• Barbara Fabbroni

Una vita a dieta


Gentile dottoressa, l’estate si avvicina. Anche quest’anno ci siamo. È iniziato il conto alla rovescia. La prova costume incombe come una lama tagliente. I miei rotolini si mostrano in tutto il loro splendore. Nessuno può mentire alle mezze maniche, ai calzoncini corti, alle magliette, ai pantaloni leggeri, al bikini. Sono terrorizzata dalla bilancia. È una vita che oscillo tra lo stare a stecchetto e il concedermi delle libertà con il cibo quando non riesco più a controllare una vita di dieta. In ufficio non si sta parlando d’altro. Le mie amiche si scambiano la dieta più alla moda. I social propongono gli ultimi miracoli in fatto di dieta. È un continuo controllo davanti allo specchio. Che tristezza! La mia vita è stata un sacrificio, un continuo sacrificio. Non ne posso più … Sono stata una settimana fa dal nuovo nutrizionista. Ho tra le mani l’ultima dieta. Praticamente è identica alle altre. Come sempre la seguirò e come sempre dopo un po’ raggiunto l’obiettivo tornerò al peso iniziale. Passo dai 70 ai 55 kg … sono stanca non ne posso più. Non so più cosa fare. Mi aiuti a trovare una via, un saluto, Maria

Cara Maria, comprendo cosa significa questa continua oscillazione. Si pensa che una dieta restrittiva possa salvaguardare dall’aumento di peso, in realtà sfugge a tutti l’idea che sia proprio ciò che, paradossalmente, lo favorisce. Qualsiasi dieta innesca un circolo vizioso che inevitabilmente conduce a una perdita di controllo. Non si può vivere una vita di dieta. Il divieto apre le porte al desiderio. Ogni digiuno fomenta la fame, con la conseguente maggiore assunzione di calorie al successivo appuntamento con la tavola.

L’ipercontrollo conduce alla perdita di controllo tanto da sfociare in un vero e proprio disordine del comportamento alimentare. È nel momento in cui s’innesca il meccanismo della rinuncia che si attiva una serie infinita di tentazioni. Il mio consiglio Maria è di avere un’indicazione a grandi linee di ciò che è importante mangiare per la propria salute. Prendersi cura di sé non significa sottoporsi a estenuanti rinunce. È un ventaglio molto più ampio. Il mio consiglio è lavorare sulla sua autostima, cercare in lei i suoi punti di forza, crearsi uno stile unico che appartiene solo a lei. Il peso troverà il suo equilibrio senza che si sottoponga a privazioni e rinunce. Un saluto, Barbara


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