• Barbara Fabbroni

La valigia per una fuga romantica


Fuga romantica? Panico che arriva. Eppure è un’occasione da non perdere.

Cosa fare? Accettare? Come gestire la situazione?

Libere associazioni si rincorrono nella tua testa alla ricerca di momenti unici e indimenticabili fotografati con tanto di dialogo romantico. Per mesi, anni, hai sognato quella storia cui aggiungevi qualcosa in più. La costruivi passo passo, con ardente passione come se fosse un romanzo giocato dentro alla tua mente.

Un sogno, un magico sogno d’amore archiviato nella tua memoria come tanti altri che hanno abitato la tua mente nelle fredde sere invernali quando cenavi davanti alla TV mangiando un pezzo di pizza comprato all’angolo della strada dal Pakistano che ogni volta ti ripete: «A te piace pizza signorina!».

E tu che, prima o poi sai che, gli risponderai, sfoderando un meraviglioso sorriso mentre, con calma e dolcezza, gli dici: «S.G.C.» (tradotto significa “Sti gran cazzi!”).

Poi, con il tuo perfetto inglese, continui con un delicato «pizza very good!».

“Arriverà il mio tempo”, ripeti nella tua testa mentre sali velocemente le scale, apri la porta di casa, appoggi la pizza nel tavolo, con un guizzo da gazzella ti spogli infilandoti dentro alla tuta calda e morbida. Calzettoni ai piedi, un veloce chignon tenuto da una forcina di ossa. Prendi la tua Coca Cola zero dal frigo.

Posizionata nel divano. Telecomando in azione. La serie americana che ti tiene compagnia ogni sera. Così parte la tua serata dopo dodici ore di lavoro massacrante e l’incubo della sveglia alle sei per prendere in tempo il volo per Londra.

Mangi veloce, senza gusto, hai veramente fame.

“Da domani inizio a cucinare qualcosa”, ti ripeti sentendoti maledettamente in colpa perché a forza di pizza, patatine, hamburger, sushi la prossima estate ti ritroverai con l’odiosa cellulite sparsa qua e là nelle gambe.

Come sempre ti addormenti nel divano mentre la TV scorre. Ti prende freddo così verso le tre ti infili sotto al piumone rintanata tra le coperte del tuo lettone.

La sveglia suona ripetendo ossessivamente la solita sinfonia.

Doccia. Colazione. Borsa da lavoro che ha preparato Mafalda la sera prima. Ti vesti adeguata alla riunione con il gran capo e chiami un taxi.

In poco più di mezz’ora arrivi all’aeroporto. Veloce check-in e ti ritrovi al Gate di partenza.

La giornata vola via veloce. Alle venti e quarantacinque sei nuovamente in un taxi che ti sta portando a casa.

Non si sa come mentre percorre il viale verso il centro una grossa auto sportiva tampona il taxi. Un sobbalzo seguito da una brusca frenata con un accartocciamento di lamiere.

Un uomo affascinante scende dall’auto di lusso. Va verso il tassista che inizia a brontolare in rumeno. L’uomo si rende conto che c’è un passeggero. Si avvicina e ti intravede.

Con un accento francese dice: «Tutto bene?».

Frastornata per la bellezza che si svela davanti ai tuoi occhi fai un cenno con la testa.

Sbrigano alcune cose. L’uomo prima di risalire nella sua auto ti si avvicina.

«Voilà» - dice - «questo è il mio numero mi chiami se ha bisogno di qualcosa o se non si sente bene».

Passano alcuni mesi, tutto sembra dimenticato.

Mentre aspetti nuovamente il volo per Londra al Gate 3 si avvicina un uomo che ti sembra di conoscere. Non ricordi dove puoi averlo visto eppure c’è qualcosa in lui che ti è familiare.

Di lì a breve viene aperto l’imbarco. La sorte vi fa sedere vicini.

Durante il viaggio iniziano un lungo dialogo. Lui si ricorda di lei. Lei sembra non rammentarsi di quel bellissimo uomo che la sta corteggiando.

Vi scambiate i numeri di telefono. Iniziano una serie di telefonate e inviti fuori fino a quando dopo qualche mese lui ti invia un sms con scritto: “passo a prenderti alle dodici, ci prendiamo tre giorni solo per noi”.

Panico! Panico totale!

“E adesso?” ti chiedi. “Adesso come faccio? Sono le dieci e devo organizzare tutto. Ho il panico totale”.

Allora mie dolcissime creature cosa fare?

Assolutamente accettare l’invito!

Ma in valigia cosa mettere? Essendo una sorpresa romantica non conoscete la destinazione così serve una valigia che possa essere adeguata per ogni luogo.

Il mare d’inverso ha il suo perché così come la montagna, le terme, la spa o una città europea.

L’ansia del “ma cosa cavolo metto in valigia?” ti sta sconvolgendo.

Prendi un bel respiro e calmati.

È una fuga, non sai la destinazione.

Il primo trucco è quello di portare un borsone pronto all’uso e a tutte le evenienze sia che andate al mare sia in montagna, sia in una città d’arte sia in una spa.

Il borsone anche se non è firmato ha sempre il suo perché. Ricordatevi che il valigione lo farebbe scappare a gambe levate e creerebbe il classico pregiudizio del “è insicura”, “vuole fare la super figa” ecc. ecc.

Portate pochi capi possibilmente dei passe-partout.

Essenziali sono: un paio di jeans, una camicetta bianca, un abito, possibilmente un tubino nero, un blazer, una t-shirt bianca, un paio di New Balance 991, un sandalo con tacco 12.

Con questi pezzi potete dar vita ad almeno quattro/cinque outfit differenti se non di più. Fondamentale sono gli accessori. Creano fascino al look rinfrescando anche i capi classici. I bijoux sono essenziali. Giocateci. Divertitevi. Indossateli con disinvoltura anche i più appariscenti.

Il vostro lui vi sta per sorprendere con una meravigliosa fuga romantica? Beh voi sorprendetelo con la classe della semplicità, dell’essenziale e della creatività.

Saranno giorni indimenticabili e lui si renderà conto della persona che siete.


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