• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

L'amore andata e ritorno


È davvero possibile perdonare un abbandono anche se il percorso da fare è tortuoso e lungo? Il tradimento è un lutto vero e proprio, ha la stessa modalità d’elaborazione, dove le diverse fasi hanno bisogno di un tempo di attraversamento significativo.

Il tormento d’amore è stimolo e fonte di ispirazione per letterati, filosofi, poeti, registi, pittori, e non solo, anche le persone comuni s’imbattono in questa particolare esperienza, da cui è faticoso uscirne.

Le cause che conducono allo smembramento della fiducia in una coppia sono l’epilogo di un prologo che mostra in tutta la sua ampiezza emotiva la ferita provocata dall’infedeltà, figlia della gelosia o della consumazione del sentimento della passione amorosa.

Così la ricerca del nuovo, lo stimolo verso l’altro(a), il desiderio di uscire dagli schemi familiari del proprio nucleo, dove la sessualità ha perso la sua frizzantezza risultando quasi in via d’estinzione, si presenta come unica possibilità per emergere dalle fitte trame della malinconia e della noia.

Viversi un nuovo amore sembra, almeno in apparenza, risolvere tutti i problemi. Nella maggior parte dei casi non è così!

L’euforia che ne consegue annebbia i pensieri, stimola i recettori del benessere, fa prendere decisioni affrettate, costruisce un’illusione, così che sembra la soluzione a tutto.

Ahimè, dopo qualche tempo, anche ciò che sembrava conducesse alla felicità rientra in un omogenizzato di quotidianità riproponendo, mano mano, le caratteristiche del rapporto precedente rapporto.

Così la persona imbottisce la sua mente di frasi che creano ancora più caos e smarrimento. “Non sei più come ti ho conosciuto(a)”, “prima era tutto diverso”, “voglio la persona che ho conosciuto”.

Sarà davvero così? Prima la persona si presenta e mostra in un modo poi toglie la maschera e viene fuori la vera natura che è completamente differente?

Spesso l’evidenza che emerge dopo qualche tempo conduce a far ripensare a ciò che è stato lasciato per la novità che sembrava la soluzione di tutti i problemi.

Allora non resta che fare un passo indietro cercando di riparare al danno fatto, sempre che sia possibile.

Come si può ricucire un rapporto con una persona che tempo prima abbiamo lasciato? Tutto può ritrovare l’armonia senza un retrogusto doloroso del vissuto abbandonico?

Nell’epoca dell’amore 2.0 la durata dei legami vive una lunga abbreviazione. L’amore si consuma in uno spaccato di tempo ridotto, tant’è che sembra abbia modificato la sua essenza emotiva e psicologica omologandosi ai tempi bui dei sentimenti, dove tutto è oggetto di post, di un sms, di uno scambio scarno in una fredda chat. Eh si perché oggi è più semplice lasciarsi via web o via chat che guardarsi negli occhi e spiegarsi.

Pensiamo al post Isoardi e Salvini.

Lei comunica la fine della sua storia con un post intimo su Instagram.

Scrive: “Non è quello che ci siamo dati a mancarmi, ma quello che avremmo dovuto darci ancora (Gio Evan). Con immenso rispetto dell'amore vero che c'è stato. Grazie Matteo”.

In una manciata di secondi, avvolti in un mare di like, si consuma e getta in pasto al pubblico la propria sfera intima, il proprio vissuto emotivo, la propria storia d’amore.

Lui replica: “Impegnativa giornata di lavoro in Africa sul fronte immigrazione e sicurezza, ma il telefono dall’Italia mi squilla per altro... Per educazione, carattere e rispetto non ho mai buttato in piazza la mia vita privata, non comincerò a farlo adesso, agli Italiani non interessa. Ho amato, ho perdonato, sicuramente avrò anche commesso degli errori ma ci ho creduto fino in fondo. Peccato, qualcuno aveva altre priorità. Buona vita”.

Matteo Salvini in precedenza aveva perdonato la fuga d’amore di Isoardi, tutto sembrava aver riacquistato equilibrio e serenità, tuttavia il colpo di scena è arrivato sotto gli occhi curiosi di migliaia di persone.

È bastata una foto, una frase per concludere tre anni insieme con una replica postata su Facebook. Questo è quello che resta di un amore al tempo di internet e dei Social.

Si può sgretolare così la propria intimità? I propri sentimenti possono essere messi in pasto al grande pubblico con la leggerezza e la superficialità che accompagna il click di un mezzo tecnologico? È giusto mettere la propria vita sotto gli occhi di tutti senza pudore?

Salvini ci regala un grande insegnamento di là dal commento a caldo postato su Facebook, in un intervista dichiara: “non mi vergogno di aver amato”.

Beh cos’altro aggiungere se non condividere con lui la delicatezza e la signorilità del suo comportamento! Non tutti siamo uguali c’è chi ha bisogno di una schiera di fans cui comunicare la sua situazione sentendo l’appoggio virtuale e chi ha bisogno di ritrovare se stesso esprimendo lo stretto necessario per diritto di cronaca.

In fondo si sa la loro è stata una storia molto tormentata.

Tornando all’argomento “amore e sentimento, tradimento e perdono” attualmente c’è un uso sfrenato della parola “ti amo”.

Viene pronunciata con una facilità estrema in qualsiasi occasione.

Pensiamo all’uso distorto che ne viene fatta nelle varie espressioni comunicative dei partecipanti ai talkshow o al GF.

Per non parlare dei Social che sono pieni di questa espressione.

È evidente che il vero sottotitolo sia: “amo me attraverso di te”.

In fondo se davvero si ama l’altro dovremmo avere rispetto nel momento in cui qualcosa di significativo tramonta.

Però in quest’epoca viviamo immersi in una fase narcisistica ed egoistica del sentimento d’amore, contraddistinta dalla menzogna, giustificata dal bisogno di esseri liberi o dalla necessità del “nuovo”, non ci resta che prendere atto che tutto può accadere nonostante cambiamenti di tempo improvvisi che poi tornano a gioire sotto il sole.

Pensiamo a Paolo Ruffini e Diana del Bufalo.

Lei lo ha lasciato per vivere il “nuovo” volando alle Maldive in compagnia del collega Cristiano Caccamo e la cronaca rosa li voleva molto vicini, tanto che i ben informati sostenevano che lei stesse elaborando la rottura con Ruffini.

Diana anche lei coinvolta dalla presenza Social scrive un post accompagnato da paesaggi da sogno: “Essere felici è un diritto dell’essere umano”. Lei seduta in un altalena in mezzo al mare appare sorridente e felice in compagnia di Cristiano.

Poi qualcosa accade e la ritroviamo felice insieme a Paolo Ruffini.

“Mi ha tradito, ma… sto ancora con Diana del Bufalo”, dichiara Paolo Ruffini in un’intervista a Radio24.

Ruffini è a favore del poliamore, quindi tutto è possibile! Tutto è concesso! In amore non ci sono regole, rispetto, morale se condividiamo un amore ampio e affollato.

Viene spontaneo riflettere sul significato di amare. Se partiamo dall’idea che amare vuol dire condividere la gioia ed esorcizzare la solitudine, perché si tradisce? Perché abbiamo la necessità di scoprire il nuovo per poi tornare da dove siamo partiti? Cosa si nasconde dietro a questa fuga dal quotidiano, dal familiare, dal consueto, dalla stabilità? C’è davvero bisogno del nuovo oppure si entra nel vortice ingestibile della pesantezza della responsabilità?

La scelta di vivere in coppia è un progetto importante che coinvolge molte responsabilità e decisioni, scelte e sacrifici. L’amore è una scelta non una passione travolgente.

Come possiamo fidarci ancora dopo un tradimento?

Sono convinta che non si può chiudere un occhio nemmeno difronte a una scappatella anche se ha un corollario molto differente da una relazione che dura nel tempo.

Perdonare per il tradimento subito è un passaggio molto delicato, che si gioca nelle profondità di ognuno di noi in modo particolare e soggettivo.

Di fronte a un’esperienza di questo tipo si possono avere reazioni differenti. Si può scegliere di percorrere strade diverse oppure continuare lo stesso viatico. Entrambe le scelte hanno dolori e sofferenza da gestire ed elaborare. Altrimenti il rischio, dopo un tradimento, è quello di una sofferenza infinita che nel tempo può alterare ancor più in profondità il rapporto, logorandolo e spingendo verso comportamenti che mai si sarebbero messi in atto.

Non si può assolutamente negare l’evidenza di un tradimento, non si può lasciar correre, perché sarebbe come dimenticarsi di sé e del proprio vissuto di dolore, sofferenza, svalutazione. Il consiglio è gestire il tradimento come se fosse un sintomo. Quel sintomo va riconosciuto, curato, trasformato in una risorsa non in qualcosa che diventi ancor più distruttivo attraverso un falso perdono.

La cosa più importante per uscirne vincenti emotivamente e psicologicamente è: “ripartire da se stessi”. Quante volte ce lo diciamo o ce lo sentiamo dire? Ma come si fa se siamo travolti da uno tsunami emotivo di dolore e smarrimento?

È importante rivolgere le energie e le attenzioni verso di sé non più verso il partner con l’illusione che in questo modo sia possibile riconquistarlo.

Adesso al centro di tutto c’è la persona tradita. Evitate il controllo sull’altro tanto ciò conduce solo a inasprire gli animi e a portare il traditore a continuare nel suo comportamento. Poiché può aprirsi una sorta di sfida inconsapevole che rovina ancora di più ciò che è stato rotto.

È un modo per ritrovare la serenità, per decidere liberamente se è il caso di ribilanciare il rapporto trovando un nuovo equilibrio oppure concluderlo definitivamente.

Ricordatevi che il perdono è importante anche laddove si decida di interrompere la relazione!


4 visualizzazioni