• Barbara Fabbroni( on Visto)

La rivalità fa crescere


Raffaella Carrà e Loretta Goggi, due donne, due meravigliose signore della storia della televisione italiana. Poliedriche, esuberanti, diverse nello stile ma entrambe di grande talento, accomunate dal desiderio di realizzarsi anche se, fra di loro, c’è sempre stata grande rivalità, almeno così si dice.

Lorella in una recente intervista alla domanda sulla rivalità con Raffaella Carrà ha risposto: “Queste rivalità non esistono se una ha cervello. Io e Raffaella eravamo completamente diverse, lei sexy, io buffa. Abbiamo preso strade completamente diverse”.

Che non sia stata proprio questa rivalità, una bella e sexy l’altra buffa a far scattare la sfida? Se alla base c’è intelligenza e capacità non ci si arrende ma si combatte ottenendo ottimi risultati e le due signore nel corso degli anni l’hanno ampliamente dimostrato.

Per anni si sono rincorse nei palinsesti Rai. Poi, Raffella fa una pausa importante approdando in Spagna. Sospende i suoi contratti Rai e porta lavoro, interesse, tempo altrove.

Torna in Italia e ha subito un rinnovato successo conCarramba, campione di ascolti (superiori anche al 40% di share). Pensiamo solo che la frase “Carramba che sorpresa” è diventata un modo di dire nel linguaggio popolare.

Loretta dal canto suo non resta ferma e nel tempo accumula successi in Rai e a Canale5 per, poi, dedicarsi al teatro.

Insomma due signore del mondo dello spettacolo che si sono date un bel da fare per costruirsi una grande notorietà, anche se il primo decennio del nuovo millennio vede un lento diradarsi delle esperienze televisive per le due artiste. Raffaella non riesce più a ripetere i successi televisivi di Carramba. Non si perde d’animo e si ricicla come autrice su alcuni programmi di Rai3. Loretta al teatro aggiunge il cinema.

Nonostante i cambiamenti di rotta nel corso degli anni, le due bionde dello spettacolo rappresenteranno una parte fondamentale della storia televisiva italiana.Professionalità, stile, esuberanza garbata. Loro, attrici, conduttrici, cantanti, ballerine. Due donne “complete”, lontane anni luce dalla approssimazione con cui tanti “volti” di oggi si affacciano nel mondo dello spettacolo o intasano i Social pur di ottenere visibilità.

Raffaella Carrà, nel suo accogliente salotto, incontrerà Loretta Goggi, “la rivale”, in un’intervista-racconto, dove toccheranno i punti salienti della vita professionale e non solo di Loretta. Che tra le due sia nata una vera amicizia? Forse c’è sempre stata e la rivalità è stata la scintilla che ha innescato in entrambe la voglia di farcela senza arrendersi difronte alle intemperie e agli alti e bassi della vita.

La rivalità è il fuoco che porta ad ardere e far crescere il talento. È uno stimolo positivo a far bene, a impegnarsi, a costruire una strada vincente. Senza rivalità, spesso non si raggiungono alti traguardi poiché c’è il rischio di vivere nella calma piatta del proprio successo. Adagiarsi è come arrendersi e non trovare stimoli positivi per altre cose da fare. È fuor di dubbio che se vogliamo trovare il lato positivo di una sana rivalità, il confronto con il(la) rivale deve necessariamente essere un confronto alla pari mai volgere l’interesse per un individuo che si discosta molto da noi, non c’è possibilità di crescita ma si può solo sviluppare una rivalità in negativo che conduce a creare un sentimento di invidia. L’invidia, si sa, è una brutta bestia che si annida nell’anima e porta via energia vitale e voglia di costruirsi, appiattisce in una amalgama dove si può restare intrappolati.

Siamo abituati a verder sfioccare stillate di acidità tra artisti, sia uomini sia donne, che affrontano lo stesso percorso, pensate a Barbara D’Urso e Mara Vernier, che non si sono per nulla mascherate dietro alla maschera della falsità ma si sfidano a suon di share. Come loro possiamo individuarne tante anche tra le “giovani promesse” che si sfidano cercando consensi a suon di followers nei Social. È la nostra società che viaggia nella rete ma nonostante tutta la tecnologia che ha in possesso le emozioni restano le stesse: la mia rivale (il mio rivale) se tu e io combatto con tutta la forza per sfidarti e raggiungere il successo. C’è solo da augurarsi che il referente sia una persona di spessore, che dia stimoli e rafforzi la capacità di costruirsi e impegnarsi per raggiungere il vero successo altrimenti la caduta sarà inevitabile con il terribile risultato di un sentimento misto di rabbia e invidia.

Un(a) buon(a) rivale permette di confrontarsi positivamente trovando gli stimoli e le motivazioni giuste. Quindi, avere un (una) rivale è assolutamente positivo! Se volete avere successo trovatevi un(a) rivale di buon livello con cui confrontarvi cercando di migliorarvi e otterrete un percorso vincente!


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