• Barbara Fabbroni( on Visto)

Il figlio della discordia


Educare, arte antica e al tempo stesso prova difficile per i genitori. Se un tempo le regole erano alla base di una buona educazione oggi tutto si è vanificato in un omogenizzato di possibili modi educativi che hanno creato un variegato ventaglio di insuccessi e delusioni. Come in tutte le cose la virtù sta nel mezzo, ma quando si tratta della cura e dell’educazione di un pargoletto l’argomento si fa difficile. Genitori non si nasce si diventa, spesso molti non sono pronti e si ritrovano a fare i conti con responsabilità significative, dove la soluzione trovata è quella di lasciare che sia, così (pensano) la natura farà il suo corso. Tant’è che il risultato può essere destabilizzante! La genitorialitá che sdradica le regole e lascia liberi di fare esperienze senza controllo, come possiamo vedere dalle cronache, lascia tracce di problemi significativi. Ci ritroviamo baby gang che arrivano anche a uccidere. Oppure giovani persi che come cani randagi cercano un centro di gravità permanente per trovare la propria dimensione esistenziale. Giovani che si perdono in viadotti devianti tra droga, alcool e sregolatezze di ogni genere. La cifra educativa è ciò che permette un sano sviluppo e una crescita coerente e rispettosa. I bambini e i ragazzi ne hanno bisogno per potersi costruire persona. Il nomadismo non porta mai a buoni risultati.

Eppure se Harry è Meghan per il loro royal baby hanno comunicato attraverso stampa e social che romperanno gli schemi del protocollo Reale qualcosa sta pur accadendo anche alle ultime famiglie Nobili. Non solo libertà nella genitorialitá delle persone comuni ma anche tra i Nobili blasonati europei. Ma lei, l’afroamericana più famosa del pianeta, si sa, sta sgretolando le rigide regole dei Windsor.

Manca la foto ufficiale davanti alla clinica subito dopo il parto come ci ha abituato la perfetta Kate, loro hanno scelto stretto riserbo e un parto in casa. Un momento tutto familiare, ha dichiarato Harry. La Regina sarà d’accordo? E i sudditi così abituati al protocollo saranno soddisfatti? È una scelta solo legata al business oppure c’è davvero qualcosa che sta cambiando?Chissà! Non mancheranno i Magazine di informarci su tutto quello che accadrà alla Corte dei Windsor. La Regina Elisabetta è abituata a deviazioni dal protocollo.

Eppure il peso di una nascita così importante ha vantaggi e altrettante rinunce. Kate non pettina neppure i capelli alla piccola Charlotte pur di seguire le rigide regole del protocollo.

Il piccolo Louis di Cambridge non si è mostrato fino al compimento del suo primo anno (a parte la foto subito dopo la nascita fuori dalla clinica con i genitori).

I principini di Monaco vivono lontano da Palazzo con la madre affidati alle cure di una tata esperta. Che dire della bella Charlotte Marie Pomeline Casiraghi che pur vantando una discendenza principesca ha sovvertito tutte le regole?

Regole rigide le ritroviamo anche in alcune famiglie alto borghesi, dove proseguire la strada costruita dai genitori o dai nonni non viene neppure messa in discussione. Così è! Pensiamo agli Agnelli, ai Benetton, ai Barilla, famiglie dove l’unica possibilità è proseguire il cammino familiare. Così anche se il desiderio è fare scelte diverse la responsabilità e l’obbligo familiare impone un’unica scelta. Figli di industriali che vengono inseriti nella struttura aziendale, figli di avvocati o notai che sentono il dovere di seguire le orme della famiglia, figli di medici che pur desiderando altro si ritrovano a gestire la propria vita in sale operatorie o in asettici studi medici. Chi esce dai ranghi è messo fuori gioco dalla famiglia. Pensiamo a Lapo Elkann o a Gianluca Vacchi, alla creativa Paris Hilton, loro sono esempi di figli che non hanno aderito alla regola della famiglia inventandosi un personaggio da rotocalco.

I figli che seguono il percorso imposto dalla famiglia sono davvero felici? Vivono una vita soddisfacente oppure si sentono perennemente in trappola?

Se ci fermiamo a guardare lo sguardo di qualche rampollo salito nella piramide difficile dell’impero di famiglia ci accorgiamo che qualcosa manca, c’è una strana malinconia di fondo che sembra aver creato una corazza difensiva verso le proprie aspirazioni.

Allora è meglio lasciare i figli liberi di vivere e inseguire i propri sogni oppure “costringerli” a seguire il viatico familiare?

I figli sono un bene prezioso, hanno bisogno di regole per crescere ed evolversi in maniera sana, cercano stimoli e motivazioni, sta al genitore creare un ambiente accogliente e nutritivo al fine di far emergere le loro risorse. Sarebbe importante non obbligare un figlio a una scelta presa a priori per lui ma individuare le sue attitudini e risorse al fine di accompagnarlo verso scelte future che siano soddisfacenti. Obbligare un figlio a seguire una strada che non fa per lui è come non permettergli di vivere la propria vita.

Certo, le regole servono, sono necessarie, danno una base sicura e permettono di avere un contenimento, poi le risorse di ognuno necessitano di uno spazio rispettoso e riconoscitivo.

Pertanto seguire i propri figli e’ una responsabilità genitoriale così come offrire a loro la posa di scegliere seguendo le attitudini e gli interessi.


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