• Barbara Fabbroni( on Visto)

Quando la diversità ci rende forti


La vita è così, maledettamente imprevedibile, ti regala un sogno per, poi, strappartelo con la forza di un gigante. Nonostante tutto, lei: Giusy Versace, non si è piegata al triste destino quel terribile 22 agosto 2005. Da questo indimenticabile giorno, la sua vita è ripartita con la forza di una leonessa.

Ha vinto lei, non le avversità della vita! Ha avuto la forza, il coraggio, la determinazione di rinascere a una seconda vita creandosi opportunità e progetti entusiasmanti.

Giusy Versace ha imparato a convivere con la disabilità diventando una supereroina. Portavoce di una battaglia coraggiosa dove la spinta verso la vita è pilastro indistruttibile.

Lei, Giusy, la prima atleta italiana della storia a correre con una doppia amputazione e a vincere undici titoli. Che dire di fronte a tanta capacità? Sei un mito! Un esempio per tutti.

Le Paralimpiadi di Rio. La onlus Disabili No Limits. La prima autobiografia. Il debutto in televisione. La politica. Una vita intensa che nulla e nessuno può fermare. Non si arrende, non si è arresa, combatte come una fiera leonessa la sua battaglia, giorno dopo giorno.

Con la velocità di una gazzella fa restare imbambolati per le sue prestazioni atletiche.

Una donna con le ali che vola lontano dando speranza e desiderio di sconfiggere la sorte buia e dolorosa. Le sfide le fanno sentire la vibrazione della vita, l’aiutano a dimenticare ciò che è stato guardando solo in avanti. In fondo il cammino della vita si fa solo andando avanti, non bisogna fermarsi, mai!

Giusy ha in sé l’entusiasmo che pochi sanno nutrire tanto più dopo un’esperienza cruda come quella che ha vissuto. Eppure la spinta alla sopravvivenza fa di lei un’eroina.

“Sto in bilico – dice in una recente intervista- di fatto è come stare sui trampoli tutto il giorno, ho sempre gli addominali contratti”. “Il problema – prosegue - è che se mi arriva una spallata e non sono concentrata, rischio di cadere”.

Una concentrazione continua che non può assolutamente mollare, pena la caduta.

Nonostante la naturalezza con cui si muove, tanto da far dimenticare la sua disabilità, deve concentrarsi continuamente per non perdere l’equilibrio.

Due anni della sua vita spesi per poter abbandonare stampelle e sedia a rotelle.

ABallando con le stelleè riuscita a indossare i tacchi vincendo una gara, dove le gambe erano protagoniste. E lei non le ha più!

Da lì un’ascesa sotto i riflettori fino al Red Carpet del Festival di Venezia, inanellando un successo dopo l’altro senza perdere per un solo istante il sorriso e la fiducia nella vita.

Un esempio assoluta di voglia di vincere l’avversità e il destino avverso.

I fatti di cronaca, delle ultime settimane, sono assorbite dalla triste vicenda di Manuel Bortuzzo. Un orribile attentato gli ha strappato tutti i sogni, un po’ come è stato per Giusy l’incidente che le ha tranciato di netto le gambe.

L’atleta paraolimpica gli ha scritto una lettera. Sul Quotidiano.net si legge: “Ho il cuore straziato nel vedere un ragazzo bello come il sole, di soli vent’anni, nelle tue condizioni: appena ho letto la notizia, ho rivissuto la stessa rabbia, lo stesso sconforto e lo stesso terrore che avevo visto negli occhi dei miei cari, quando toccò a me”.

“Proprio perché io ci sono passata, sento di poterti dire una cosa– scrive - con tanta pazienza, forza di volontà, e grande fede anche tu saprai trasformare il dolore. Lo affronterai e ti rialzerai più forte di prima”.

Termina con un augurio: “L’importante è riaprire gli occhi, non mollare mai, continuare a lottare, a sperare, a pregare (…) Tutto il resto si affronta, poco per volta e mai da soli. L’importante è che tu e i tuoi cari sappiate evitare di farvi schiacciare dal dolore, perché chiudersi in se stessi non porta a nulla”.

È proprio il “non chiudersi in se stessi” che permette di affrontare il mondo della vita scardinando i pregiudizi che fino a poco tempo fa li reputavano “diversi” quindi da mettere da parte, da nascondere soprattutto nei palinsesti televisivi e nelle manifestazioni importanti.

Eppure non solo Giusy è esempio di rottura di schemi rigidi e bigotti. Lei ha tagliato di netto il muro del pregiudizio ponendosi sotto lo sguardo dell’altro senza paura ma con la forza della vita.

Alex Zanardi, un altro campione, che ha saputo rinascere una seconda volta. Non si arrende, la sua vita è una sfida continua. Ha la capacità camaleontica di immergersi in avventure straordinarie con risultati gratificanti. Dallo sport alla televisione è un successo a cinque stelle.

Che dire della giovanissima Bebe Vio, alle ultime Olimpiadi ha commosso il mondo intero con la sua energia vitale che a suon di fioretto ha conquistato il podio?

Lei, massacrata nel corpo da una forte leucemia, ha continuato la sua passione raggiungendo traguardi olimpionici pur nella sua giovane età.

Il suo corpo martoriato dalla malattia è un concentrato di forza e coraggio, di determinazione e voglia di vivere. Lo stesso Jovanotti nel volo di rientro dalle Olimpiadi le ha dedicato in volo una canzone. Il suo cuore, la sua voglia di vivere ha commosso il mondo.

Queste esperienze di vita ci regalo il senso e il significato vero dell’esistenza. Sono per ognuno di noi esempio da cui attingere coraggio e forza. Per fortuna i palinsesti hanno aperto le porte a queste persone là dove la vita è stata cruenta. Non solo sono portavoce di potercela fare ma aiutano, in chi vuole, a fare una riflessione sulla propria vita.

Che dire se non … meno male ci siete ad aprire l’orizzonte di nuovi percorsi e possibilità.


0 visualizzazioni