• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

Gelosia


“Sei mia, solo mia”; “Nessuno può averti”; “Se vai via mi fai morire”; “Il mondo senza te non ha senso”; “Nessuno ti potrà amare come ti amo io”; sembrano frasi uscite dalle pagine di un romanzo rosa, dove le vicende amorose sono intense e burrascose, non è così. Sono frasi che spesso vengono pronunciate all’interno di relazioni affettive tossiche, dove la gelosia impera e detta la sua legge come una spada che sferza i suoi colpi. Sono i luoghi, dove la trappola dell’amore tossico getta la sua rete.

Il sentimento della gelosia può scattare all’improvviso, senza preavviso.

È un’ansia che avvolge in una spirale senza fine, dove il terrore di essere abbandonati non dà tregua. S’innesca un circolo vizioso, in cui gli eventi normali della vita sono destabilizzanti e fanno sprofondare in un abisso.

Da cosa nasce questa sensazione sgradevole che condensa e imprigiona la tranquillità di un rapporto di coppia? Perché anche nei rapporti più solidi a un certo punto emerge da parte di uno dei due partner un sentimento profondo di gelosia? Cosa si nasconde dietro a questa emozione così sradicante? Perché, a volte, ha un epilogo terribile?

La paura di essere abbandonati è alla base dello sviluppo di questo sentimento, arricchito dalla paura di essere traditi, di essere presi in giro, manipolati, fregati dal proprio partner. L’oggetto del desiderio, il focus centrale del proprio sentimento d’amore che nutre e soddisfa ogni bisogno all’improvviso si sgretola come un castello di sabbia alla prima folata di vento, trasformandosi in qualcosa di soffocante che imprigiona la vita, ingessa la mente, attiva una serie di risposte non aderenti al dato reale.

Il partner diventa il colpevole del proprio tormento e il responsabile di un potenziale abbandono.

Chi sperimenta la gelosia verso il partner vive con l’idea che l’altro sia assolutamente indispensabile alla sua vita, non c’è domani senza quella persona, la vita finisce nel momento in cui quel individuo interrompe o solo dà l’impressione di voler concludere la relazione.

È come il genitore per un bambino piccolo da cui dipende la sua sopravvivenza, senza quel genitore il bambino muore, la sua esistenza non è più nutrita, non ha più nessuno che a cura di lui, la sua vita si spezza.

La paura di questa possibile perdita è vissuta come qualcosa di assolutamente incontenibile, ingestibile, impensabile.

La gelosia ha radici antiche che s’annidano nelle esperienze di vita che la persona fa sin dai primi momenti della sua nascita. Se i genitori forniscono una cura adeguata e nutritiva il cucciolo d’uomo crea dentro di sé una base sicura su cui costruisce la sua esistenza nel mondo e crea la base per un soddisfacente rapporto con l’altro. Se al contrario qualcosa non viene nutrito adeguatamente può crearsi un vuoto affettivo che in età adulta può attivare una risposta di intensa gelosia verso l’oggetto amato. È una sorta di proiezione del proprio vissuto su l’altro che diventa l’oggetto da cui non è possibile staccarsi pena la perdita di sé.

Così il partner che soffre di gelosia si sente dipendente dall’altro e arriva a pretendere un amore totale, esclusivo e incondizionato. Chiude il suo oggetto d’amore in una teca da cui non può e non deve assolutamente uscire.

La cronaca è piena di liti violente tra partner che, a volte, terminano in tragedia. La gelosia acceca e annebbia la ragione, toglie la possibilità di stare nel dato reale costruendo, spesso, realtà immaginarie che esistono solo nella fantasia di colui che soffre di questa emozione violenta, tanto da produrre un’aggressività senza confini.

Fortunatamente però non sempre di fronte a un sentimento di gelosia c’è un epilogo tragico.

Possiamo dire che un pizzico di gelosia è anche gratificante per il partner che ne è l’oggetto, il tutto, però, deve restare all’interno di caratteristiche controllabili e leggere. La lieve gelosia può essere anche un gioco tra i partner per accendere la passione e creare un clima erotico coinvolgente, l’importante che il tutto sia agito nella piena consapevolezza di ciò che mettono in atto.

Questa è una gelosia costruttiva che protegge la relazione di coppia. Il geloso “costruttivo” non innesca meccanismi di sfida e aggressività, bensì reagisce con interesse verso il partner, usa le armi della seduzione e dell’ironia per rinsaldare l’unione.

C’è una grande percentuale di individui che sono assorbiti da questa fagocitante esperienza emotiva anche grazie alla rete che offre un territorio di invischiamento comunicativo e relazionale che peggiora le relazioni reali.

Lo smartphone con le sue infinite App, la rete, i Social, le chat sono un motivo di discordia e allontanamento nelle coppie. La nuova tecnologia, la facilità comunicativa, la ricerca della trasgressione online, la voglia di sovvertire le regole dell’incontro, crea un territorio molto fertile all’innesco del sentimento della gelosia, tanto più se la coppia attraversa un momento di difficoltà.

Quante volte si sente dire: “torna a casa e passa tutto il tempo seduto nel divano a guardare il cellulare”; “sembra che il suo luogo preferito sia diventato il bagno dove si chiude con il suo cellulare”; “ho scoperto che ha una chat con delle persone conosciute in rete” e così via mentre la gelosia accende tutte le sue antenne per comprendere, dove si annida il pericolo. Beh si perché di fronte a un atteggiamento del genere sicuramente c’è qualcosa che non va.

Come imparare a gestire la gelosia senza farsi soffocare da questo sentimento fino a rovinare tutto? È possibile essere gelosi di uno smartphone? La rete è la trappola per creare momenti trasgressivi e attivare nel partner un sentimento vivo di gelosia?

Restare ancorati al qui e ora della realtà è fondamentale per non sprofondare in un circolo vizioso senza fine, come altresì è importante valutare bene la situazione, prendersi cura dei pensieri che fluttuano incontrollati, ascoltare le emozioni che si sprigionano dalla paura di perdere l’altro, ricorrere all’aiuto di un clinico per poter affrontare ed elaborare costruttivamente il problema.

Inoltre, bisogna chiedersi qual è il pericolo reale che potrebbe esserci, che cos’è che ci rende insicuri tanto da innescare e dar vita a questo sentimento così doloroso e soffocante?

È importante confrontarsi con il partner senza però attivare uno scontro che invece di produrre qualcosa di positivo allontana ancora di più.

Come si presenta il geloso incallito?

Ecco come riconoscerlo:

- paura irrazionale di essere abbandonato

- controllo ossessivo del partner

- vedere gli altri come rivali e mettersi nella difensiva

- invidia, aggressività e odio nei confronti del potenziale rivale

- aggressività verso il partner

- autostima molto compromessa e forte senso di inadeguatezza

Come gestire e controllare la gelosia?

La persona che vive un sentimento di forte gelosia verso l’altro dovrebbe, come già accennato, chiedere aiuto e elaborare questa sensazione al fine di comprenderne il significato e al tempo stesso imparare a gestirla.

Concludendo possiamo dire che un pizzico di gelosia non guasta l’importante che non oltrepassi i confini della razionalità sfociando in una vera e propria problematica psicologica.


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