• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

Soggetto del desiderio


Eccovi un nuovo racconto, caldo come l’estate che stiamo vivendo!

Pronte? Curiose? Interessate? Direi di si!

Già vi vedo a scorrere rapidamente, parola dopo parola, cercando di leggere il più in fretta possibile per giungere alla fine di questa nuova storia. Beh senza dubbio l’argomento stuzzica. È intrigante. Ha quel pizzico di pepe che non guasta mai. Una sferzata di energia che fa strabuzzare gli occhi e sognare.

Tutto perfettamente armonioso.

Ogni muscolo messo al giusto posto. Abbronzato. Tatuato. Scolpito come un bronzo di Riace. Canottiera che mette ben in vista la parte superiore del corpo. Pantaloncino che scolpisce il gluteo mozzafiato che si mostra marmoreo in tutto il suo splendore. E via verso un nuovo allenamento per mostrare alle giovani e alle meno giovani il proprio corpo. Sono tutte molto interessate.

Il mondo della palestra regala un palcoscenico niente male. Chi lo frequenta ben lo sa. L’occhio ci guadagna.

Se penso al mio personal che dire non si sente neppure la fatica quando per un’ora e più mi massacra con il suo allenamento dicendomi sorridendo: «L’ho pensato proprio per te!». E tu che fai, dai il massimo per non fare figurette!

Ebbene si siamo nell’era del bello e intoccabile, del mi mostro e ti seduco, mi guardo allo specchio e come Narciso mi innamoro della mia immagine.

Inizia tutto come quasi sempre accade. Si perché in fondo che lo vogliamo o no la vita accade e propone orizzonti variegati e curiosi.

«Voglio ripartire da me», afferma con determinazione Paolo dopo avermi raccontato della sua relazione naufragata a causa di un macho muscoloso incontrato dalla sua compagna a un aperitivo.

«Un groviglio di muscoli scolpiti», continua a narrare, «messi in mostra in maniera evidente che fanno cadere nella sua tela come se fosse un ragno molto astuto. Marta è stata travolta e io sono stato scaricato. Stavo cenando a casa mentre lei era a un aperitivo con le amiche. Ricevo una telefonata. Mi dice che si trattiene da un’amica. Non ci credo. Guardando nella sua chat scopro che passa la notte con il tipo incontrato la sera stessa. “È bello, muscoloso e ben dotato” così scrive alla sua amica Antonia! È la fine del mio sogno.».

Paolo si trova dalla sera alla mattina a dover gestire la sua vita con un macigno nel cuore rendendosi conto che ha un unico desiderio, come se fosse un chiodo fisso che non gli da pace: scolpire il suo corpo in maniera perfetta così da mostrarlo attirando gli sguardi affamati delle donne.

È stanco di assomigliare a Spike il coinquilino di William Tacker.

Nonostante l’incredibile simpatia resta pur sempre lo sfigato, senza muscoli da mostrare, con gli addominali senza forma, i bicipidi ben nascosti e i pettorali naufragati in un insieme disomogeneo di carne.

Come Spike tenta di mostrarsi seduttivo e accattivante ma nonostante tutti gli sforzi non riesce a competere con il corpo degli uomini dove tutto è al punto giusto.

Così inizia un duro lavoro, fatto di allenamenti intensi, di integratori, di sedute con il nutrizionista tanto che dopo solo sette mesi accade il miracolo.

Paolo si trasforma in un macho tartarugato. Muscoli ben torniti. Il gluteo che fa invidia e cattura l’attenzione. Cinque tatuaggi posizionati in punti strategici del corpo. Nuovo look.

Insomma che dire una trasformazione sorprendente. Le donne gli cadono ai piedi. Non si è mai sentito così voluto, cercato, desiderato. Eppure nonostante questa vittoria qualcosa in lui ancora manca.

«Mi sento schiavo dello sguardo interessato delle donne», dice deluso «mi sono intrappolato da solo in questo personaggio e non mi riconosco. Sono schiavo delle considerazioni del sesso femminile. Ma perché?».

Già perché? Dove sono finiti gli uomini veri, quelli che hanno fascino da vendere nonostante qualche chiletto in più, gli addominali rilassati, i bicipidi andati in pensione ma con un cervello così accattivante da cadere ai loro piedi cotte a puntino?

Eppure oggi è la fiera della vanità. Il mondo Social ci aiuta con le sue immagini di blogger che mettono in mostra i loro corpi scolpiti e le donne, giovani o meno giovani, che sono catturate dal fisico mozzafiato.

Mariano di Vaio non perde occasione per mostrarsi ai suoi followers nella sua perfetta forma fisica. Così come tanti altri personaggi che popolano in mondo dei Social che entrano nel circolo vizioso del mostrarsi senza censure mentre si fanno fotografare o selfano davanti allo specchio a dorso nudo.

Le seguaci sono lì intente a scovarli commentando senza pudore ogni centimetro del loro corpo. Così partono classifiche, commenti, considerazioni, fantasie più o meno erotiche tanto che il mondo online diventa l’alcova perfetta di incontri giocati solo nella fantasia.

Cosa si nasconde dietro a tutto questo voler esserci di fronte allo sguardo dell’altro con l’implodenza del proprio corpo? Perché i nuovi Narcisi si plasmano e modellano fino ad arrivare a snaturare il proprio corpo cercando di assomigliare al favoloso Ken amato da Barbie?

L’ultimo GF ci ha regalato uno spaccato di mondo che appartiene alla nostra società fatto di corpi maschili messi in mostra, plasmati, modellati.

Con l’estate si scatena anche la caccia al bello da spiaggia.

Milano Marittima, Rimini, Riccione, Porto Cervo, Formentera e Ibiza sono luoghi d’eccellenza dove mostrare sotto il sole cocente il proprio corpo scolpito durante tutto l’inverno.

Tra veline, modelle, blogger più o meno famose si scatena la caccia verso il calciatore, il modello, il protagonista di un reality per potersi assicurare uno scatto da postare sui Social e per le più fortunate su un magazine.

Questa è la nostra società, il nostro senso e significato di appartenenza che tutto ha in sé meno il nutrimento vero dei bisogni più profondi.

Ci nascondiamo dentro a corpi perfetti, mostriamo narcisisticamente la bellezza perfetta come lasciapassare per l’incontro, ma poi cosa resta? Cosa salviamo di quella parte fondamentale della nostra vita fatta di emozione e sensazione?

La nostra società è abitata da persone felici? Oppure siamo eterni Peter Pan alla ricerca dell’isola che non c’è?

Dove porterà tutta questa estetica ossessiva che trasforma corpi confondendo anche l’età anagrafica? È sufficiente una classifica compilata da giovani avvenenti per sentirsi felici?

Quale prezzo si paga dietro a tutto questo palcoscenico di presenza senza essenza?

Rispondo con: vuoto dell’incontro nella relazione con l’altro e naufragio di se stessi.

Cosa fare? Ripartire da se. Conoscersi. Amarsi. Apprezzarsi. Crearsi uno stile e una personalità che non snaturi la nostra unicità.


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