• Barbara Fabbroni( on Visto)

Il fascino dell'antipatia


Quando incontri una persona che non è stata baciata dalla bellezza spesso si dice: “brutta ma simpatica”. Accade, d’incontrare individui che tutto sono meno che simpatici, anzi si pongono in maniera arrogante, tanto che l’unico sentimento che riescono a far nascere nell’altro è una viscerale antipatia.

La sindrome dell’antipatico non risparmia nessuno: politici, imprenditori, attori, calciatori, giornalisti appartengono, in molti, alla schiera nutrita degli antipatici. Spesso il passaggio dal simpatico di turno all’antipatico che non si riesce più né a vedere né a sentire è facilissimo, basta fare un passo falso sui propri “seguaci” che il dado è tratto.

È famoso lo “ciaone” di un politico che ha saputo cogliere il momento creando un’aspettativa enorme nel popolo italiano fintantoché non ha fatto una caduta vertiginosa, adesso sono in molti a considerarlo antipatico. La politica, si sa, è fatta di sali e scendi, puoi essere la persona più amata e simpatica, ma basta poco per oltrepassare il confine, tanto da diventare il più antipatico. Insomma, il Matteo da gran rottamatore è diventato un rottamato. Per avere un’idea di come molti personaggi possono oltrepassare il guado divenendo degli antipatici perfetti, basta dare un’occhiata a “Fratelli di Crozza”. Il comico sa cogliere le sfumature di molti personaggi accentuando la sua ironia sui punti fragili che senza dubbio rendono questi personaggi un po' antipatici. Ultimamente la sua verve ironica ha preso di mire anche la poca simpatia del “Premier” imitando Jade Low nella sigla di apertura della nuova serie TV di Paolo Sorrentino, “The new Pope”, che dire Maurizio Crozza ha colto nel segno!

Se seguiamo il comico genovese cogliamo l’essenza dell’antipatia che popola negli ambienti più significativi dalla politica al mondo del calcio, dallo spettacolo al mondo patinato della televisione.

La simpatia e l’antipatia sono anche la sceneggiatura di un film abbastanza recente di Christian De Sica: “Simpatici e antipatici” (1998) che mette l’accento in maniera forte su come il confine tra essere o non essere simpatico o antipatico sia sottile, spesso inafferrabile.

Vogliamo parlare di Flavio Briatore? Tanti soldi, un uomo di successo ma dire che è simpatico è assolutamente impossibile. Ve lo ricordate quando con il suo gesto plateale nel suo reality diceva: “Sei Fuori!”. Impossibile dimenticarlo. Non lo aiuta nemmeno la sua fisicità al resto ci pensa da solo. Lo stesso potremmo pensarlo per il Donald Trump, molto amico del Briatore, non poteva che essere così, nonostante la sua modalità da “simpatico” non ha nulla che possa farlo avvicinare alla simpatia.

La lista si allunga se volgiamo lo sguardo al mondo del calcio. I calciatori più blasonati sono presi dalla morsa della sindrome dell’antipatico. Pensiamo a Mario Balotelli, il famoso CR7 che oltre a essere bravo da impazzire non certo mostra molta simpatia, tutto arroccato nel suo inaccessibile successo. Che dire del buon Icardi che da quando si è messo vicino la super bomba sexy Wanda Nara si è ritrovato travolto da situazioni spiacevoli?

La super seguita Influencer Chiara Ferragni pensate sia immune da questa sindrome? Da come ultimamente viene riportato dal mondo Social non sembra goda più di tanti favoritismi, anche se dalla sua ha una schiera nutrita di follower. La Social Family Ferragni ha sicuramente oltrepassato il confine, così dalla simpatia si è passati all’antipatia globale. Che dire sembra continui a dare buoni frutti, i follower non calano anzi aumentano, fosse che l’antipatia ha il suo fascino nascosto?

Nel grande schermo troviamo una lunga lista di personaggi televisivi: Alba Parietti che tutto fa meno di rendersi simpatica. Lilli Gruber, arroccata nella sua poltrona da grande giornalista, non cerca certo consensi favorevoli ma si pone come il professore in cattedra tanto da giocare a ironizzare sul costume indossato da Salvini in spiaggia. Che dire? Politica a parte non può certo prendere tutto con la sua puntigliosa rigidità da Signorina Rottermeier.

Lo stesso vale per Massimo Giletti che non fa un sorriso nemmeno di fronte alla battuta del più grande comico, ingessato nella parte del giornalista perfetto e intoccabile.

Avere la nomea dell’antipatico non è poi così difficile, soprattutto se si occupa un posto di tutto rispetto che già di per sé può suscitare un po' di invidia, gelosia, voglia d’imitazione.

Ben si sa il nostro mondo è costellato di persone che sono antipatiche. Pensate a quando al liceo la vostra compagna di banco, con gli occhi nascosti sotto spesse lenti, la postura incurvata, i brufoli sparsi qua e là in modo disorganizzato nel volto, prendeva ogni volta un bel nove al compito di greco, voi con ogni sforzo non riuscivate nemmeno a prendere uno striminzito cinque. Tutte le volte che tentavate di sbirciare nel suo compito, per avere un’illuminazione, lei prontamente metteva la mano per nascondere il tutto: ecco questa è un’antipatica pura! Quel genere di antipatico che neppure anni e anni di gavetta potrebbe modificare. Hanno una disposizione particolare a recitare il copione dell’antipatico, ci riescono così bene che quasi quasi è un peccato farli diventare simpatici.

Il problema, tuttavia, non sta nel fatto di essere simpatici o antipatici, ognuno è quello che è, spesso però l’antipatia si coniuga al fascino dell’inafferrabile, così diventa ancor più incisiva nella vita della persona che ne è succube. Pensate alla frustrazione del liceale che combatte costantemente con la sua insufficienza mentre la sua disarmante compagna di banco va dal nove al dieci come nulla fosse?

La schiera degli antipatici si amplia ancora di più se volgiamo lo sguardo al mondo del cinema. Quanti grandi attori se la tirano e vivono in un piedistallo guardando il mondo dall’alto in basso? Infiniti, per non dire quasi tutti. Sono davvero pochi gli attori che mantengono pura la loro personalità senza oltrepassare la linea che li conduce inevitabilmente a sviluppare la sindrome dell’antipatico.

Pare che un antipatico eccellente sia Tom Cruise, insomma bello e inafferrabilmente antipatico! Secondo voi la sua ex (Angelina) si può pensare una persona simpatica? Già lo sguardo ghiaccia e poi il suo modo di porsi non certo sprigiona simpatie.

Quindi, saper gestire gli antipatici è fondamentale per avere una vita felice, spesso ce li ritroviamo nel quotidiano e la cosa si fa complicata. Il mondo del lavoro è pieno di antipatici che pur di far carriera passerebbero sopra a qualsiasi cosa come se fossero un caterpillar. Quindi, è fondamentale proteggersi.

Ne va della qualità della propria vita. Se ci pensiamo bene gli antipatici rendono tristi, alimentano le emozioni negative, stimola, a volte, l’aggressività, spesso hanno la capacità di demolire l’autostima dell’altro facendolo sentire un mezzo fallito. Ricordatevi della compagna del liceo, delle uscite poco felici di certi personaggi pubblici, di alcuni imprenditori che pensano di avere in mano il potere economico oppure di alcuni politici che sono pieni di arrogante antipatia.

Gli antipatici sono convinti di avere tutto, di essere al centro del mondo, di avere il diritto solo di chiedere, di avere e di ricevere senza preoccuparsi di dare qualcosa anche solo per sbaglio. Diciamo che sono una schiera nutrita di narcisi alle prese con la loro ruota che tutti devono ammirare. L’antipatico puro non è sfiorato dal dubbio che per avere un buon confronto bisogno anche ascoltare l’altro. Esiste lui (lei) punto! La vita è fatta di dare e avere non solo di pretese e scelte autoreferenziali. Chi spera di ammorbidire un antipatico ha vita difficile. Il suggerimento è: non ti curar di loro ma guarda e passa.


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