• Barbara Fabbroni

Alessandro Michele


Una confusione di capelli. Le mani ricche di anelli. Le parole inseguono parole. La sensazione è quella di essere difronte al mare. Le onde narrano. Le immagini emozionano. È un andare dentro la sua moda che narra di forme, di colori, di luci, di ombre, di passione. Tanta passione.

Lui è: Alessandro Michele, il nuovo designer di Gucci. Con un colpo da maestro ha rialzato un marchio dalla polvere del “carino” agli allori del “lo voglio”.

Sono stati sufficienti sei mesi. La sua moda stonata. Il suo stile racconta di un sogno tracciando un solco indelebile di stile.

Non voleva fare lo stilista. Amava il cinema. Sognavo di fare lo scenografo. Ha fatto tanti lavori umili dal giornalaio al manovale. Poi ha lavorato da Les Copains. Fu amore a prima vista.

Mise insieme un book. Lo inviò ad alcune case di moda. Fendi rispose. Lui accettò.

Poi con Frida Giannini volò a Londra, per incontrare Tom Ford. Tom era Gucci e Gucci era Tom. Ovviamente, oggi, tutto è cambiato. La mia idea di moda, per esempio, ha a che fare con l’imperfezione, non con la perfezione.

Ha lavorato per Frida tanto, tantissimo. È arrivato il nuovo amministratore delegato, Marco Bizzarri. Fu chiamato nel suo ufficio. Parlarono per ore. Scoprirono di avere la stessa visione. Così si ritrovò con cinque giorni per fare una collezione.

Ha accettato per senso del dovere. Senza riflettere. Fu l’apertura di un mondo nuovo.


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