• Barbara Fabbroni( on Visto)

Il talento non è nulla senza disciplina


Infrangere la regola, per alcuni individui, una scelta fantastica! Per altri una vera catastrofe soprattutto se si irrigidiscono in posizioni da cui non si smuovono tanto da essere capaci di far naufragare tutto quello che con il loro talento, determinazione, impegno hanno conquistato.

La nostra cultura, qualunque sia il risultato della loro ribellione, li colloca in una pessima scala di valutazione. Uno zoccolo duro fatto di pregiudizio e credenza li dipinge come piantagrane, bastian contrari e disadattati. Possono essere amici, colleghi, parenti, familiari che come caratteristica hanno quella di complicare le decisioni semplici, creare confusione ed essere perennemente in disaccordo quando il resto delle persone interessate hanno preso una decisione unanime.

Eppure “i ribelli” hanno qualcosa di particolare, sono proprio loro capaci di migliorare le situazioni, di costruire nuovi orizzonti, di dare una sferzata di novità, grazie alla loro modalità anticonvenzionale di vivere, gestire e osservare le cose e la vita, a meno che non si imprigionino da soli in un circolo vizioso da cui non riescono a uscire creando così il baratro per la loro fine.

Sono persone così particolari che disdegnano la base sicura, i tradizionalismi, la routine, amano sfidare apertamente le situazioni che vivono. La vita ci insegna che c’è un limite a tutto e anche i super ribelli prima o poi devono cedere la corda altrimenti la caduta libera nel nulla è lì a portata di mano.

Le aziende di tutto il mondo, soprattutto le aziende vincenti, sono ricche di individui che sovvertono le regole costruendo nuovi viatici che diventano percorsi di successo. Nella nostra amata Rai ci sono e ci sono stati molti personaggi che hanno creato uno tsunami seguendo le loro idee innovative non in linea alla società, alcuni si sono lasciati prendere troppo la mano finendo in un rete dove sono rimasti impigliati, altri sono arrivati a mediare pur mantenendo alcuni aspetti saldi del loro pensiero. Il mondo della moda è ricco di personaggi che hanno sovvertito le regole, trasgredendo la monotonia dello stile, portando una ventata di furore e creatività.

La grande Coco Chanel con il suo estro ribelle accorciò le gonne e fece indossare i pantaloni alle donne. Per l’epoca fu un gesto di massima ribellione.

Così come Gianni Versace, Roberto Cavalli, Moschino, Vivienne Isabel Swire coniugata Westwood, John Galliano, Yohji Yamamoto, Karl Lagerfeld fino a giungere al talento ribelle di Alessandro Michele che ha saputo rivoluzionare un brand come Gucci ricreando uno stile nuovo e assolutamente vincente. Loro sono solo alcuni nomi famosi del pianeta moda che hanno fatto diventare una risorsa il loro talento ribelle.

Anche nella cucina ci sono state situazioni rivoluzionarie. Dal cuoco siamo passati agli chef stellati che nella loro stravaganza culinaria mixano sapori creando connubi particolari: pensate a Bottura! Oppure se vogliamo stare nell’aspetto più commerciale allo sconvolgente mondo di McDonald, una realtà tutta americana che ha invaso il mondo con i suoi fast-food.

Il mondo del cinema è pieno di figli talentuosi al tempo stesso ribelli che nonostante la loro particolare personalità si sono affermati e fatti valere: Asia Argento ribelle e al tempo stesso determinata, è riuscita a crearsi una via talentuosa e lavorativa importante. La trasgressiva e creativa Paris Hilton che nonostante un patrimonio immenso alle sue spalle crea situazioni, dove le regole non sono parte della sua vita pur nonostante si è fatta un nome a livello globale. Ma ci sono anche i ribelli figli d’arte che non sono riusciti a trovare la strada giusta, hanno cercato di ribellarsi alla situazione vissuta e si sono ritrovati in un naufragio lavorativo, emotivo, familiare disastroso. Il figlio di De André può essere un esempio di come il naufragio sia possibile in tutti gli aspetti della propria vita. Basta pensare alle accuse della figlia Francesca e comprendere come il centrifugato dei fallimenti si sia ben amalgamato.

Per non parlare di Gianluca Vacchi, eclettico figlio di papà, ha rivoluzionato la sua vita lavorativa passando dalle aziende di famiglia a fare il personaggio vip nei luoghi più glamour del pianeta. La sua ribellione in azienda non era ben vista così meglio lasciargli fare l’influencer, il dj, il cacciatore di giovani fanciulle, lo scrittore, il cantante insomma un insieme variopinto di attività senza uno spessore. Cavalca la scia dei Social e diventa un personaggio fuori rotta. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Senza di lui l’estate non si accende. Peccato che in contemporanea per la sua modalità di rompere le regole ha spento la luce del manager!

Il talento più ribelle che ha una storia di tutto rispetto è sicuramente Lapo Elkann. Un intelligenza raffinata, un’intuizione unica, sradicato da tutte le regole, ribelle e non solo, ha dei tocchi di genio e stile che fanno storia, ma non sono sufficienti per dargli la possibilità di riscatto. Lui è la pecora nera della grande famiglia Agnelli! È un genio ribelle stile Will Hunting capace di creare situazioni originali e incredibili, ma poi scappa perché resta coinvolto nella sua deriva d’idee. E pensare che era il nipote più amato dall’Avvocato.

Il futuro appartiene al ribelle, la scienza ci dice che dentro ogni persona è nascosto un tratto ribelle, il secreto è portarlo alla luce e farlo diventare una vera e propria risorsa. Attenzione a non far si che la non accettazione delle regole e delle scelte imposte a volte dal superiore portino alla fine e alla frantumazione di tutto quello che è stato costruito dalla persona fino a quel momento. Pensate ad Antonella Clerici, talento sopraffino ma che sta buttando alle ortiche una vita di successi solo perché sta facendo un braccio di ferro senza futuro.

La nostra società vive un periodo esplosivo, dove la competizione si trova ovunque pensate cosa non è la competizione in un’azienda come Rai? Oppure al poter che hanno i Social, possono portare una persona nell’Olimpo ma al tempo stesso distruggerla. Basta poco e il dado è tratto sia per l’una sia per l’altra situazione. Coltivare il talento ribelle è proprio ciò che ci consente di far progredire e prosperare le cose in cui crediamo. La ribellione è il trampolino verso un'esistenza più vitale, impegnata e appagante.

Agire in modo ribelle è come giocare senza regole create da altri.

Solo così si può scrivere la nostra storia senza conformarsi a quello che gli altri hanno pensato per noi.

Attenzione, però, a non esagerare perché se si oltrepassa il confine il talento diventa stupidaggine!


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