• Barbara Fabbroni( on Visto)

Perché ci affascinano i fantasmi


Se nel 1990 arriva nelle sale cinematografiche il film “Ghost” con la narrazione di un mondo parallelo vicino a Molly, che vive ancora a stretto contatto con Sam. Lui cerca di non lasciarla sola nel suo abisso di dolore così nonostante la sua morte resta ancora una presenza tangibile accanto a Molly.

A Febbraio 2019 parte la seconda stagione de “La porta Rossa” che dopo il successo riscosso nel 2017 ritorna nel palinsesto nazionale.

Il commissario Cagliostro (il cognome è tutto un programma se pensiamo a Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, grande alchimista che tutt’oggi fa discutere e appassiona) muore ma non varca “La porta rossa” restando attaccato al piano terreno per portare a termine la sua missione.

Questa fiction, dai caratteri accattivanti, regala una narrazione intensa che cattura l’attenzione del grande pubblico: l’aspetto soprannaturale. Mistero e realtà si fondono e confondono creando nello spettatore una storia narrativa che cattura la mente e le sensazioni. È come essere avvolti dalla speranza che nulla si perde e nulla finisce. C’è sempre un poi nonostante la morte.

Da sempre, l’uomo ha in sé l’irresistibile tensione a credere nel soprannaturale. Pensiamo ai tempi passati quando si consultava l’Oracolo prima di incamminarsi in situazioni o avventure significative. Da allora molti secoli sono passati, l’individuo si è sempre rifugiato nel mondo altro dal piano terrestre.

Attualmente molti studi mostrano come la nostra mente abbia in sé un sensore sempre acceso per rilevare nostri simili e nemici esterni, anche invisibili.

Eben Alexanderneurochirurgo e professore alla Medical School dell’Università di Harvard, in seguito alla sua esperienza di pre-morte descrivere il mondo soprannaturale con le parole: “Mi ritrovai in un mondo completamente nuovo. Il mondo più bello e più strano che avessi mai visto... Luminoso, vibrante, estatico, stupefacente. C'era qualcuno vicino a me: una bella fanciulla dagli zigomi alti e dagli occhi intensi. Eravamo circondati da milioni di farfalle, ampi ventagli svolazzanti che si immergevano nel paesaggio verdeggiante per poi tornare a volteggiare intorno a noi. Non fu un'unica farfalla ad apparire, ma tutte insieme, come un fiume di vita e colori che si muoveva nell'aria”.

Lui, scienziato e al tempo stesso fortemente scettico, in seguito alla sua esperienza ha modificato la sua visione tanto che in seguito al coma, con il suo cervello completamente spento, ha vissuto un’esperienza unica. Una parte di lui era ancora vigile. Così ha intrapreso uno straordinario viaggio verso il Paradiso incontrando persone a lui care e comprendendo ciò che, da lì in poi, avrebbe vissuto nella vita terrena.

Questo mondo soprannaturale ha offerto a lui la possibilità di comprendere che non tutto termina ma esiste un altrove dove poter esistere. Non solo ma l’individuo può restare ancorato anche a un limbo tra il mondo terreno e quello soprannaturale fintantoché non ha portato a termine alcune cose che alla sua morte sono rimaste in sospeso.

La percezione da parte della persona di un qualcosa che si avverte solo sensorialmente è un sistema cognitivo che, nel corso del tempo, si è evoluto restando in stretto contatto con la nostra evoluzione culturale per operare funzioni nuove, per esempio nel caso della morte improvvisa di una persona cara.

Credere nel sovrannaturale o nella superstizione è qualcosa che riguarda molti individui. Non è un sintomo di immaturità mentale appartenente a popolazioni primitive, bensì è valutato come un sottoprodotto della nostra mente, che nel corso della sua evoluzione ha collocato l’insieme di sensazioni e percezioni in una nicchia ben precisa.

Il nostro cervello è stato allenato, nel corso della sua evoluzione, a credere nella magia e nella spiritualità.

Sciogliendo i nodi del pregiudizio che avvolgono queste credenze, possiamo spiegarlo come una proiezione, simile a quella che può accadere nei bambini che proiettano l’investimento affettivo nella tipica “coperta di Linus”.

È una sorta di sostituto parentale prodotto dalla forza immaginaria che secondo Hood è componente biologica del cervello.

Allora alcune domande sorgono spontanee: esiste il soprannaturale? È solo frutto di proiezione emotiva oppure come Eben Alexander ci insegna e narra esiste un mondo altro? Il soprannaturale è frutto del bigottismo oppure appartiene al significato e al senso della vita?

Possiamo trovare mille e più spiegazioni e al tempo stesso l’anello di snodo che demolisce un punto di vista.

Tuttavia, l’ignoto è parte integrande del mondo soprannaturale, questo affascina, intriga, cattura e crea un immaginario collettivo, dove è facile perdersi.

Dove sta quindi la realtà vera?

Non lo so, non lo saprò mai … tuttavia come B. Pascal ci insegna, credere che esista qualcosa non ci costa nulla e nel caso ci sia davvero un fondo di verità siamo preparati.


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