• Barbara Fabbroni

Fame d’amore


Amare, essere amati, amarsi è un sentimento che evita alla persona il baratro della solitudine. L’Io e il Tu s’incontrano dando vita allo spazio del Noi. Il Noi è il tempo e lo spazio comune dove è possibile sperimentare la base sicura. Ogni persona sin dal momento del suo concepimento ha bisogno di sentirsi in relazione all’altro, necessita di organizzare l’incontro nutritivo con un Tu.

Questo luogo-spazio sicuro può arrivare da un partner, dai genitori o da un figlio. Gli studi degli psicologi abbondano di persone con profonde ferite d’amore. Sono lacerazioni così profonde che molte volte stentato a cicatrizzarsi.

Quando la ferita d’amore è profonda gli individui hanno la difficoltà a riconoscere l’amore dell’altro, partono dalla credenza che loro non possono essere amati così da non sentire l’amore che finalmente dopo tanto soffrire giunge.

Il problema che sta alla base di questo non sentire l’amore dell’altro ha radici antiche.

L’infanzia, ancor prima la vita intrauterina (B. Fabbroni, Stati dell’Io Fetali, Eur, 2013) sono i luoghi della sperimentazione dell’amore.

I genitori sono il nostro primo luogo di conoscenza e sperimentazione dell’amore. Grazie al vissuto con queste figure significative l’individuo nel percorso della sua vita può costruire dentro di sé la base sicura fatta d’amore e protezione, di rassicurazione e comprensione. Se manca questa possibilità le emozioni e i sentimenti sono come congelati tanto da compromettere tutta la nostra vita affettiva da adulti.

È importante quello che i nostri genitori hanno fatto. Sulla base del loro modo di essere in relazione al proprio figlio/a, il bambino/a trae le sue decisioni dettate dalla sua emotività e sensibilità.

La decisione che la piccola persona prenderà in relazione alle cure d’amore dei genitori segnerà tutta la sua vita tanto da renderla “colpevole e immeritevole d’amore” se ciò che ha sperimentato non è stato soddisfacente.

Le tipologie di attaccamento rappresentano un’indicazione significativa su quello che poi sarà quella piccola persona da adulta.

Se il bambino/a sperimenta un vissuto di allontanamento o si sente respinto, la sua decisione copionale sarà quella di “non merito di essere amato/a”.

I bambini/e che hanno sperimentato un vissuto con questo schema, rivolgeremo questo il non amore sperimentato verso se stessi con la possibilità piuttosto concreta che ciò inneschi un meccanismo autodistruttivo nelle relazioni future.

La paura di non meritare l’amore e di soffrire ancora, creerà un muro che nel tempo si alimenterà sempre di più crescendo a dismisura. Porterà all’isolamento, alienando sempre di più la persona da questo sentimento vitale.

Il non arrendersi all’amore che da adulta una persona potrà autenticamente ricevere, è una manovra protettiva verso il vissuto del suo passato e il dolore che questo vissuto ancora porta in sé. La distanza dall’amore proteggerà da sentimenti dolorosamente repressi. Il comportamento messo in atto determinerà una distanza dagli altri, rendendo separati e isolati, confermando la paura di essere colpevoli e indegni d’amore.

Così facendo la persona diventerà ostaggio di relazioni inappaganti e infelici. Si offrirà al miglior o peggior offerente. Il risultato sarà una profonda e insaziabile fame d’amore.

Così il primo che passa sarà un possibile porto che il più delle volte si rivelerà un naufragio.

Cosa fare? Come uscire da questa situazione di perenne insoddisfazione e infelicità?

La persona per sentirsi meritevole d’amore dovrà prendere nuove decisioni revocando la decisione presa in passato. La paura di non essere degna e, quindi, di non meritare l’amore.

È importante fare consapevolezza su questo aspetto della vita poiché il rischio è di cadere nel vortice dell’angoscia di chiedere ciò di cui abbiamo bisogno, cioè l’amore, ma di restare convinti nel profondo che comunque non lo riceveremo perché il senso di indegnità sarà troppo potente da cancellare qualsiasi altra situazione.

La persona vivrà la sua vita nella continua espiazione della colpa antica. Solo avendo fiducia in se stessa potrà trovare la forza di decidere nuove prospettive per se stessa donando alla sua vita una nuova opportunità.

Rafforzare la propria autostima è il primo passo verso la consapevolizzazione di nuove decisioni.

È importante ascoltare i nostri desideri, facendo ciò che ci fa star bene, senza aspettative e senza fare paragoni con “amori ideali”. Il primo passo inevitabilmente è iniziare ad amare se stessi.


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