• Barbara Fabbroni

Karl Lagerfeld


Karl Lagerfeld genio e creatività. Sovrano della moda. Famoso nel mondo quanto i grandi personaggi. Creatività generosa. Amante della solitudine. Camaleontico come nessun altro al mondo riesce ad esserlo.

Guanti in pelle nera, lunghi capelli bianchi raccolti in una coda, lavora per il marchio francese Chloé.

Nel 1965, a Roma, disegna modelli per pellicce per le sorelle Fendi. Rivoluziona l’idea di questo capo lussuoso, lavorandolo con tecniche diverse, conciandolo e colorandolo con sapienza. Lo strappa, lo modella e lo taglia.

Il successo indiscusso, arriva, con Coco Chanel, in rue Cambon nel 1983.

Entrambi gli stilisti appaiono legati da una affine tragedia privata (la morte precoce dei loro compagni) e dalla genialità di carpire gli influssi esterni, per rielaborarli nelle loro creazioni. Mantenere inalterata l’eredità di mademoiselle Coco, portando al massimo splendore il marchio della doppia C.

Lagerfeld dice: «Oggi la fotografia fa parte integrante della mia vita. Racchiude il cerchio delle mie preoccupazioni artistiche e professionali. Oramai percepisco il mondo attraverso l'obbiettivo. Questo contribuisce a un distacco critico del mio lavoro, e mi aiuta più di quanto potessi immaginare».

Ed ancora:« Vedo un rapporto veramente positivo e creativo fra i due mestieri. Sono sempre stato assistito da delle equipe fantastiche. Un buon atelier di moda è indispensabile per creare abiti tecnicamente perfetti. Una stampa perfetta su della carta di ottima qualità è anche il risultato di un lavoro collettivo».

È un genio della moda. Della regia. Della fotografia. Amato dalle star più seguite al mondo. Nel settembre del 2010, ha ricevuto il premio Fashion Visionary Award, dal Couture Council del Fashion Institute of tecnology.


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