• Barbara Fabbroni (on Life&People)

Ermanno Scervino: SS20, nulla si perde, tutto si arricchisce


In fila nell’attesa di una nuova sfilata. Volti noti e meno noti. Outfit stravaganti, pieni di spunti creativi come si conviene durante la settimana della moda.

Ore 14:00 Corso Venezia, Milano: entra in scena Ermanno Scervino. Il gusto e la raffinatezza tutta Made in Italy regalerà ancora una volta uno spaccato di emozione inconfondibile.

Dopo un momento di buio totale, i riflettori si accendono, il brusio che fino a qualche secondo prima ha regnato incontrastato creando un sottofondo il pre-sfilata, all’improvviso cala. Un momento di silenzio che sembra eterno, poi, la musica inizia a suonare. Le luci riprendono corpo. Lo show ha inizio.

C’è una particolare alchimia nella magia delle sue creazioni. Contrasti sartoriali si fondono e confondono con la creatività rispettosa e innovativa che da quasi vent’anni caratterizza questo straordinario brand italiano. Infinite gradazioni di colore si dipanano lentamente, con garbo ed eleganza, l’una di seguito all’altra mentre meravigliosi abiti sfilano sotto gli occhi di spettatori attenti, pronti a cogliere il dettaglio più invisibile che fa la differenza. Le fantasie ancora una volta, sono protagoniste indiscusse su camicie, top, pantaloni, gonne e abiti dai colori accesi, abbinati a maglie in cachemire o in impalpabile ciniglia a motivo argail, e declinate anche nelle giacche maschili e nel nuovo pizzo arricchito di strass.

Scervino, si sa, ha fatto dei dettagli il suo inconfondibile stile, regalandoci, anno dopo anno, una miriade di emozioni, accarezzare da morbidi tessuti, da linee arricchite di essenzialità, dalla voglia assoluta di raccontare la sua idea di glamour. Loro sono artigiani innamorati della propria appartenenza, coniugano note armoniose come potrebbe fare un direttore d’orchestra, mentre dirige una sinfonia.

Ermanno ha assaporato sin da bambino le opere alla Scala, ha ascoltato Maria Callas e Renata Tebaldi, forse non comprendeva fino in fondo ma dentro di lui qualcosa ha inciso profondamente il suo essere persona. Nella sua storia di vita si ritrovano i caratteri salienti della sua vita, l’enorme capacità di far risuonare nei suoi abiti armonie perfette è, senza dubbio, frutto di quest’educazione alla musica lirica.

Così cultura e creatività si fondono nel suo dialogo glamour, rinnovandosi, stagione dopo stagione, con un impeto sempre più denso di significati nascosti, velati e dichiarati. La sua sfilata è un dialogo sottile, gentile, a tratti incisivo, deciso, trasgressivo, ha toni romantici e seduttivi, regala una donna dal fascino raffinato e al tempo stesso affascinante. Ancora una volta l’intimo, caratteristica indiscussa della Maison, si affaccia con rinnovata maestria. Vestaglie lussuose portate con disinvoltura invitano a portare fuori quello che è pensato per la notte. Ci si diverte a giocare con le vestaglie, preziose ed eleganti come abiti. La grande notte diventa la grande sera. Lo stesso pigiama, in materiali preziosi, sostituisce con nonchalance la formalità del tailleur.

I colori utilizzati appartengono alla tavolozza variegata che tanto ama, dove aggiunge, di volta in volta, nuoce rinnovate, riviste, riplasmate in abbinamenti lontani dalla classicità. Osare per Scervino è come danzare in uno spartito di note, intuendo quella coniugazione che crea un volteggio unico. Solo così si può essere un grande e, nonostante la fatica, restare sempre nella cresta dell’onda.

Anche qui un parterre d’eccezione a festeggiare, ammirare, ascoltare questo nuovo dialogo di stile che mostra tutta la sua intensità emotiva. Volti incantati, occhi che non mollano nemmeno per sbaglio una modella dietro l’altra come se si aggrappassero a un sogno: vestire i panni della Principessa indossando un modello di Scervino. Passi sinuosi che si omogenizzano con corpi accarezzati da tessuti e linee preziose. Poi, la chiusura con gli abiti che si mostrano come una vera e propria opera d’arte.

Emanuele Scervino è in assoluto il Maestro indiscusso della sartorialità italiana, mai fine a se stessa, bensì reinventata e ricollocata anche nelle situazioni più leggere, sportive e anticonformiste. Assistere alla sfilata di Emanuele Scervino, significa avere la fortuna di vedere, cogliere, afferrare, qualcosa di unico che facilmente si dimentica nonostante i mille stimoli che la settimana della moda a Milano regala.


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