• Barbara Fabbroni( on Visto)

Calcio e rossetto


Che dire di fronte al successo inaspettato della Nazionale di calcio femminile?! Entra a pieno titolo con due vittorie e una sola sconfitta agli ottavi di finale dei Mondiali di calcio di Francia 2019.Prime nel girone! Fantastiche azzurre!

L’Italia dal canto suo non manca di fare un tifo a tutto tondo a queste giovani fanciulle che fanno dimenticare le delusioni della Nazionale di calcio maschile, addirittura eliminata nelle qualificazioni mondiali! Nessuno può dimenticare la nostra mancata partecipazione ai mondiali 2018, un vero smacco per il calcio Italiano.

Il cuore, dell’italiano che ama il calcio e non solo, è lì con le giovani azzurre come se fosse un riscatto per quel mondiale assaporato ma non fatto. C’è anche chi urla allo scandalo scrivendo: “Bucate il pallone alle giocatrici di calcio”. Camillo Langone (sua l’affermazione precedente) non sembra amare questo tipo di sport al femminile. Potremmo definirlo come un inno all’omofobia. Perché tutto questo? Dov’è il problema? Perché le donne non possono avere la stessa chance del gremito popolo maschile? Non è il solo sport, dove le donne eccellono in capacità e vittorie. Basta dare una sbirciatina alle Olimpiadi e ci rendiamo conto che ci sono donne di gran lunga molto più brave dei maschietti. L’elenco sarebbe lungo da compilare. Fidatevi nel campo sportivo le donne stanno davvero avendo una marchia in più dei maschietti tanto pieni della loro capacità sportiva.

Perché nel calcio, sport infinitamente amato soprattutto nel bel paese, le donne, per alcuni, non sono ben viste? Anzi dichiarano apertamente che è uno sport, per loro, assolutamente contro natura! Eppure sulla scia dei Mondiali femminili la pubblicità sta seguendo il filone delle donne che si cimentano sin da piccole a tirare un calcio al pallone. Ci sarebbe da dire: tremate, tremate, le donne son tornate!

Eccome se son tornate in questo sport. Da bambine non solo si gioca a pettinare le bambole è innegabile almeno una volta, anche solo in spiaggia, ognuna di noi si è messa a dare un calcio al pallone. Non è poi così male?! Vero?

Cecchi Paone rincara la dose dicendo che: “queste donne non hannol’uomo in cima ai loro desideri”. Come ad affermare che è solo ed esclusivamente un gruppo di omosessuali femminili che tira un calcio al pallone. Non c’è certo nulla di male. In questa società 2.0 emancipata e di visoni aperte dov’è il problema se le donne che giocano al calcio sono omosessuali? Forse i maschietti tutti muscoli e tatuaggi si sentono messi al tappeto? Stanno perdendo la loro virilità da sfoggiare in estate nelle spiagge più esclusive sotto lo sguardo seduttivo delle veline?

Paone continua: “poveri maschi, non avete speranze, nel caso ci fossero giocatrici etero, inutilebrameranno giovanotti atletici, mica voialtri tifosi da birra e da divano”. L’attacco continua anche nei Social che sono diventati il teatro, dove il bersaglio è la Nazionale femminile.

Volenti o no le azzurre dimostrano di essere delle atlete vincenti. Lo hanno dimostrato con grinta, determinazione, voglia di riscatto e capacità atletiche. Forse non riusciranno a giocare la finale ma già sono entrate nel cuore di molti Italiani. Le loro tattiche di gioco sembra funzionino davvero, non si lasciano scappare nessuna opportunità e creano schemi vincenti e stimolanti che inchiodano davanti alla TV. A differenza dei maschietti, loro, non sono nemmeno pagate fior di soldi, tutto quello che fanno lo devono alla loro passione sfrenata. Bisognerebbe solo ringraziarle, fanno sognare e portano il nome della nostra Nazionale in giro per il mondo.

Eppure c’è chi afferma che: “il futuro del calcio è donna!”.

Rai1 ha tenuto, sin dalla prima partita, maschi e femmine incollati alla TV (si parla di 6 milioni e 525mila spettatori, con il 29,3% di share, fantastico! Non credete?). se soprattutto un uomo che ama il calcio resta appiccicato alla TV a vedere partite femminili c’è da pensare che siano davvero brave. Questo cambiamento di rotta nel mondo in cui viviamo è il naturale sviluppo di un cammino sportivo che le azzurre hanno percorso con sacrificio, sudore, perseveranza, tenacia e dignità. Hanno grinta e determinazione da vendere, sono simpatiche, ironiche e si divertono facendo divertire il tifoso. Che altro si può chiedere?

L’importante non inciampare nelle mascolinità tossicheperché hanno la capacità di spezzare l’incantesimo e inquinare il sogno. Lo spot mondiale lo dice:“Non cambiare il tuo sogno, cambia il mondo”. È un invito a seguire i propri desideri, non è follia ma credere in ciò che si fa e soprattutto farlo con amore. Già qualche anno fa ce lo insegnava Steve Job.

È innegabile che questa Nazionale ha sradicato gli stereotipi creando un vortice coinvolgente di tifo. È un peccato sentire persone come Collovati dichiarare:“Quando sento le donne parlare di tattica, mi si rivolta lo stomaco. Se parli di come è andata la partita bene, ma non puoi parlare di tattica perché una donna non capisce come un uomo”. Per fortuna la Rai1 ha sospeso dalle trasmissioni il calciatore per qualche tempo!

Anche perché l’attrice Cristina Capotondi, da poco elettavicepresidente della Lega Pro, ha già il suo piano per migliorare il calcio italiano.

Appassionata di calcio. Un nonno che ha lavorato nella Roma come accompagnatore della squadra trasferendole questa passione come sua unica eredità. In una recente trasmissione TV lei racconta bene e ci coinvolge in questo turbinio Nazionale tutto al femminile. È innegabile le donne al calcio giocano bene, hanno tattiche da vendere anche ai maschietti, hanno grinta a sufficienza per non arrendersi nemmeno se sono sotto di un goal. Lo abbiamo visto direttamente nel campo di gioco.

Vi siete mai chiesti che cos’è il calcio? Il calcio è quello che gioca un bambino e una bambina nelle favelas brasiliane (ricordatevi il Film dedicato al grande Pelé), che giocano in cortile un gruppo di amici, è un padre che cerca una scusa per avere un dialogo col figlio. Oggi il calcio è solo un business fatto di soldi che girano all’impazzata, di ingaggi milionari, di strategie commerciali, nulla più. Dov’è finito il vero gioco? Perché si sa star dietro al business si perde di vista la natura sportiva che dovrebbe smuovere gli animi e le passioni.

La verità è che il calcio è lo sport più bello del mondo e non va inflazionato.

Martina Colombari, moglie del vice commissario Alessandro Costacurta, è candidata alla presidenza della sezione calcio femminile. L’ex Miss Italia è uno dei nomi forti per il rilancio del pallone in versione rosa proposto dalla Figc. Sarebbe davvero una bella presenza che scioglierebbe tanti nodi e pregiudizi.

Quindi, fanciulle non perdetevi d’animo, fatevi valere e portate il nome della Nazionale nei podi più alti.


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