Love in the City

L'uomo elegante? Con la gonna


Coriandoli e sedici lunghi minuti di appalusi per la Tosca di Puccini che ha aperto in grande stile la stagione lirica de La Scala di Milano. Come ogni anno il sipario de La Scala si apre per la festa del suo Patrono.

Un’opera assoluta, dove la tradizione voluta dal grande Maestro è stata mantenuta inalterata. Sicuramente l’aderenza alla tradizione ha fatto si che “la Prima” fosse accolta con calore ed entusiasmo.

Passato in secondo piano l’errore del soprano Netrebko, nascosto dalla classe e dalla sua bravura, entrando nel cuore di tutti gli spettatori. Solo gli abitanti indiscussi della rete si sono accorti dell’errore postando su Twitter: «Che eleganza nel superarlo».

Come da libretto modano, i veri protagonisti alla prima de La Scala non sono l’insieme magistrale dei cantanti lirici, la bravura dello scenografo, la Maestria del direttore d’orchestra, la delicatezza incisiva dell’orchestra quanto piuttosto gli ospiti che, di anno in anno, sorprendono con i loro particolari look.

Alla Scala, si sa, non si va solo per assistere a “la Prima”, si va soprattutto perché è un evento mondano, tra i più ambiti della società milanese e non solo. È tradizione, tra le signore milanesi, farsi regala l’abito per la prima de La Scala dal marito, come in un’intervista di alcuni anni fa raccontava Letizia Moratti, già sindaco di Milano, che alla Scala è un’istituzione. Tradizione, questa, che ha lasciato posto all’avvenente creatività dei più, per i quali, arrivare a La Scala significa eccedere in stravaganza e creatività.

La Scala non è la Milano Fashion Week, dove più evidenzi un look estroverso più sei fotografato e individuato tra i tanti. La Scala è il luogo per eccellenza dell’Opera lirica, della musica che ha fatto storia e si è incisa nella tradizione mondiale. Spesso, la cultura dell’eleganza lascia il posto alla ricerca dell’esserci, dell’esibirsi, del mostrarsi come se fosse sinonimo di esistere. È più importante mostrarsi, farsi vedere, esibirsi, travolgersi nel bisogno di agghindarsi per farsi notare lasciando l’eleganza in soffitta perché obsoleta. Stupire, esagerare, mostrare, apparire sembra essere il nuovo passpartout per il successo. L’importante dipende da quanto si parla e si sparla di te, non da ciò che realmente sei o rappresenti come persona di cultura.

Il linguaggio dell’abbigliamento è una forma “linguistica” che ci dice qualcos’altro sul soggetto: si tratta del linguaggio degli ornamenti di cui sempre di più si fa uso, nella società odierna, per adornare il proprio corpo. Infatti, le persone non si limitano a vestirsi, ma utilizzano gioielli, tagli di capelli, accessori di varia natura. È una vera e propria operazione di esibizionismo con cui cercano di comunicare qualcosa. È una precisa linea comunicativa che si unisce all’esibizione estetica dell’esserci.

È una comunicazione primitiva di tipo seduttivo-ostensivo, rivolta ad attirare l’attenzione L’abbigliamento da esibire sotto lo sguardo dell’altro svolge una funzione regolatoria delle relazioni.

Basta guardare la creatività di Roberto D’Agostino che sorprende tutti indossando una gonna longuette con una giacca in perfetto taglio maschile. Lui quanto a stravaganza non ha rivali, nella sua assoluta singolarità si mostra con disinvoltura, senza censure o schemi prestabiliti. Rompe il protocollo da Grande Soirée, senza temere alcun giudizio.

Dvora Ancona, medico estetico e volto noto di tanti programmi TV, è stata ancora una volta la regina stravagante della serata, ha scelto un abito con tante lucine inserite nel tessuto di tulle, perfetto stile albero di Natale. L’anno scorso ve la ricordate con addosso il balcone di Casa Rosada a Buenos Aires? Chissà cosa ci regalerà il prossimo anno?!

Ci sono look assolutamente stravaganti che si pongono come vera kermesse di una serata all’insegna del glamour. Quest’anno il tema floreale ha offerto un’ampia gamma di creazioni, non solo le donne hanno indossato ampi abiti dal sapore ottocentesco con il tema floreale come argomento di collante, con grandi fiori attaccati all’abito e in testa, anche gli uomini si sono presentati con abiti ricamati che richiamavano fiori, foglie, colori forti.

In tanto rumore estetico, spiccano gli eleganti veri, un parterre importante si è presentato puntuale per l’ingresso nel maestoso Teatro. Abiti lussuosi, indossati dalle signore milanesi, dai vip, dagli artisti che ogni anno non mancano di sorprendere. Ciò demarca un confine importante tra chi sa di essere se stesso e chi cerca nell’apparire di essere qualcosa per l’altro.

Carla Fracci, immancabile presenza, propone un look botticelliano, ma lei si sa, è così delicata e per certi aspetti legata al tempo passato e alla tradizione del balletto classico che non sorprende, anzi mantiene inalterata la sua modalità di presentarsi ed essere semplicemente se stessa.

Vittoria Puccini in Etro, Greta Ferro e Maria Elena Boschi in Giorgio Armani. L’ex ministro con un tailleur doppiopetto in velluto semisevero, dal perfetto taglio maschile, ha rispettato la tradizione che vuole le signore eleganti. A lei si aggiunge il rosso-arancio di Margherita Buy, sempre Armani.

Occhiali scuri per Angela Bellomo, fasciata in un abito bianco di raso con colletto alla coreana, accompagnata da Abdalla Al Shamsi, console generale degli Emirati Arabi a Milano, e Chiara Montanari.

C’è anche chi come Elodie approda per la prima volta a La Scala con il suo fidanzato Marracash, entrambi in Etro.

Non solo abiti lussuosi ma anche gioielli importanti per una serata, dove mostrarsi e mostrare, per alcuni, sembra assolutamente la parola d’ordine.

C’è anche chi ha scelto di indossare un diadema che riempiva totalmente il collo senza lasciare un piccolo spazio di pelle libero.

Insomma, La Scala regala ogni anno un’esperienza unica, ricca di interessanti sfumature, luogo, questo, dove il mondo dei vip mostra il suo lato più mondano.


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