• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

Certi amori non finiscono


L’amore se non è curato, protetto, voluto, co-condiviso può finire. Lasciarsi non è facile, tuttavia è un percorso vissuto da molte coppie. Rimanere amici dopo la fine di una relazione è ancora più difficile. Se, poi, uno dei due è ancora coinvolto emotivamente da sentimenti vivi, diviene un viatico tortuoso.

Con la fine di una relazione spesso ci si chiede se avremmo potuto far qualcosa per mantenere vivo il sentimento del partner. Si entra nel circolo vizioso del “se solo io avessi fatto, detto, pensato ecc…”.

Lasciarsi conduce a vivere un sentimento molto simile al lutto.

La separazione è la perdita di una persona cara, anche se non definitivamente. Si attraversano 5 fasi: il rifiuto, il dolore, la rabbia, il senso di colpa, la paura, infine l'accettazione.

Queste fasi sono vissute in maniera più intensa da chi è lasciato.

Il rifiuto è la prima reazione alla notizia. Come un ceffone arriva violento cogliendo alla sprovvista. Si alza un urlo di dolore che grida: “è finita!”.

C’è il tempo della rabbia. La consapevolezza di aver subito un torto, un’ingiustizia.

Arriva l’accettazione. La vita va avanti. Resta il ricordo di quell’amore.

Tuttavia, qualcosa ancora resta nell’anima.

Spesso, le persone sono attaccate ai loro sentimenti di rabbia. La tristezza si protrae così a lungo da diventare vera e propria depressione.

L’ex partner fa sprofondare nella tristezza e nella rabbia.

È importante avvicinarsi alla separazione con il giusto tempo e una buona comunicazione altrimenti si dà vita a un fiume di dolore.

“La guerra dei Roses”, in cui i due membri (Michael Douglas e Kathleen Turner) arrivano a farsi tutto il male possibile, fino alla morte, senza aver mai espresso i loro sentimenti nei confronti dell’altro, offre uno spaccato interessante su come può essere una separazione mal gestita.

L’amore lascia il posto alla rabbia e alla vendetta.

Perché alcuni sentono la necessità di mantenere un rapporto di amicizia con l’ex? È davvero possibile restare amici dopo aver vissuti insieme.

L’amicizia si basa su affetto non su un senso di colpa. A volte, chi lascia sente il peso della responsabilità così può essere più semplice dirsi: “rimaniamo amici”.

Chi è lasciato non ha bisogno di una falsa amicizia, soprattutto se ha ancora sentimenti forti verso l’altro.

È importante dare un significato vero all’amicizia tra ex senza utilizzarlo come surrogato al senso di colpa.

Tanto più entrambi devono partire dallo stesso valore di amicizia per potersi pensare “amici”.

Laddove questo si rende possibile potrebbero esserci ottime soddisfazioni. Generalmente si tende ad allontanarsi ricostruendo nuove vite poiché quasi nessuno resta amico/a dell’ex.

Il primo passo per comprendere se veramente c’è la possibilità di restare amici è farsi delle domande:

  • Se è accaduto qualcosa di grave saresti in grado di superarlo costruendo un’amicizia?

  • Quale è il motivo che ti porta a restare amico?

  • Riusciresti a essere solo amico/a?

  • Ti senti sicuro è forte dopo che vi siete lasciati?

  • Ti senti in colpa?

  • Sei stato la causa della separazione?

  • Sei in grado di chiudere definitivamente senza rivederlo/a mai più?

  • Se mantieni la/il tuo/a ex come amico/a riusciresti ad avere nuove relazioni in tranquillità?

È importante guardare molto all ‘interno di se per comprendere se si è davvero pronti per una vera amicizia con l’ex.

Dopo la fine di una relazione è importante prendersi del tempo per comprendere bene lo stato emotivo che si sta vivendo senza buttarsi in situazioni che potrebbero sfociare in difficoltà.

Si può rimanere ottimi amici dopo che una storia finisce e dopo che ogni membro della coppia ha superato ed elaborato la separazione, anche se è molto difficile trovare le giuste coordinate affinché ci sia una buona sintonia amicale. Nel mondo dello spettacolo abbiamo degli esempi che possono darci una mano a comprendere che è possibile costruire qualcosa di importante

anche dopo la fine di una storia d’amore.

Pensiamo a Scamarcio e Golino che dopo un amore intenso si sono lasciati continuando a lavorare insieme. Marcuzzi e Facchinetti sono l’esempio di una famiglia allargata dove si può continuare a viverci pur non essendo in coppia ma solo ottimi amici.

Non ultimo Rita Rusic e Vittorio Cecchi Gori, un grande amore che si è concluso ma nonostante tutto nel momento del bisogno lei è corsa da Miami a Roma per stargli vicino assieme ai figli nel momento della malattia.

In queste coppie cosa fa nascere il bisogno di continuare a incontrarsi, sostenersi, viversi?

Sono convinta che nonostante la fine della relazione sentimentale, non sia finito l’affetto che si è trasformato consapevolmente in una nuova modalità di incontro.


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