• Barbara Fabbroni (On Novella2000)

Souvenir d'amore


È capitato a tutti, un amore finisce, il sogno che aveva accompagnato quella relazione viene ben riposto tra i ricordi. Il nastro si riavvolge, tutto torna come qualche tempo prima. Stesse cose, un quotidiano intenso, poi, la sera, la casa vuota. Non è semplice uscire dalla fine di una relazione, soprattutto, se quel rapporto, aveva un significato e un progetto importante. Eppure, eppure accade. Accade che una relazione termini, anche se era nata sotto i migliori auspici. Il “per sempre”, si sa, non è realtà certa e sicura.

La fine di una relazione smuove una serie infinita di emozioni, sensazioni, immagini, ricordi, smuove un vissuto intenso che si intreccia con la sofferenza del qui e ora. La prima emozione è il senso del rifiuto, di non essere all’altezza, di non andare bene. Lo smarrimento arriva come un fulmine nel cielo estivo e coloro di scuro l’anima. Tutto si oscuro, non ci sono più i profumi intensi dell’amore. Quando una relazione termina l’emozione che si prova è il dolore anche se siamo la parte che promuove la separazione. Eppure, “le cose”, ti dici, “da un po' di tempo, non andavano bene”, poi la conclusione, il vuoto, il frastuono dei ricordi. Dopo un primo tempo, dove il caos dei ricordi toglie il respiro, le domande si susseguono al ritmo frenetico dei secondi, le emozioni non trovano pace, l’autostima è completamente annullata, il vittimismo è l’unica forma di comunicazione conosciuta, arriva la quiete, apparentemente calma, del presente. Una quiete che contiene uno tsunami emotivo. Ci si rimbocca le maniche e si continua il cammino nel mondo della vita con in tasca un pacchetto di carta che contiene mille e più ricordi.

Così, dopo qualche mese, la rabbia, il risentimento e la perdita di fiducia hanno lasciato il posto all’accettazione dell’accaduto, tutto è collocato nella scatola della memoria, in quella nicchia ben chiusa, dove si trovano i ricordi di eventi passati, di momenti nostalgici, di esperienze da dimenticare. È tutto lì, immobile, congelato, chiuso. Il tempo passa, la vita va nel suo consueto tram tram.

L’unica sensazione che resta, a volte, è il ricordo nostalgico di quel tempo. Ohi, ohi la nostalgia, lascia una malinconia sottile tra le viscere che mal si riesce a gestire. La vita va, si modifica ma la nostalgia si presenta puntuale, così ci sentiamo emotivamente legati a qualcosa che però è ormai uscito dalla nostra orbita vitale.

Il cammino della vita si fa solo andando avanti, non si può tornare indietro nel tempo, si può provare il desiderio, a volte molto forte, di riprovare quelle emozioni che ci hanno dato piacere e gioia.

Il ricordo del passato può essere una risorsa se è ben gestita. Basta solo un frammento di vita vissuta all’interno di un momento particolare che resta incisa per sempre nel ricordo.

Andrea Roncato ben lo sa tanto che recentemente si è raccontato in una confessione hot dichiarando di aver avuto una storia con la bella e perturbante Moana Pozzi, “quando ancora”, dice lui, “non faceva la pornodiva”.

“Non l'ho corteggiata, fu lei a chiedermi come fossi a letto. Ci siamo frequentati per sei mesi. Era una persona speciale, con cui potevi parlare di tutto, dalla letteratura alla politica, oltre ad essere una donna bellissima. Poi ha intrapreso la carriera da pornodiva. Nella vita ognuno fa quello che vuole” racconta Andrea Roncato in un’intervista a RadioDue.

Se questo ricordo è così vivo nella sua memoria è possibile ritenere che per l’attore la storia con Moana Pozzi abbia avuto un significato molto particolare e intenso.

C’è da dire che il ricordo stimola il desiderio, promuove l’azione e ri-sintonizza col presente. Smuove abitudini consolidate per indurci a nuovi stati d’animo e spesso a nuove scoperte. In altre parole, ci suggerisce di continuare il cammino nel mondo della vita alla ricerca di qualcosa che possa farci star bene.

Una vita consapevole è costruita ben sapendo che le cose del passato non tornano, non potranno più essere, insistere a cercare quello che non è più, può condurre a compromettere la propria psiche creando frustrazione e disillusione, tanto da alimentare un sentimento di rabbia.

Taylor Swift, oggi ha ritrovato la sua felicità con Calvin Harris. Tuttavia, quando ricorda la sua storia precedente dice: “Ho appena passato un terremoto del cuore, come un incidente con fuoco e fiamme. L'unico modo in cui potevo sentirmi meglio con me stessa, uscire da quel tremendo dolore di aver perso qualcuno, era scrivere canzoni su questo tema. Per fare chiarezza”.

Anne Hathaway, nel ricordare il suo precedente matrimonio con l'imprenditore italiano Raffaello Follieri, dice: “Ho imparato che una brutta relazione non è una ragione per aver paura di una relazione nuova. Ma bisogna essere onesti con questa persona su come si è stati feriti e di certo riceverete del sostegno. Tutti hanno dovuto affrontare un dolore d'amore nella vita e, alla fine, è quello che ti renderà una persona migliore nel prossimo rapporto”.

Entrambe hanno sofferto, poi è arrivata la luce, resta il ricordo che diventa esperienza vissuta da narrare senza farsi più travolgere dalle emozioni.

Come si fa a gestire i ricordi del passato? Come è possibile far si che la nostalgia del tempo che fu non invada il presente impedendo il futuro? Perché quei ricordi sono così insistenti e presenti?

L’aspetto più importante è elaborare il senso di colpa. Non bisogna mai dimenticarsi che ogni relazione è una lezione di vita, comunque vadano le cose c’è sempre qualcosa da imparare. Ogni individuo arricchisce fosse anche la persona più complicata che potevamo incontrare.

Se vissuta così una relazione, ovvero con la consapevolezza che è un’esperienza, ne usciamo molto di più arricchiti, ciò che è stato diventa un ricordo significativo ma non ingombrante. Così lo smarrimento iniziale si trasforma in determinazione, in forza e riusciamo a essere consapevoli di ciò che vogliamo cercare nella prossima relazione.

Non c’è mai un epilogo triste, il ricordo non deve essere ingabbiante ma è importante trasformarlo in risorsa costruttiva. Ogni individuo deve partire dal presupposto che è completo anche da solo. Quindi, per poter ben gestire ricordi di relazioni passate è importante partire da sé stessi per poi riaprirsi all’incontro con l’altro. La gratitudine verso sé stessi è il primo passo per non farsi ingabbiare da ricordi che potrebbero annichilire.

Certo, i primi giorni di dolore sono belli tosti e non è facile guardare il bicchiere mezzo pieno, ma un piccolo sforzo può portare grandi risultati.

Potrebbe essere utile fare una lista delle cose che abbiamo e ci rendono felici. Una lista scritta in un foglio da portarsi sempre dietro, da tirare fuori nel momento in cui il ricordo diventa assorbente.

La cosa più importante è non lasciarsi travolgere dall’andare della vita nella speranza che prima o poi qualcosa cambi. È fondamentale operare! Quindi non fatevi travolgere ma mettetevi in moto subito per dare alla vostra vita nuovi stimoli, nuove motivazioni che possano nutrire i vostri bisogni.

Questo ce lo sta insegnando Eros Ramazzotti che nonostante la triste e dolorosa separazione dalla bella Marica, madre di due dei suoi tre figli, ha lasciato andare il ricordo gettandosi in una nuova avventura affettiva. Che dire il ricordo è stato ben archiviato!


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