• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

Fuga dal si


È possibile coprire che nulla è perso nonostante il fallimento del primo matrimonio? Come ci si sente a trovarsi nella situazione di decidere se tentare, per la seconda volta, il grande passo oppure sperimentare una convivenza? Il secondo matrimonio è davvero meglio del primo? Oppure è un compromesso ben riuscito per non ammettere di aver fallito una seconda volta? Scelgo di sposarmi una seconda volta perché la paure di essere sola/o è terribile?

Infinite volte mi sono sentita fare queste domande da persone che hanno affrontato una separazione ritrovandosi, poi, a decidere se convolare a nozze per la seconda volta oppure viversi solo la relazione senza tante responsabilità.

Non importa se la prima esperienza si è conclusa in tranquillità o nella lotta più intensa, resta il fatto che fare il passo per la seconda volta ha in sé paure, incertezze, insicurezze e molto altro ancora.

Emerge l’ansia di un nuovo naufragio. Fallire una seconda volta porterebbe davvero negli abissi? Siamo sicuri?

Eppure, nonostante l’inquietudine che porta con sé una nuova decisione, il matrimonio ha ancora fascino, atmosfera, emozione nonostante le esperienze che la vita propone.

Il secondo risulta migliore, solido, vivace, passionale e ricco di progetti. Per non parlare del terzo!

Melissa dice con decisione e fermezza: «Non è detto che se il mio matrimonio è fallito, il secondo non possa avere successo!».

Poi, guardandomi alla ricerca di una conferma chiede: «E’ così vero?».

Il desiderio di avere una risposta positiva a questa richiesta sembra linfa vitale. Melissa ha un tremendo bisogno di trovare un appoggio concreto in questa scelta che sta per compiere.

Parliamo a lunga. Melissa esce dallo studio con in mano la consapevolezza che ogni decisione porta in sé aspetti positivi ma non è detto che non possano esserci difficoltà. In fondo la vita è l’insieme perfetto di bianco e nero, di gioia e dolore, di fatica e leggerezza. Sta alla persona trovare il giusto equilibrio affinché i propri bisogni siano nutriti e soddisfatti.

La volta dopo, quando torna al nostro abituale incontro, Melissa dice: «Ho capito».

«Cosa hai capito?», le chiedo curiosa di conoscere la sua riflessione.

«Ho capito che … che ogni scelta ha in sé buoni motivi. I lati negativi devono essere elaborati e compresi affinché possano diventare delle risorse senza schiacciare sotto al loro peso come è stato nel mio primo matrimonio. Ci sono dei confini da mettere per non far invadere il proprio spazio e far si che le influenze esterne alimentino litigi, rancori, delusioni».

Così durante il nostro colloquio abbiamo compilato una lista trovando alcuni motivi per cui il secondo matrimonio potrebbe essere migliore del primo.

Prima però abbiamo anche valutato tre aspetti importanti, ovvero:

- Aver fallito una volta non necessariamente significa fallire ancora. Anzi l’esperienza fatta può essere di aiuto per non commettere gli stessi errori. Quindi il consiglio è: lasciare il passato nel passato affinché non invada il presente impedendo il futuro.

- Non è necessario sposarsi subito. Si può partire con una convivenza e, poi, decidere il grande passo. Evitando però di fare gli eterni fidanzati. Convivere comporta impegno, progetto, condivisione, scelte e partecipazione attiva alla vita a due.

- Non dimenticarsi mai di tenere la giusta distanza dal parentado. Per le famiglie di origine, anche se non lo ammetteranno mai, abbiamo già un fallimento alle spalle. Così non guardano se siamo felici o no, non si rendono conto che abbiamo imparato un sacco di cose, per proteggerci da ulteriori delusioni, insinuandosi nelle decisioni che non gli competono. Pertanto è utile mantenere la giusta distanza affinché non inquinino l’equilibrio e la quiete.

Dopodiché compiliamo la lista di dieci punti per giungere al secondo matrimonio senza paure:

1 – Non cercare l’anima gemella, le coppie funzionano nell’insieme armonioso di due persone che hanno fatto delle loro imperfezioni la loro maggior risorsa. Amalo/a per i suoi difetti, fai che siano la sua unicità.

2 – Resta sempre te stessa/o. Non trasformarti.

3 – Non cercare di cambiare l’altro/a. Gratificalo per quello che è.

4 - Sii autentica/o, simpatica/o, onesta/o, paziente. Non essere esigente oltre misura. Sorvola sulle banalità.

5 – La vita a quarant’anni si vede in una prospettiva differente dai venti anni. Non vivere nel passato. Accogli il presente incamminandoti verso il futuro senza fardelli da portare.

6 – Conosci già che cosa significa essere dentro a un matrimonio. Sai cosa potrai vivere. Cerca di trovare il meglio e trasforma il negativo in una risorsa.

7 – Saggezza e maturità aiutano al meglio il nuovo matrimonio.

8 – Scegli consapevolmente senza farti prendere dalle emozioni o dalle pressioni sociali. Il matrimonio è una scelta non un obbligo. Scegli solo se i tuoi sentimenti sono veri e profondi.

9 – Ritagliati un tempo e uno spazio tutto tuo. È linfa per il tuo matrimonio.

10 – Impara dai tuoi errori. Smetti di puntualizzare.

Ogni persona apprende dall’esperienza che fa. Non esiste una ricetta infallibile per un felice matrimonio, soprattutto per il secondo, ma senza dubbio il secondo è di gran lunga migliore del primo.

Figuratevi come potrebbe essere il terzo!!!

Motto: La vita è qui ora, vivila non lasciarti vivere.

Lettura consigliata: Alice nel paese delle meraviglie.

Film consigliato: Se scappi ti sposo.


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