• Barbara Fabbroni( on Visto)

Manuale per gestire le corna


Archiviata un’altra estate, riposti i ricordi nel cassetto della memoria, catalogate le follie estive, tornati al faticoso tran tran del nuovo anno lavorativo, resta solo un nodo importante da sciogliere: le corna! Eh si, perché l’estate oltre a essere territorio di leggerezza, voglia di allegria, spensieratezza, ha portato con sé quella tempesta ormonale che ha fatto scattare la scappatella, e adesso che si fa?

Si tace l’accaduto? Si sfrutta la situazione gestendo la scappatella in qualche spazio di tempo autunnale, per interrompere la monotonia di una relazione senza tante emozioni?

Si ricambiano le corna ricevute con tanto di “grazie” al mittente? Ci si tuffa nell’avventura estiva, passionale e eccitante, lasciando il passato lì appeso con un palmo di naso percorrendo una nuova strada con mille incognite?

Ecco che, dopo un periodo di spensierata allegria, arrivano i grattacapi. Non c’è mai pace! Possibile che non possiamo goderci neppure quella ventata di leggerezza che ha inebriato di follia una notte estiva? Il senso di responsabilità inchioda. I sensi di colpa lievitano. Allora che si fa?

È certo che le corna non fanno piacere a nessuno. Possiamo suddividerle in varianti più o meno significative, ma tradire non è mai un gesto che piace al partner che le subisce. Sono l’espressione, più o meno forte, di un disagio che si vive nella coppia.

Esprimono parole silenziose che implodono come un macigno dentro al cuore stordendo e facendo precipitare nel baratro. Eppure, non negatelo, tutti, almeno una volta nella vita, le avete vissute o fatte!

Anche il più fedele uomo, la più rigorosa fanciulla hanno avuto, nel corso della loro esistenza, una caduta di stile. È un momento, il caldo, il tramonto, un bicchiere di vino in più e il dado è tratto, e poi? Serve aiuto per capire come agire, cosa fare, cosa dire, come comportarsi.

Non c’è una regola fissa che vale per tutti. Le corna non hanno una ricetta per la gestione, sono momenti nella vita che stordiscono e fanno percorrere territori sconosciuti che inebriano la mente e la fantasia erotica. Una trasgressione nella fitta trama del quotidiano che porta benessere, ma al tempo stesso ferisce profondamente chi le subisce.

La gestione delle corna è strettamente legata al tipo di rapporto che abbiamo con il partner. Se tra i due c’è un’apertura tale che dichiarare l’accaduto serve come punto e spunto di riflessione, allora potrebbe essere importante chiarirsi dichiarando l’inciampo, ciò potrebbe aiutare a costruire qualcosa di profondo facendo fare consapevolezza sulle cose che non vanno nel rapporto. Può essere un momento di crescita.

Bisogna però essere davvero certi che il partner abbia una visione ampia e molto consapevole, altrimenti il rischio è di rovinare completamente tutto o di innescare il meccanismo: “adesso te lo faccio vedere io”, così che nasce la sfida su chi fa più scappatelle.

Certo non è un comportamento che aiuta la relazione, anzi la seppellisce ancora di più conducendola verso la fine.

Rispondere alle corna con le corna crea un vuoto assordante tra i due della coppia, l’amore (se c’era o c’è) lascia posto alla vendetta, tutto si colora di grigio. È un braccio di ferro tra tradimento e fallimento che porta sofferenza per entrambi e fa lievitare i sensi di colpa.

Quindi, quale strada percorrere? Tacere può essere la scelta migliore? Non è detto!

La cosa più difficile ma al tempo stesso più protettiva sarebbe non farsi tentare dal canto delle sirene, come il buon Ulisse chiudere non solo le orecchie ma anche gli occhi congelando i feromoni di fronte alla tentazione di un gluteo tornito, due tette turgide, uno sguardo che ti mangia in un sol boccone, quelle labbra carnose avvolte in un rossetto rosso lacca. Così come le femminucce dovranno fare molta attenzione al fisico scolpito, stile bronzo di Riace, allo sguardo ammiccante, alla gentilezza che coccola, al calice di champagne ghiacciato che mentre scivola giù apre algoritmi imprevisti.

Ciò nonostante una soluzione c’è. Se amate divertirvi, le facili avventure giocate nello spazio di una notte, la leggerezza di un incontro incastonato in una notte di sesso e furore, beh, un consiglio … state single. Essere single ha i suoi innegabili vantaggi: evitate di dover giustificare le vostre scelte, potete sperimentare un’avventura dopo l’altra, non ci sono responsabilità di coppia, potete vivervi più situazioni contemporaneamente, il tutto sarà avvolto da una spirale di leggerezza.

L’unico neo potrebbe essere quello di dover fare i conti con la solitudine affettiva, poiché le avventure giocate in una notte di sesso o in qualche settimana di passione non offrono una stabilità affettiva. Chi ama mordere la vita non ricerca la stabilità affettiva, almeno per un po’ di tempo, poi con l’età matura si vedrà.

Dunque, avventurieri cercate di comprendere bene cosa desiderate dalla vostra vita, le corna non servono, non aiutano e creano solo complicazioni, mentre un periodo da single, dove tutto è vissuto al massimo, può essere un buon compromesso per non complicarsi tanto la vita.

Seguite sempre gli algoritmi e le declinazioni del momento, solo così sceglierete il giusto e soddisfacente percorso da intraprendere.


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