• Barbara Fabbroni( on Visto)

Vincere perdendo


Buoni ascolti non necessariamente significato buon prodotto! La televisione ultimamente propone un palinsesto, più o meno di livello, che attira tantissimo lo spettatore, spesso a scapito di programmi di maggior rilievo che vengono guardati da un numero esimo di spettatori.

Perché questo? Non sempre uno share elevato è sinonimo di un programma significativo. Spesso lo share sale a livelli vertiginosi in virtù del trach e del cattivo gusto, modulato all’interno di talkshow o reality che perdono di significato. La nostra società, per la maggior parte, ama la spettacolarizzazione delle situazioni, si passa dal trach più assoluto fino alla cronaca nera più spietata, dove si mette a nudo la vita dell’altro sia in un caso sia nell’altro.

La televisione che crea maggior ascolto è fatta da un’assetata voglia di entrare dentro alla vita dell’altro, più è estremo più attira. Una sorta di TV Social, dove si penetra dentro alla vita senza alcun rispetto. Per questo programmi televisivi che trattano tematiche che invadono la vita della persona senza rispetto e la sviscerano da ogni angolatura, benché non siano di elevata caratura, attirano il pubblico con ascolti vertiginosi.

Pensiamo alla Barbara d’Urso è stata capace di creare talkshow, programmi che attirano una ricca fetta di spettatori, il tutto perché è condito tra gossip estremo, cronaca, vite al limite. Basta pensare che sono quasi tre mesi che tiene in pugno la maggior parte del pubblico parlando e riparlando del Pratigate.

Che dire: brava Barbara che sai cogliere la tipologia d’interesse del panorama sociale! Poi cosa resta nelle persone che ti seguono con così tanto interesse? In fondo siamo nell’epoca dei Social e la TV se vuole fare share deve omologarsi a questa modalità, dove tutto e il contrario di tutto è messo sotto lo sguardo attendo, curioso e giudicante dell’altro.

La vita così è fatta a fette ma questo vuole il pubblico.

Lo stesso vale per i talkshow che scoprono talenti. Maria de Filippi ha dato il là allo svilupparsi di tutta una serie di format, più o meno importati, che travolgono il pubblico.

Sky con Masterchef, XFactor solo per citarne alcuni che schizzano di ascolti anno dopo anno. basta aprire qualsiasi canale TV che si parla di cucina o si tenta di imitare XFactor in maniera maccheronica. Sia la Rai sia la rete Mediaset, e non solo, hanno seguito la scia di Sky creando format simili che hanno avuto altrettanto successo. La nostra TV è costruita con palinsesti, dove per fare audience servono stimoli forti, poi se il programma non è granché non fa nulla. Il pubblico ha bisogno di immedesimarsi creando nel suo immaginario l’idea che potrebbe accadere anche a lui/lei. Mai dire mai la vita è imprevedibile!

Tant’è che programmi storici come Striscia la notiziastanno avendo un calo di ascolti, non sono poi così incisivi nel grande pubblico benché siano programmi che hanno tenuto testa per molti anni.

Così come il tg di Mentana aumenta gli ascolti così che le altre reti cercano di rubare quello che è possibile per dare la stessa impronta. Di Mentana però ne abbiamo uno solo!

La televisione è di fatto un grande centro commerciale, e gli spettatori sono considerati clienti cui vendere le merci.

L’audience può essere indice di un livello alto? Anche i professionisti della tv iniziano a nutrire qualche dubbio. Prendiamo Ballando con le stelle, un programma esemplare che coniuga ascolti e prodotto televisivo, ormai più che decennale. Lo show condotto da Milly Carlucci, punta di diamante di RaiUno, negli ultimi anni sta faticando di fronte al successo di programmi come Italia’s Got Talent e altri prodotti dalla rete Mediaset. Questo perché? In fondo Ballando con le Stelleè un programma a tutto tondo con una professionalità forte e sperimentata nel tempo. Attira di più scoprire nuovi talenti o guardare l’intramontabile Amici condotto da anni da Maria de Filippi.

Il fatto che programmi di alto contenuto non abbiano una scia vertiginosa di ascolti, pensiamo all’ultimo Sanremocondotto da Claudio Baglioni, non ha avuto la stessa presa nel pubblico dell’anno precedente, non vuol dire che non sia prodotti di ottimo livello. Anzi molte volte ci sono programmi che hanno un livello troppo alto per un pubblico che ama divertirsi con la leggerezza fatta di trach e gossip. Tuttavia, anche se non hanno un audience che schizza in alto attirano un pubblico raffinato che cerca di distaccarsi dalla massa. Pochi ma buoni, dice il proverbio.

Questa che stiamo vivendo è la televisione che si evolve, che prova a capire, dove il pubblico vuole andare e ciò di cui si vuole nutrire. Il mercato cambia, così anche i palinsesti devono adeguarsi al bisogno del pubblico, nulla può essere lasciato al caso. C’è la necessità di monitoraggio dei contenuti e del pubblico. La TV è un business e non può essere lasciato al caso. È fondamentale stare attenti al bisogno del pubblico se non si vuole perdere l’ambito share!

Un consiglio: ogni tanto date un occhiata a quei programmi che restano in ombra perché lì troverete senz’altro qualcosa di assolutamente vincente che potrà offrirvi qualcosa in più di talkshow, reality o talent.


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