sembra di comprendere che ultimamente si presentano con una frequenza abbastanza ripetitiva. Credo valga la pena rivolgersi a un professionista che possa valutare bene il suo momento, un saluto, Barbara


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