• Barbara Fabbroni( on Visto)

La verginità fa scandalo


Essere o non essere vergine, questo è il problema?

Se negli anni ’50 era una delle virtù che la ragazza doveva portare come dono d’amore al matrimonio e consumare assolutamente dopo il fatidico si, giungono come un vortice innovativo i favolosi anni della parità, dei figli dei fiori, dove la verginità doveva essere eliminata quanto prima, per sentirsi alla pari del maschio. Non essere più vergine era sinonimo di emancipazione. Così dalla meravigliosa prima notte, dove l’amato poteva prendere la sua donzella nella sua totale assolutezza d’amore, si giunge a consumare rapporti liberi da ogni pregiudizio, l’importante sentirsi alla pari con il genere maschile e sfatare il mito obsoleto di una verginità che non appartiene più al tempo che si vive.

Pensate che la bella Jessica Simpson ha atteso i suoi 22 anni per concedersi. La cantante ha aspettato fino alla sua prima notte di nozze con l’ex marito Nick Lachey per perdere la sua verginità. Che dire anche le celebrità tengono alla loro intimità!

Così anche per Emma Marrone, 21 anni la sua prima esperienza: “Non ho mai avuto paura di distaccarmi dagli altri a costo di essere giudicata male. A 14 anni alcune amiche hanno fatto il grande passo sessuale, io ho atteso i 21”.

Lo stesso vale per Adriana Lima, una bellezza mozzafiato, l’angelo perturbante e fonte di sogni erotici, per molti, di Victoria’s Secret ha che ha atteso i suoi 27 anni per concedersi una prima notte di nozze da vergine con il marito Marko Jaric, dichiarando che: “Se non c’è rispetto, significa che non mi vogliono”.

Oggi nell’epoca dell’amore 2.0, delle coppie nate in chat, degli amori rubati a uno schermo del pc che cosa accade? Che posto occupa la verginità per una ragazza o un ragazzo? È un peso come nei bollenti anni ribelli oppure si è tornati a dare un significato più profondo al primo rapporto?

La verginità è un valore tornato in auge oppure un peso da eliminare quanto prima?

In tema di verginità c’è chi ha utilizzato anche il palcoscenico del Grande Fratello per offrire la sua presunta verginità per un milione di euro. Provocazione o verità per conquistarsi la visibilità che tanto bramano nell’epoca che stiamo vivendo? Ma chissà!

Direi che non è una mosca bianca poiché in rete si trovano 18enni che vendono la propria verginità, notizia riportata sul Sun e che lascia davvero con qualche punto di domanda.

Pensate che nei Paesi Arabi chi vuole trascorrere una notte d’amore con una ragazza ancora vergine può investire circa sei mila euro, il sogno erotico è servito. Che dire tutto a un prezzo!

Per non parlare delle spose bambine, di certo lì la verginità ha un valore tutto da valutare se non altro per l’immaturità della giovane ad affrontare certe esperienze. Tuttavia, la verginità ha in sé una spiccata ambivalenza; da una parte c’è il sogno romantico di donarsi all’amore che sarà per sempre candida come un fiorellino appena colto, dall’altra c’è il bisogno e il desiderio di sperimentare e fare esperienza senza attendere il fatidico si.

Ecco come si può trovare il giusto equilibrio? Difficile anche se non impossibile.

Ancora, per molte donne, la verginità rimane un valore da difendere non solo per motivi sociali, ma anche interiori e strutturali. La “perdita” della verginità conduce a una crescita, un percorso verso l’identità maschile e femminile che sia; e come tale comporta l’elaborazione di un passaggio significativo della propria esistenza, di un qualcosa che si aveva e che si è perso. L’aspetto più significativo è quello di essere consapevoli del passaggio e del momento che si vive senza fare qualcosa solo perché va fatto. In fatto di crescita personale e avvicinamento all’altro non è necessario nascondersi dietro a pregiudizi, miti, o costruzioni distorte di credenze che servono solo per non cercare ciò di cui abbiamo bisogno.

Nella vita di una persona non c’è la data giusta o il momento giusto, c’è una declinazione favorevole e accogliente a concedersi l’esperienza di perdere la verginità, il tutto però è estremamente soggettivo, fuori dagli ingombri sociali o dalle ingiunzioni provenienti dai pregiudizi. Sia le donne sia gli uomini non hanno una data di scadenza per perdere la verginità, è un’esperienza che accade e deve assolutamente essere vissuta al meglio.

Celine Dion sembra aver atteso il momento giusto per concedersi, aveva 21 anni e racconta: “Ero a Dublino, nell’indimenticabile 30 aprile 1988, la sera dell’Eurovision. Lui venne in camera con me, io sedevo sulla testa del letto, con le gambe piegate sotto le coperte. Ero felice di essere da sola con l’uomo che amavo e avevo un piano preciso”.

Eppure la vita affettiva vissuta in rete porta a dare un significato inesistente alla verginità. Al tempo dell’amore 2.0 i giovani parlano di sesso senza amore. Per loro la sessualità è pura curiosità già visitata e visionata nei vari siti di pornografia online. C’è una sorta di vissuto imitativo. La verginità oggi sembra un rito di passaggio da consumare veloce senza troppe preoccupazioni, per evitare di essere etichettati come la sfigata o lo sfigato di turno!

Insomma se ancora non hai sperimentato il sesso è bene che non si sappia tanto in giro altrimenti il rischio è di essere bullizzati.

Quindi i Millennials come vivono tutto questo?

Da uno studio emerge che i Millennials vivano la verginità come un valore che vada condiviso solo con la persona giusta, tanto da essere ritenuta la generazione sessualmente meno attiva. (ricerca pubblicata sulla rivista Archives of Sexual Behavior, in cui emerge che il primo rapporto arriva anche ai 18 anni). Da una parte ci sarebbe da dire “meno male!”. Anche perché c’è stato un periodo in cui il primo rapporto era sceso a un’età così bassa da mettere i brividi. Che dire, Angelina Jolie aveva solo 14 anni quando ha deciso di perdere la sua verginità. Lei stessa racconta in un’intervista: “Iniziai a fare sesso con il mio fidanzato ma non sentivamo emozioni forti. In un momento in cui volevo sentirmi più vicina a lui presi un coltello e lo tagliai. Lui mi tagliò in risposta. Eravamo coperti di sangue, ma ci eravamo scambiati qualcosa: il mio cuore batteva all’impazzata”. Beh un’esperienza senza dubbio particolare.

Anche la bella e dirompente Kim Kardashian non ha atteso molto. Compiuti 15 anni si è concessa: “Quando mi venne voglia di farlo per la prima volta avevo quasi 15 anni. Andai da mia madre e dissi: Penso che lo farò, o comunque vorrei farlo. E Kris le rispose: Ok, sai cosa faremo adesso? Prenderai dei contraccettivi. Fu molto aperta e onesta con me”.

Che dire ancora, la verginità appartiene a ogni persona sta solo a loro cercare di dare il giusto peso e trovare la migliore situazione per viversi un’esperienza bella da ricordare.


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