• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

Outing si outing no


Farecoming outfa bene oppure oggi è diventata, in certi ambienti, una modalità per fare audience?

Il coming out è un aspetto molto articolato e di difficile decisione. È soprattutto un percorso del tutto personale che nasce e si esprime solo attraverso una decisione propria, nessuno può imporre all’altro di fare un passo così significativo per la sua vita.

Dobbiamo prima di tutto comprendere una cosa significativa, fare coming outnon vuol dire semplicemente dichiarare “sono gay”, sarebbe un po’ semplicistico in fondo nessuno dichiara “sono etero!”. Non credete? Oppure si acquista fascino nel momento in cui si dice al mondo che non siamo attratti dall’altro sesso ma l’interesse verte verso i maschietti (se si è un maschietto) o verso le femminucce (se si è una femminuccia)?

Senza dubbio i gay hanno un fascino tutto loro. Soprattutto sono splendidi amici per le donne. Vi ricordate l’amico gay di Carrie che lavora come agente di talenti, in Sex and the City? Lui è paragonabile a Carrie in fatto di gusti, amano la stessa moda, lo stesso stile, insomma una perfetta amica che di certo non ti ruba il fidanzato o non vuole rubarti la scena! Anzi spesso ti dà consigli strepitosi in fatto di uomini. Cosa pretendere di più?

E l’amico gay di Charlotte che conosce quando allestisce il suo primo matrimonio?

Sorprendente per quanto eclettico. L’amicizia con Charlotte non si spegne e spesso si ritrova a consolarla e offrirle un po’ di sostegno. Corre sempre al bisogno, anche se spesso è in conflitto con l’amico gay di Carrie, ma si sa cercano solo l’esclusività!

Dalla serie Tv al mondo della vita il passo è breve e troviamoMahmood che in una delle sue ultime interviste ha dichiarato: «Fare coming out non serve a nulla, se non a far parlare di sé». Che dire i ben informati sanno che è gay anche se non dichiarato pubblicamente. Sarà per una questione di privacy? Sorprende un po’ visto che nella sua canzone vincitrice di Sanremo 2019 non ha esitato a parlare della figura scomoda e opportunista padre. Se non è vita privata questa?

Eppure ha rilasciato un’intervista al sito gay oriented. Potremmo pensare che un’intervista non esprime un’identità eppure lui si è spinto più in là tanto da lasciar ipotizzare altro. Ha anche aggiunto una cosa interessante dicendo: «Andare in tv da Barbara D’Urso per raccontare la propria omosessualità mi sembra imbarazzante: così si torna indietro di 50 anni».

Interessante no? Anche perché oggi il “coming out” appare più un problema di audience che di affermazione della propria identità.

Fioccano, negli ultimi anni, i personaggi famosi che hanno dichiarato la loro inclinazione sessuale, i quali sono stati accompagnati anche da ungrande clamore mediatico.

Cynthia Nixon, la strepitosa Miranda di “Sex and the City” prima ha fatto coming outcome bisessuale e poi ha detto di essere lesbica. Forse ha qualche confusione in testa oppure ha sperimentato che due possibilità sono meglio di una?

Daniel Newman ha fatto coming outa marzo 2017. In un toccante video su YouTube l'attore ha raccontato di come l'incontro con una ragazza senza tetto in un centro d'accoglienza gli ha fatto cambiare idea sul nascondersi. Le visualizzazioni sono state infinite!

Jodie Foster, diremmo che ha fatto storia, le voci sul suo orientamento sessuale si rincorrevano da anni ma lei ha sempre mantenuto il più stretto riserbo sulla sua vita privata. Nel 2013 durante i Golden Globes ha parlato della sua compagna e della sua famiglia. Che cosa l’avrà spinta a tutto questo? Che dire la Foster ha carattere e al tempo stesso forza nel mostrarsi così pubblicamente.

La lista potrebbe non finire ma la cosa interessante è osservare come sono cambiate le modalità di vivere la vita privata soprattutto per una parte di persone che abbracciano l’omosessualità o la bisessualità.

Forse nell’America degli anni ’50, pur con la sua capacità di essere un passo avanti, non aveva ancora sdoganato la capacità di raccontare la propria vita privata pubblicamente. Era meglio occuparsi degli amori andati in frantumi di attrici più o meno famose, oppure di partecipare emotivamente al suicidio di Marilyn Moore che focalizzare l’attenzione su attori gay come Rock Hutson. Dichiarare la sua identità sessuale avrebbe voluto dire stroncare totalmente la sua carriera, aspetto totalmente differente oggi, dove dichiararsi gay o lesbica richiama uno stuolo di attenzioni e può essere una modalità per farsi pubblicità.

Perché si ha l’esigenza di raccontare a tutti che si è gay o lesbiche? Non è un’esigenza, è più una modalità per imporre la propria identità, per sorprendere, per rompere gli schemi. La propria privacy è qualcosa che va protetta non mostrata a tutti. In fondo l’orientamento sessuale è ben evidente anche se non si è così chiari nel definirlo eppure sembra l’unica via per esserci di fronte allo sguardo dell’altro.

Dietro a questo bisogno di raccontarsi senza veli c’è la necessità di evidenziare la differenza? Di porre un confine? Oggi viviamo in un mondo, dove la cosa più importante è apparire, mostrarsi, trasgredire, sorprendere l’altro, essere sopra le righe così raccontarsi senza veli è una modalità per porsi di fronte all’altro e per certi aspetti, in alcune persone, è un atteggiamento per sentirsi più “fighi” attirando la curiosità del pubblico. Il pubblico può essere anche solo quello dei Social poiché anche nel mondo online c’è ultimamente la moda di fare coming out. È si perché, a volte, certe aperture sessuali possono essere anche messe in atto per attirare l’attenzione, per mostrarsi trasgressivi al fine di sorprendere. Ultimamente assistiamo a coming outgiocati all’interno di reality, dove il riflettore e gli sguardi sono tutti puntati sui protagonisti. Non basterebbe fare coming outin famiglia e lasciar perdere il grande pubblico?

In questo modo così plateale l’essere gay si appiccica addosso come un’etichetta così che nei vari talkshow vengono chiamati gli “opinionisti gay” che fanno audience e al tempo stesso con le loro performance creative commentano notizie di gossip o gay senza veli e censure. Beh in fondo è innegabile, certi personaggi che vengono ospitati in varie trasmissioni è solo perché sono gay e fanno share. Ultimamente siamo abituati a vedere in ogni dove Vladimir Luxuria, con lei Platinette, Malgioglio e così via.

Sapere che i vip hanno tendenze sessuali gay offre al pubblico la possibilità di immedesimarsi e cercare la forza di accettare il proprio orientamento sessuale laddove ci sia difficoltà ad accettarlo. Non dimentichiamoci che ci sono ancora realtà, dove l’omosessualità è vista in maniera negativa. Sapere ad esempio che Marco Carta ha pubblicamente dichiarato il suo orientamento può aiutare tanti giovani ad accettare la loro diversità. L’aspetto importante però è non farsi travolgere da questa scia dichiarativa ed essere assolutamente certi di abbracciare un orientamento piuttosto che un altro.

Non bisogna mai scordarsi che in ballo c’è la propria identità. È una cosa importante e molto seria.


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