• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

L'amore non ha sesso


Candida Morvillo ci regala un’intervista significativa fatta a Paola Egonu. Nel leggerla possiamo scorrere parola dopo parola con semplice curiosità eppure dietro alle risposte della Egonu troviamo qualcosa di rivoluzionario. Non capita di vivere tranquillamente la propria omosessualità seppur oggi le cose sono molto cambiate. Il retrogusto del pregiudizio aleggia ancora in molti ambienti e nonostante una visione aperta, nel volto dei più si legge qualcosa di diverso dalle parole che pronunciano.

Ma Paola, la ragazza terribile della squadra italiana di pallavolo, ci offre su una medaglia d’argento un insegnamento profondo.

Alla domanda di Candida Morvillo su cosa aveva fatto dopo la partita, risponde con normalità: «Sono tornata in albergo e ho chiamato la mia fidanzata. Piangevo e lei mi ha consolata, mi ha detto che le sconfitte fanno male, ma sono lezioni che vanno imparate. E che ci avrei sofferto, però, poi, sarei stata meglio».

Lei ha una fidanzata? (chiede Candida Morvillo)

«Sì».

Lo dice con grande semplicità (prosegue).

«Infatti. Lo trovo normale».

La chiave della trasformazione sta proprio nel “lo trovo normale”.

È normale chiamare il proprio amore quando abbiamo bisogno di sentirci rassicurati, confortati e accolti anche se è dello stesso sesso? Si! È assolutamente normale! L’amore è amore non ha caratteristiche di genere. Si ama di là dal sesso.

Purtroppo la nostra società risente ancora della gabbia sociale borghese, dove le variazioni di relazioni, nonostante ci si professi aperti, lasciano ancora qualche strascico di giudizio.

Tant’è che Candida Morvillo chiede “lei ha una fidanzata?”.

Questo dovrebbe farci riflettere. Non credete?

Dovremmo essere abituati poiché nel 2016, Rachele Bruni, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio nella 10 km nel nuoto di fondo, dedica la sua medaglia alla compagna, Diletta.

Sono immagini che hanno fatto il giro del mondo accompagnate dalle sue parole: «Ho dedicato il mio argento anche a Diletta: non ho mai fatto coming out ma non mi sono neanche mai preoccupata dei pregiudizi. Io vivo la mia vita con naturalezza. Dite che ci vuole coraggio? Non lo so, so solo che mi è venuto naturale pensare alla mia Diletta. E non ai pregiudizi della gente».

Che dire meraviglioso passaggio verso la chiarezza del proprio sentimento e l’affermazione del suo essere persona!

Tuttavia, siamo convinti che dentro ad ognuno di noi l’omosessualità è una situazione relazionale affettiva normale? Oppure ancora viviamo incarcerati in credenze e pregiudizi che affiorano nel nostro mondo interiore nonostante ci presentiamo come persone aperte al nuovo e al cambiamento?

Già perché sono convinta che nonostante mille e più battaglie ancora non si è digerito totalmente questo radicale cambiamento. Chi si esprime con naturalezza, lasciando andare le maschere del perbenismo affermando la sua vera natura, lascia ancora sorpresi.

Anche se i coming out, da parte di personaggi famosi, che parlano liberamente del proprio orientamento sessuale, sono diventati abbastanza frequenti, tuttavia la normalità incastonata negli stessi algoritmi della coppia tradizionale laddove è ricollocata in una relazione omosessuale lascia aperto un viatico tortuoso. La prima impressione è la sorpresa, poi, solo in un secondo momenti, ci si apre al nuovo modo di viversi in una relazione sentimentale.

Fortunatamente c’è chi riesce a viversi i tempi che cambiano con forza e determinazione, ponendo la sua scelta di vita senza censure e maschere.

L’Adidas ad esempio tutela per contratto gli atleti che scelgono di dichiarare la propria omosessualità, bisessualità, transgender. Il che non è assolutamente da poco! Anzi ritengo che sia un esempio per tutti di grande apertura e accoglienza senza etichettare nessuno perché la sua scelta appartiene a qualcosa di differente.

Gli stessi Beatles in “The End” sembra abbiano precorso i tempi scrivendo: «E alla fine l’amore che ricevi è pari a quello che dai». Tant’è che come ho già scritto l’amore non ha genere. L’amore è pura emozione, è essenza di sé nell’incontro con l’altro da sé.

Se negli anni ’80 la leggenda del tennis Billie Jean King ha perso milioni di dollari per i contratti andati in fumo quando si scoprì che era lesbica oggi, fortunatamente, è diverso, almeno ci sforziamo di fare un cambiamento gestendo il retrogusto interno che appartiene alla nostra storia.

La riflessione che arriva spontanea riguarda lo status delle persone che si dichiarano. Ritengo che sia più facile per un vip mostrare la sua preferenza sessuale ma quando questo accade a una persona comune, quel soggetto vive la stessa cosa oppure si trova invischiato in schemi ancora radicati su principi vètero borghesi?

Un conto essere un famoso atleta, un attore amato e stimato, un cantante, uno stilista e così via, altra cose se sei un semplice cittadino che cerca di vivere al meglio la sua vita. Conosco tante persone che devono cambiare città, lavoro, amicizie per poter vivere come desiderano. Questo, oggi, dove a parole tutto sembra essere compreso, dove sono riconosciuti anche i matrimoni tra persone dello stesso genere lascia sorpresi. Eppure molti vivono questa situazione.

Dov’è tutta questa normalizzazione del mondo gay, gender, transessuale?

Diciamo che il grande cambiamento deve accadere. Ben si sa che per attualizzare un processo di vera trasformazione necessita tempo, determinazione e volontà.

Diciamo che il cammino è iniziato. Ci saranno ancora tante salite, ripide discese, terreni sdrucciolevoli ma la scintilla si è accesa.

Allora che dire … la vita è un’esperienza meravigliosa così come l’amore, non perdetevi dietro falsi pregiudizi retrò, siate voi stessi sempre e comunque.


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