• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

Se si cambia orientamento


Quando una coppia entra in crisi, i motivi sono infiniti. Ultimamente c’è una nuova variabile sulle coppie che entrano in crisi. Variabile che, nella sua manifestazione evidente, spesso spiazza più di qualsiasi altra situazione. Spesso una coppia entra in crisi a causa di un terzo, oppure perché non si trovano più gli stimoli necessari a costruire un progetto insieme, così si affronta il problema cercando di trovare una via di uscita. Laddove questa esperienza importante è ben gestita dai due della coppia, può portare i due partner a trovare nuovi punti stimolanti rinnovando la propria relazione nonostante l’esperienza vissuta. Si crea un cambiamento importante che non lascia dietro di sé morti e feriti bensì crea un terreno fertile per un domani nutritivo. Altre volte tutto naufraga e i partner riprendono in mano la loro vita riprogettandosi un futuro da single, almeno per un po' di tempo.

Ultimamente accade una variazione tematica importante, ovvero le coppie si lasciano perché uno dei due della relazione dichiara la propria omosessualità. Qui la situazione sembra essere un po' più complessa. Una cosa è combattere con un rivale o una rivale del sesso opposto, altro aspetto con un terzo dello stesso sesso. È un naufragio non solo da un punto di vista relazionale, si entra in crisi anche come persona fallita rispetto al suo genere.

Accade che un giorno, tua moglie, guardando nel tuo cellulare, poiché ultimamente vedeva dei comportamenti particolari ed era preoccupata ci fosse un’altra donna, scopre che hai una relazione, non con una donna ma con un uomo.

La rabbia fa scattare un litigio furibondo, il cellulare che ha svelato la verità cade in una miriade di pezzi, l’unica possibilità è uscire di casa, riprendere in mano la propria vita ma soprattutto informare sia i figli sia i propri cari. Questa la parte più faticosa perché le reazioni possono essere di vario tipo. Non tutti comprendono, è uno tsunami, ci vuole tempo. La parte più dolorosa è per i figli che ad un certo punto vedono sgretolarsi la famiglia come un castella di sabbia in più devono digerire l’omosessualità di un genitore.

La nostra società sembra estremamente aperta e comprensiva in fatto di omosessuali ma poi quando tocca personalmente la musica sembra cambiare. Così il periodo si fa faticoso, le vacanze natalizie sono una tragedia annunciata così come quelle estive, tutto frana. Serve un lavoro importante su sé stessi sia per chi dichiara la sua nuova inclinazione sessuale sia per chi deve sostenere uno choc nel venire a conoscenza di questa modificazione d’interesse.

Si apre uno scenario grottesco, dove colui(lei) che dichiara la sua omosessualità si trova a dover ricreare una nuova quotidianità con i figli. Questo l’aspetto più delicato e fragile. C’è bisogno di riconquistarli ancora una volta cercando di far comprendere che l’amore e l’affetto non è cambiato, la trasformazione è solo data dal coraggio di aver dichiarato la propria inclinazione sessuale. È tutto molto difficile. Si apre un percorso intenso, lungo e faticoso.

Il passaggio significativo è dato nel momento in cui la persona lasciata ha elaborato il profondo lutto, emerge un’accettazione, una comprensione, un’apertura al dialogo che modifica la situazione ricreando nuovi equilibri. All’improvviso il fulcro diventa la persona lasciata, è l’ago della bilancia per sé stessa, i figli, l’ex e laddove ci sia il nuovo partner. Così accade spesso che le famiglie si allargano con una declinazione diversa, si crea un rapporto amicale, non ci sono più conflitti. Il passaggio per arrivare a questo stadio è un cammino intenso, doloroso, di profondo cambiamento, non tutti hanno la capacità di farcela. Allora se il cambiamento e la consapevolezza non arriva la lacerazione diventa una ferita inarginabile. Il giudizio è la ferita e la paura più grande che spesso blocca la consapevolezza e l’elaborazione.

In questi giorni le cronache parlano continuamente di una situazione familiare allargata. Una coppia americana con due figli, con un’attività legata al fitness costruita da entrambi come progetto familiare e di coppia, si sono entrambi innamorati della stessa donna conosciuta nel loro centro. Così, dopo qualche tempo di assestamento e comprensione dell’accaduto, sono giunti a una decisione: andare tutti e tre a vivere insieme con i rispettivi figli, vivendo come una famiglia normale. Poliamore? Oppure dietro ci sono interessi altri che oltrepassa la decisione del poliamore?

Loro si dichiarano felici, in sintonia e armonia. Sembra una famiglia perfetta e ben organizzata a tutti gli effetti. Forse questo può accadere oltreoceano ma per noi italiani la cosa è un pochino più complicata. Anche perché la gelosia dove la mettiamo? Come si gestisce? Certo non è cosa semplice ci vuole una particolare forma di attaccamento all’altro(a).

Pensiamo alla storia d’amore tra Eva Grimaldi e Gabriel Garko, una relazione molto importante che si è interrotta bruscamente. Intorno a loro si sono create mille ipotesi, pettegolezzi, gossip fintantoché Eva Grimaldi non è uscita allo scoperto dichiarando la sua omosessualità.

La bella Eva attualmente è sposata con Imma Battaglia, sua compagna da diversi anni.

Si dice che Selena Gomez, durante gli on/off della sua storia con Justin Bieber, ha avuto un’esperienza gay con la supermodella Cara Delevigne. Adesso pare che Selena e Cara siano amiche inseparabili. Chissà?

La stessa esperienza vale per Lindsay Lohan, bisessuale. Dai litigi con la collega Hilary Duff per contendersi Aron Carter a una relazione tutta al femminile. Lei ha avuto varie relazioni pare con Bruce Willis, Jamie Dornan e persino Zac Efron! Che dire la bisessualità piace e tutto sommato se ben gestita non crea molti problemi. Si cambia sponda a seconda delle situazioni. Però la cosa complicata è quando il cambiamento è assolutamente radicale, non si torna indietro.

Che dire … al cuor non si comanda e le perturbazioni dell’amore sono infinite, creano strade imprevedibile e spesso cadute libere inevitabili.


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