• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

Un trans chiamato Desiderio


È una di quelle classiche giornate autunnali quando Paolo arriva al mio studio.

Bello, giovane, occhi azzurri, capelli scuri, leggermente abbronzato. Ben vestito. Si, decisamente ben vestito. Disinvolto e sicuro di sé. Racconta la sua vita fatta di tempi incasellati in una rete ingrovigliata di impegni da una parte all’altra del globo. Pochissimi amici, quelli veri che puoi chiamare nel momento in cui ti senti perso con la certezza di trovarli disponibili a tenderti una mano e ascoltare il tuo sfogo.

Quando può si rifugia in Toscana. È un casale immerso nelle colline del Chianti. Firenze è giusto una mezz’ora di auto. Lì si sente a casa. Assapora la quiete che non trova nelle grandi metropoli, dove passa la vita tra una riunione e un evento, tra decisioni radicali e rischi improvvisi, tra passioni fuggenti e la ricerca impossibile d’amore autentico.

Entra subito nel vivo del suo bisogno.

«Lo ammetto senza alcun problema, sono attratto dai transessuali».

L’irruenza nel presentare il problema mi lascia sorpresa al tempo stesso apprezzo la sua franchezza anche se c’è qualcosa di stonato nel suo atteggiamento.

«Vede» - continua - «non provo attrazione per gli uomini. Mi piace la donna attiva, quindi un transessuale per me è il connubio perfetto. Con i transessuali ho solo rapporti passivi. Solo con le donne biologiche ho rapporti attivi. Quando ero adolescente le mie fantasie erano abitate da ragazze con il pene. Non riuscivo a sognare o a immaginare una ragazza normale. La mia eccitazione era massima solo quando l’immagine proponeva una donna con il pene. Al tempo dell’università, nonostante fossi fidanzato, avevo la necessità di vedere video con trans fino a quando una sera non sono uscito e ne ho incontrato uno con cui ho avuto il mio primo rapporto passivo. Mi sono sentito in colpa. Poi il piacere ha vinto sulla colpa. Adesso, vivo due vite: quella con la ragazza che da qualche mese sto frequentando e quella con i trans che incontro nei miei viaggi. Nessuno sa di questa mia particolarità. Questo non è un problema. Mi va bene così. Però c’è un problema. La ragazza che frequento mi sta prendendo molto, credo di essermi innamorato. Non so cosa fare. Vorrei continuare a frequentare i trans ma ho paura di essere scoperto. Non voglio rischiare di perdere Carolina. Mi domando qual è la strada giusta per me? Cosa posso fare? Chi sono io?».

Accade che uomini ricchi e famosi, belli e giovani, cercano l'eros in uomini travestiti da donne. Questi sono uomini corteggiati da donne splendide e desiderabili o da uomini coinvolgenti, eppure il loro sguardo, il loro desiderio si getta in quella confusione di genere che rende l’incontro denso di trasgressione e piacere.

Cosa cercano? Perché sono così attratti da queste persone tanto da non poterne fare a meno?

Sono convinta che all’interno di loro ci sia il forte desiderio non espresso di incontrare intimamente un maschio, tuttavia non riuscendo a darsi il permesso di soddisfare questo bisogno trovano un compromesso per mascherare a se stessi il bisogno che provano.

Paolo non vuole rivelare alla sua ragazza la voglia di incontrare intimamente un uomo così cerca un compromesso per giustificare la sua fuga sessuale nutrendo quel desiderio che sin dall’adolescenza l’ha condotto a vedere film, dove i protagonisti sono trans.

Questo non vuol dire che Paolo sia omosessuale. L’omosessualità è un bisogno ben definito. Gli omosessuali sanno bene cosa vogliono. Non hanno confusione dentro di loro.

Paolo è in uno spazio emotivo primitivo che lo conduce all’interno di un caos che ha radici antiche. Se conversassimo con S. Freud ci direbbe che Paolo per eludere l'angoscia del rapporto con la donna vera desidera donne con il pene così da superare la sua angoscia di castrazione.

La transessualità è una terra di mezzo, dove l’uomo è per lo più passivo.

Tra i clienti ci sono padri di famiglia, studenti, uomini d’affari, politici, figli di industriali famosi, sportivi, liberi professionisti di fama.

A volte, sono esperienze marginali o episodiche altre volte racchiudono un mondo altro dove la trasgressione permette di sostenere un fardello doloroso.

Il trans racchiude in sé quanto di più sensuale un uomo possa trovare in una donna, pur conservando ben evidente il suo lato maschile. Molte volte l’incontro con il trans è un atto liberatorio. Soddisfa le pulsioni omosessuali senza mettere in discussione la propria eterosessualità.

La sessualità è una parte importante della vita di ognuno di noi, va vissuta con la libertà di sentirsi nutriti e di nutrire il bisogno più radicato dentro ciascuno di noi.


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