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Il passato non è una colpa


Argomento scottante al tempo stesso di difficile trattazione poiché il passato si presenta sempre a ricordare ciò che è stato. È come se fosse una cicatrice indelebile che sta lì a narrare nel silenzio i territori del passato.

Ognuno di noi è essenzialmente frutto del suo passato che si presenta nel qui e ora del presente creando le basi per progettare il futuro. Il domani altro non è che la stesura nel presente del passato.

È possibile mettere in soffitta un passato scottante e costruirsi una nuova via ulteriore per essere nel mondo? Come si supera il pregiudizio sociale? Davvero è possibile innamorarsi di un individuo dal passato scottante? La vita a due su quali basi si organizza? Come gestire la gelosia per un passato particolare?

Da passati traumatici sono nate meravigliose opere d’arte e pensieri geniali, così come da infanzie fortunate si possono sviluppare individui normali che non spiccano per particolari peculiarità. Quindi non è corretto etichettare le esperienze in categorie poiché non è da sapere come quel vissuto può cementarsi dentro alla persona.

Il passato non è una trappola per la vita bensì è possibile ridefinirlo ed elaborarlo al fine di gettare nuove prospettive per il futuro, in un presente diverso. Ogni persona può elaborare il proprio vissuto e le proprie esperienze trasformandole in qualcosa di stimolante e costruttivo. Trovando i giusti stimoli e la giusta motivazione a creare un progetto futuro con nuove basi e differenti prospettive.

La durezza, la difficoltà e l’ingiustizia delle esperienze di vita possono potenziarsi o ridursi, in base a come si procede. Non bisogna mai nascondere le esperienze negative, con l’intento di ignorare il dolore fingendo che non sia mai successo nulla, né tanto meno fuggire da un passato un po’ scottante come potrebbe essere fare l’attore su set hot.

In fondo ognuno di noi può ritrovarsi nel meraviglioso romanzo di L. Pirandello: “Uno, nessuno, centomila”.
Rocco Siffredi ha trasformato la passione per il sesso in un impero. Una passione che appartiene a lui sin dall’età bambina. Ha fatto diventare un limite una risorsa che gli ha fruttato un significativo patrimonio anche se poi ha da sempre affrontato mille e più pregiudizi e difficoltà.
Dichiara in una recente intervista: «Sono in perenne conflitto con me stesso».
Cosa che lascia sorpresi considerando la sua vita intessuta esclusivamente intorno a un business hot. Così si trova a vivere in due strade parallele: i sensi di colpa verso moglie e figli, e poi, il sesso come droga, tra incubi e ricadute, da cui non riesce totalmente a staccarsi.
Allora cosa segna la linea di confine tra la vita lavorativa in un set hot e la vita domestica?

L’attività da attore porno rientra all’interno di una categoria dove il sentimento viene lasciato da parte. È un lavoro. Invece di stare in una catena di montaggio, dietro a una scrivania, la persona mette in mostra il suo corpo e lo utilizza cercando di stimolare piacere nell’altro che guarda.

È una dimensione particolare dove il corpo, il sesso, la sessualità abbracciano una declinazione molto particolare che non ha nulla a che fare con il coinvolgimento emotivo-affettivo.

Diciamo che la linea di demarcazione è l’emozione, l’affetto, il sentimento, l’amore.

Nel girare una scena hot non vengono coinvolte le emozioni e l’amore. È solo una pura attività, come andare in palestra e allenarsi con costanza e determinazione.

Certo il partner di un’attrice o di un attore porno devono fare un significativo lavoro su se stessi per scindere le due dimensioni.

Come farlo?

Non è assolutamente semplice ma laddove ci si innamora di un attore o un’attrice porno è essenziale suddividere i due piani senza farsi bagnare dalle scene hot cui partecipano. Quindi pensare che il tutto è parte del lavoro e non vi è coinvolgimento emotivo-affettivo.

Ritengo che ogni relazione per essere sana e vincente ha bisogno di strutturarsi in un terreno di autenticità e trasparenza. Il passato essendo parte di ognuno di noi non può e soprattutto non deve essere celato dietro a una maschera sociale, tanto prima o poi emergerà.

Non c’è solo la parte legata ai porno divi, esiste un sottobosco dove alcuni individui (uomini e donne) cercano piacere fuori dalla propria relazione attraverso esperienze trasgressive che non coinvolgano direttamente i partner.

Una persona che ho seguito per qualche anno aveva l’abitudine di travestirsi da donna e cercare compagnia in vendita per le strade. La compagna conosceva la stravaganza del convivente così cercava di non ostacolarlo poiché ne avrebbe ottenuto solo una persona incarcerata in un mondo depresso.

Però al tempo stesso lei cercò conforto e spiegazione della sua decisione. Fu un percorso difficile che condusse a comprendere il mondo sommerso del proprio partner, non tanto per dare a lui una possibilità di uscita dal copione bensì per condurre lei a non colpevolizzare il compagno per la sua stravaganza.

Così tolti i pregiudizi, le dissonanze, la paura di essere in una trappola, il loro rapporto fu rifondato su paradigmi completamente nuovi e nutritivi.

Il consiglio è: mai demolire l’altro ma comprendere la natura della sua decisione.


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