• Barbara Fabbroni( on Visto)

Gli Stalker dei quartieri altri


Lo Stalkingè un fenomeno complesso e multiforme, la sua comprensione è impresa difficile. Difficile non tanto perché è di complicata classificazione quanto piuttosto perché chiunque può portare in sé un’organizzazione di personalità così significativa. Non c’è un livello socio-culturale che identifica lo stalker, chiunque, anche la persona più alto borghese, il manager più in visto, il medico luminare, e così via, può mettere in atto un comportamento molestante. Ultimamente le cronache mostrano come il livello sociale possa essere anche di prestigio.

Ricordate il caso di Mario Manganaro, amministratore delegato della Proteso srl, e della sua sua vittima, Dafne Leonardi, ex dipendente della Proteo. Così come Giorgio Pinchiorri, celebre ristoratore e sommelier originario di Pavullo, sarebbe indagato a Firenze per stalkingai danni di una sua ex dipendente la quale si sarebbe licenziata a cause delle insistenti attenzioni. Per anni, ritiene la procura, Pinchiorri avrebbe perseguitato la sommelier con appostamenti, sms e telefonate. Faccenda molto triste.

Il molestatore assillante(così viene chiamato) non appartiene solo alla nostra società, ha radici antiche. GiàW. Shakespeare nel raffinato Otello, offre un cammeo significativo di questo fenomeno. Tra Desdemona e Otello c’è un momento che racconta l’immagine chiara di cosa si può intendere per molestatore assillante, tanto da far comprendere bene quel territorio, dove, il gioco relazionale, mette in evidenza gli elementi dissonanti che saranno le fondamenta per il dramma d’amore. Un dramma d’amore perduto che insaziabile nella sua fame bulimica cerca di trovare un soddisfacimento nell’ultimo atto, attraverso la morte di Desdemona. L’amato tradito non sostiene la ferita dell’abbandono e della perdita tanto da organizzare una risposta a questo malessere attraverso la messa in atto di un comportamento al limite.

Nella nostra società, dove l’amore ha le caratteristiche della love story 2.0, è tema ripetitivo l’emozione ossessiva della paura del tradimento, dove l’urlo abbandonico si fa logorante. L’amore amato è il porto sicuro, il luogo, dove si esiste, il territorio del dispiegamento della propria esistenza, il cortile degli stimoli e delle motivazioni.

Colui che vive la ferita abbandonica attualizza un comportamento di attacco verso l’oggetto d’amore perduto.È un soggetto con problemi psichici che assilla le sue predecon fini sessuali, comportamento spesso caratterizzato da elementi deliranti che manifestano gelosia ossessiva.

Il ruolo relazionale è giocato tra vittima-persecutore: questo è lo stalker. Il persecutore fa per così dire “la posta” alla sua vittima, seguendola ovunque, assillandola con la sua presenza, con i suoi doni, i suoi messaggi, le sue minacce. Basta pensare a cosa è successo alla nostra pallavolista azzurra Alessia Orro, che ha dovuto sporgere denuncia verso un individuo, Angelo Persico,libero professionista 53enne originario di Novara, accusato di stalking, che non le dava tregua, ritrovandolo in ogni momento della sua vita sia personale sia atletica. Ci sono forme di stalker,dove la persona si crea nel suo immaginario un ideale d’amore, lo vuole raggiungere, costi quello che costi. Pensiamo all’esperienza vissuta da Elisabetta Canalis e Sabrina Ferilli. Al terribile vissuto di Gessica Notaro, sfregiata con l’acido. Una traccia, la sua, indelebile.

La vittima è braccata, non ha scampo. I mezzi utilizzati sono i più vari. Tutti quelli che il molestatore ha a sua disposizione. Tutto diventa lecito pur di raggiungere lo scopo. Lettere, telefonate, sms, pedinamenti, improvvisate visite nei luoghi frequentati dalla persona vittima, fino a giungere ad atti di vera e propria violenza che in alcuni casi sfocia nell’omicidio.

Spesso ciò che spinge ad un comportamento molesto e assillante è un desiderio di vendetta finalizzato a lavare l’ontaper un presunto torto subito in ambito affettivo-relazionale. L’essere stato respinto e il voler realizzare la conquista d’amorea tutti i costi è un altro frequente motivo che anima e stimola lo stalker.

Cosa spinge una persona a mettere in atto tale comportamento?

Dietro allo stalkerc’è sia una storia personale segnata da esperienze di profondo dolore. Un dolore così radicato che conduce l’individuo (lo stalker) all’incapacità di elaborare la sofferenza per la perdita dell’oggetto d’amore. Una persona che nell’epoca infantile ha vissuto in maniera importante separazioni e/o abbandoni da parte di figure parentali significative.

Esperienze queste che, se rinforzate nella vita adulta da relazioni finite con un nuovo abbandono, facilitano l’instaurarsi dell’incapacità di mantenere rapporti affettivi stabili e significativi. La paura di essere abbandonati diventa compagna di viaggio che non lascerà mai più sola la persona stalker. Ogni relazione che egli strutturerà, anche solo immaginaria nella sua fantasia, sarà caratterizzata da legami ossessivi e dalla presenza del terrore di essere lasciati (abbandonati). Il legame diventerà un lègami a te, che trascinerà entrambi i soggetti in un vortice in cui il gioco sarà la ripetizione ossessiva del ruolo vittima-persecutore.

Spesso le relazioni s’infrangono per un’eccessiva possessività del partner. La persona non tollera il comportamento ossessivo e angosciante del partner tanto da giungere a chiudere la relazione. Ciò viene vissuto come un grave tortoche la persona lasciata subisce. Così esplodono comportamenti assillanti di cui lo stalkerè consapevole, tanto da ritenerli giustificati. È la maniera che ha trovato per nutrire e soddisfare la sua ferita abbandonica nell’illusione di riportare a sé l’oggetto d’amore perduto. La continua presenza di sé alla persona vittima crea un fil rouge che si funge come filo d’amore, altro non è però che un ossessione infinita che annulla la vittima.

Lostalkernon molla mai la sua preda, poiché è l’unica possibilità che ha per sentirsi vivo e per essere in qualche modo riconosciuto. È la stampella che lo sorregge nel mondo. Per questo agisce comportamenti sempre più deleteri, ottenendo costanti reazioni di rifiuto, fino a giungere alla querela e, in alcuni casi, alla denuncia penale per aggressione e/o violenza.

È una persona che ha un’organizzazione di personalità caratterizzata da importanti lacune super-egoiche. L’attacco è rivolto non solo all’oggetto d’amore perduto, ma soprattutto, a livello inconsapevole, a colui o colei che per primo gli ha fatto sperimentare la lacerazione della separazione o una genitorialità anaffettiva e castrante.

In età adulta, laddove la persona sperimenta la fine di una relazione d’amore significativa, è possibile che il vissuto antico riemerga con tutta la sua forza dirompendo all’interno di una relazione di stalking. Lo stalkerpuò ricontattare quel bisogno antico che unito alla sua mancanza e al suo bisogno di dipendere dall’altro per esistere può condurlo ad attualizzare la sua vendetta attraverso l’ossessività rituale di comportamenti assillanti e molestanti fino a soddisfare il suo bisogno di possesso dell’oggetto d’amore. Questo è il motivo che sottostà spesso ai delitti passionali. Quando l’epilogo è così nefasto, lo stalkerha pronunciato le sue battute finali, ha recitato a pieno il suo copione di vita, portando a termine il drammadella sua vita.


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