• Costanza Scrocca

Ripartire da sé


“Riparti da te” è una frase che ricorre spesso nella nostra quotidianità. Qualcuno ce l’ha detta per farci forza in un momento buio, l’abbiamo sussurrata noi, a chi in quel momento ci sembrava avesse bisogno di una spinta per rimettersi in gioco. L’abbiamo sentita in molti film, in molte serie tv, letta nei libri, slogan, volantini a partire da quello di un centro estetico fino a quello che promuove un qualche pacchetto benessere in SPA.

Esattamente, però, cosa vuol dire “Ricomincia da te”?
Partiamo da un’analisi strettamente grammaticale della frase:

Ricomincia: verbo, tempo imperativo presente, prima coniugazione.

Da: preposizione semplice, implica un moto da luogo.


Te: pronome personale seconda persona singolare

C’è quindi un verbo che ci impone di fare un’azione, partendo da un punto ben preciso, tu.
Ri-cominciare però implica un qualcosa che si è fatto e che dobbiamo rifare. Ri-partire quindi vuol dire che siamo già partiti e forse ci siamo fermati ed è importante che adesso il nostro moto riprenda.
Non è facile come fare un’analisi della frase, mettere in atto quello che essa stessa ci dice.
E’ facile quando la sentiamo dire da altri o la diciamo noi per primi, è facile parlare in generale quando soprattutto non si ha niente da dire. Ripartire da se stessi è un viaggio molto lungo e tortuoso, spesso ci perdiamo con la paura di non ritrovarsi mai, spesso non si ha il coraggio nemmeno di affrontarlo perché ciò che riguarda se stessi è sempre troppo insidioso e potrebbe portare a esiti che è meglio lasciar li, nell’oblio dell’incoscienza.
Racconto la mia ripartenza, sperando che possa essere uno stimolo per chi, come me, è stato trascinato nelle onde dell’incertezza.
Qualche mese fa, ho deciso di porre fine a una storia molto importante di 6 anni. Non ho specificato volontariamente “storia d’amore” un pò perché va contro la mia natura pensare di mettere fine all’amore, un pò perché purtroppo l’ amore che ci legava era cambiato, svanito già da tempo, e l’unica cosa che ci teneva uniti era una forte appartenenza dell’uno all’altro, il fatto che fossimo cresciuti insieme e che sei anni non sono cosi facili da interrompere. Mi sentivo spesso triste, non capita e poco desiderata. Spesso mi guardavo allo specchio e non riuscivo a vedermi; non andavo più d’accordo con la mia famiglia, stavo spesso fuori aspettando il momento in cui lo dovevo vedere, che poi si riduceva solo allo stare, condividere uno spazio insieme accompagnato da qualche piccolo gesto d’affetto che intercalava nel silenzio. Avevo smesso di esistere come persona, come Costanza, avevo smesso di progettare, o meglio avevo vari piani per il mio futuro ma erano tutti inconsistenti, bolle di sapone che appena provavo ad acchiappare, scoppiavano.
Ogni giorno mi odiavo sempre di più per non riuscire a venir via da quella situazione, per non riuscire a prendere in mano la mia vita e darle una svolta, mi odiavo per essere stagnate, mi odiavo perché vedevo i giorni passare davanti a me e io li lasciavo andare via, passiva.

Dopo numerose litigate e momenti assenti, vuoti dove non mi sembrava nemmeno più di essere fidanzata, una sera calda di giugno presa dalla rabbia e dallo sfinimento dissi basta. In sei anni, mai, avevo detto basta, nemmeno dopo situazioni spiacevoli. Ci avevo provato con tutte le mie forze, le mie energie, avevo dato tutta me stessa e l’unica cosa di cui avevo bisogno era proprio quella: me, tutta per me.

Tutto è cambiato, e in pochissimo tempo. Rimasi scioccata dalla rapidità con cui la vita prese un altro aspetto.
Dopo due giorni mi alzai, mi guardai allo specchio e mi sorrisi; li, per la prima volta dopo tanto tempo mi piacqui e mi dissi “si, cosi mi piaci Costanza, cosi ti conosco”. Guardarsi allo specchio e riconoscersi è una delle sensazioni più piacevoli che si possa provare; ti da l’energia per affrontare tutto, perché in quel momento tu sei tu, e sei pronta a tutto. Sono passati i giorni, i mesi e ogni istante che la vita mi presentava io li coglievo con estremo entusiasmo; ripresi chili, i miei genitori, i miei fratelli, che per tanto tempo, mi erano sembrati lontani, finalmente li vedevo e li percepivo li vicino a me e chi ha una famiglia stupenda come la mia lo sa, che calore ti pervade.

Sentivo di aver preso in mano la mia vita ,il rapporto con la mia migliore amica, infelice per la mia relazione, riprese e con lei accanto sentivo ancor di più di poter affrontare tutto. Le amiche, Dio benedica le amiche, quelle vere, quelle che ti danno uno scrollone quando nemmeno tu ti rendi conto di chi sei, quelle che ci sono per asciugarti le lacrime, ma soprattutto quelle che le fanno di tutte per non farti piangere, quelle che quando ti vedono felice sono più felici di te, quelle che non ti mollano quando stai per cadere ma ti accompagnano giù pronte a farti tornare su più forte di prima.

Senza di loro non sarebbe stato lo stesso questo mio viaggio alla ricerca di me, e per questo le ringrazio ogni giorno.
Iniziai dopo qualche mese persa nella follia dell’estate, nel suo calore, nella sua spregiudicatezza, nelle sue serate alcoliche, nel suo spirito di libertà, a pensare seriamente al mio futuro e colsi dentro di me il desiderio di allontanarmi un pò da casa, di dedicare spazio a me stessa, alla mia crescita come persona ed è cosi che quasi cinque mesi dopo vi scrivo e vi racconto la mia storia da Brescia. Che dire?
Sono energica, entusiasta, al settimo cielo, non conosco nessuno, ogni giorno incontro persone stupende che entrano a far parte della mia vita, della mia quotidianità e piano piano la stanno riempiendo.
Mi perdo per le strade, affascinata da ogni cosa, le case colorate, gli scorci di luce che illuminano i balconi fioriti dei vicoletti. Ogni mattina parto per andare in facoltà metto le cuffie alle orecchie e sorrido, passo per piazza della Loggia e la ringrazio per la sua bellezza, poi passo dentro un piccolo vicolo che sbuca in piazza Paolo VI e ammiro la maestosità del Duomo e mi rendo conto di come l’importate non sia mai smettere di stupirsi delle piccole cose che caratterizzano la propria quotidianità.
Ho trovato il posto dove poter essere semplicemente me; è difficile ,ma , vi giuro che è bellissimo.

“Nella vita per ritrovarsi bisogna perdersi completamente”. Vero. Perdetevi. La vita si dimenticherà di voi, chi amate vi deluderà, non vi amerà più, le giornate appariranno tutte uguali, grigie, sarete tristi per tanto tempo, vi sentirete soffocare e avrete una paura paralizzante di non farcela, di non riuscire a ritrovare il sorriso. Toccatelo il fondo, andate giù e ancora più giù, quando lo sentite sotto i vostri piedi, appoggiateli e datevi la spinta per risalire su, datevi quella spinta perché ne vale la pena; se riguarda noi stesse, il nostro modo di essere, di esistere e la nostra vita, ne varrà sempre la pena.
Trovate il coraggio di cambiare, il cambiamento è una facoltà attiva, non avviene per inerzia, non avviene per un fortunato allineamento dei pianeti; avviene in modo cosciente. Avviene attraverso la conoscenza; non abbiate paura di staccarvi da quello che avete, pensando di conoscere ciò che c’è e impaurite da ciò che potrebbe essere, perché la maggior parte delle volte quello che c’è vi ha reso infelici e l’unica cosa che dovete sapere è che voi siete.
Io sono ripartita, ho ricominciato.
“Ricomincia da te” me lo sono tatuata sulla pelle per ricordarmi che posso farcela, che una volta ce l’ho fatta, e sono felice.


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