• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

Mo' te la porti a casa


L’estate sta finendo. Un nuovo anno di divertimento, leggerezza, spensieratezza verrà presto archiviato, nell’attesa di riprendere il via il prossimo anno (c’è chi spera nella settimana bianca, ma non è la stessa cosa!). È innegabile, anche quest’anno ci siamo divertiti, un susseguirsi di serate, apericena, week and, gite in barca, escursioni in montagna poi, dopo tanto, arriva l’attesa vacanza: 15, 20 giorni per i più fortunati, tutti infilati uno dietro all’altro nel posto della movida 2019, all’insegna del divertimento.

Le mete sono sempre le stesse: Ibiza, Formentera, Lloret de Mar (Costa Brava), Benidorm (Costa Blanca), Riviera Romagnola, Mikonos, Santorini, Costa Smeralda, per tuffarsi nel divertimento estivo. E che divertimento! Provare per credere. In queste mete non è possibile annoiarsi neppure un secondo, è tutto pensato all’insegna del divertimento che sballa.

Le vacanze come l’estate non dovrebbero finire mai! Eh si, sarà l’effetto del sole, le giornate più lunghe, il caldo, la voglia di togliersi di dosso le preoccupazioni accumulate durante l’anno, mostrando i glutei ben torniti dopo un inverno speso in palestra ad allenarsi, che le persone, in questo periodo, tendono a cercare quella leggera follia, l’ebrezza del divertimento, la voglia d’innamorarsi flirtando per qualche giorno come degli adolescenti. Chissà, forse è una maniera per scaricare le pressioni lavorative, gli impegni familiari, per distogliere l’attenzione da una relazione un po’ consumata e per alleggerire gli obblighi sociali che durante l’anno non danno tregua. Si riempie un pacco unico, dove si mette dentro tutto, sigillandolo bene così che non inquini il bisogno di leggera follia che avvolge il periodo estivo.

La difficoltà è rientrare nel via vai quotidiano incastonato di responsabilità, affetti, scadenze e tempi ristretti. Una nuova estate, dove follie di sesso, allegria, leggerezza, flirt bollenti si sono susseguiti ubriacando l’anima. E adesso? Cosa succede? Come riprendersi da questo tsunami estivo?

L’agenda elenca una serie d’impegni, il ritmo è sempre più frenetico, l’ex lasciata prima della maratona estiva “rompe” in maniera soffocante, nella testa si muove insidiosa una domanda che cerca una risposta: cosa fare con quell’amore estivo? Tentare di costruirlo o lasciarlo lì, pensando “è stato bello”? Tornare sui vecchi passi e vedere se la passione con l’ex si riaccende? Il rischio, però, che la minestra riscaldata sappia di acido e sia solo un salvagente rassicurante, il solito porto sicuro che ingabbia ma lascia una zona di tranquilla quiete che nel corso della vita non guasta mai. Raccontare o non raccontare il flirt passionale vissuto nell’isola selvaggia, dove la vacanza si è svolta, così da riprendere la vecchia relazione con algoritmi differenti, mentre il partner elabora l’accaduto tra lacrime e minacce? E se il flirt vissuto non è stato da persona libera ma da uomo/donna impegnato? Il problema si fa più serio! Anzi è un vero problema. Se poi ci si mettono anche i sensi di colpa la situazione diventa ancora più ingessante. Come affrontare l’accaduto?

Tutto è riuscito bene, soprattutto durante le telefonate a casa, si amoreggiava come sempre e il(la) partner non si è accorto di nulla. Una bella pièce teatrale dove tutto sembrava filare liscio. Le cose se si fanno vanno fatte con intelligenza! L’intelligenza non basta perché se poi si innesca il meccanismo emotivo il rischio è la caduta libera nei sensi di colpa. E allora ecco il dilemma: dichiarare il tradimento o far finta di nulla? In fondo, ti racconti, “è stata una battuta di coda, una notte di sesso senza significato, un modo per trasgredire che non ha conseguenze (almeno credi), una maniera per interrompere la monotonia”. Fiumi di parole non modificano lo stato emotivo che è lì a ricordati che hai tradito e in una coppia deve esserci sincerità!

Caos totale dopo giorni vissuti intensamente mordendo la vita e cavalcando emozioni stimolanti ed eccitanti, ti ritrovi a dover gestire ciò che non avresti mai voluto.

Panico, ansia, voglia di fuggire lontano, insonnia, depressione sono alcune sensazioni che possono emergere dopo il tormentone di un’estate vissuta al massimo.

Il problema si fa serio, incombe nella vita come un macigno. Va trovata una soluzione perché nessuno può permettersi di naufragare. C’è chi diventa insopportabile, chi si chiude in se stesso, chi vorrebbe mandare tutto all’aria e rivoluzionare la propria vita sin dalle fondamenta, chi si piega all’incombente pesantezza della vita diventando vittima di se stesso. Una vera e propria catastrofe, dopo il divertimento assoluto!

Non c’è una ricetta che vada bene per tutti. Ognuno deve fare i conti con la propria realtà e gestire al meglio la situazione che si è creata. Tuttavia, è importante collocare tutto nella giusta dimensione senza farsi travolgere da passioni fugaci o decisioni affrettate che possono solo far danni. Quindi, datevi tempo, valutate bene tutta la situazione, cercate di essere consapevoli che l’estate è l’estate e tutti tendono a divertirsi senza tante pretese, non cercate di smantellare la vostra base sicura solo per un colpo di testa, non serve, crea solo una voragine. Se poi con il tempo vi accorgete che c’è bisogno di cambiamenti allora fate tutto con oculata attenzione cercando di gestire al meglio le varie situazioni. Mai farsi prendere dalla frenesia di un momento e rivoluzionare tutto, il rischio è di rimanere vittima della propria decisione.

Il consiglio è: datevi tempo!


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