• Barbara Fabbroni( on Visto)

Potere, sesso, sangue e fantasia


Abbiamo avuto mondo in questi ultimi anni di osservare come le serie TV siano la nuova forma-romanzo. Un romanzo narrato televisivamente che si arricchisce oltre della forma narrativa anche dell’immagine visiva ben costruita. Nascono così personaggi raffinati che catturano il popolo del piccolo schermo, tanto da essere capaci di inchiodare lo spettatore davanti alla TV puntata dopo puntata, serie dopo serie. L’ispirazione di questi lavori televisivi arriva da qualsiasi genere o epoca: da quella storica, alla criminale, alla storia d’amore fino a giungere al fantasy. È proprio il fantasy ciò che ultimamente ha creato una vastità di seguaci che sono aggrappati alla serie come se fosse linfa vitale.

Correva l’anno 2011, quando la HBO mandava in onda il primo episodio della celebre saga fantasy ispirata ai libri di George Martin. Questa data diventerà, nel corso degli anni significativa, poiché ha dato il via a un fenomeno transmediale inarrestabile, entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo.

Così in una normale serata un concentrato di politica, dramma ed epica si racconta nel piccolo schermo con la prima puntata de “Il trono di Spade”. È bastato poco per essere travolti dalla sua narrazionee sentirsi subito parte di uno pseudo-Medioevo torturato dai giochi di potere, un'epoca balorda, dominata dal cinismo e nella quale nessuna anima pura è destinata alla fortuna. Da quella prima puntata nel 2011, “Il trono di Spade”, si è imposto come fenomeno di narrazione transmediale. Tant’è che dopo ben 8 anni di serie TV arriva l’ultima puntata che chiude la saga.

I fan sono in lutto! C’è addirittura una società Britannica che mette a disposizione un counselor per chi vuole parlare con qualcuno vista la conclusione della serie più amata al mondo.

Su Change.org è partita una petizione per chiedere alla HBO di girarla daccapo, poiché l’ultima puntata andata già in onda negli Stati Uniti (in molti sono riusciti a guardarla in streaming) ha diviso il pubblico in maniera significativa: “La serie merita un finale che abbia senso!”.

Tutto questo come si spiega? Quale strana alchimia ha fatto si che questa saga creasse una dipendenza così importante nel pubblico? Quali corde emotive ha toccato? Perché le saghe televisive hanno questa presa forte nel grande pubblico?Cosa le rende così vincenti?

È un vero contagio. Un’epidemia che si è sempre più allargata creando seguaci di tutte le età.

Ecco alcuni aspetti che creano nel pubblico una dipendenza da saga TV:

- Trama articolata. Questo tiene il pubblico attaccato alle varie vicende creando una suspense significativa e uno stimolo forte a cercare la via d’uscita ma la tempo stesso attiva una sorta di immedesimazione nella trama e nei personaggi.


- Punti di vista. Episodi articolati in maniera tale da presentare vari punti di vista di diversi personaggi, ciò attira le simpatie dello spettatore poiché è condotto a scrutare nei più profondi abissi delle loro paure e dei loro pensieri. È una sorta di identificazione dello spettatore e con il personaggio televisivo.

- Intrighi. Scandali, incesti, tradimenti, alleanze nascoste, segreti, attiva nel grande pubblico curiosità e voglia di scoprire cosa succederà.

- Sesso. Le scene piccati sono il miele per lo spettatore. Meglio ancora se la presenza di personaggi lascivi e particolarmente disinibiti è costante.

- Omicidi.Le morti non guastano mai, sono un modo per dare un forte scossone emotivo allo spettatore, creano una trama investigativa dove lo spettatore si proietta cercando il colpevole.

- Ambientazione. È di fondamentale importanza poiché cattura l’immaginario e offre un palcoscenico ampio, dove creare situazioni spettacolari.

- Scene accurate. Tutto deve essere estremamente realistico. Nulla va dato per scontato.

- Elementi fantasy. Se nella storia appaiono anche elementi appartenenti al puro genere fantasy, come draghi, uomini morti che tornano alla vita, se non anche esseri minacciosi che portano con sé freddo e morte, il successo pare assicurato.

- Mondi diversi. Questo aspetto stimola nello spettatore la fantasia e al tempo stesso crea curiosità nella scoperta di mondi diversi al proprio.

- I personaggi. Nessuno dei protagonisti è totalmente buono o malvagio, questo da stimolo allo spettatore abituato a vedere spesso in televisione personaggi totalmente malvagi o buoni da dare quasi fastidio.

Ecco che con questi dieci ingredienti l’alchimia è presto fatta. Il grande pubblico si nutre di questa saga come se vedesse rappresentato il vasto ventaglio emotivo che caratterizza la sua vita senza sconti o censure. È tutto lì, un concentrato spalmato di anno in anno, sempre più ricco e avvincente, cui non è possibile rinunciare. Chi ama questo genere è spesso “figlio” di una saga che ancora crea seguaci: Harry Potter.

Che dire se non … buona visione.


8 visualizzazioni