Love in the City

Piccole donne crescono


Ricordo quando un Natale sotto l’albero, addobbato di palline rosse, lucine bianche e stelline, trovai un libro. Al tempo l’ultima cosa che avrei voluto riceve per regalo era: “Piccole Donne!” Non mi piacevano i libri di questo tipo. Eppure, mi è toccato, così come toccava a tutte (o quasi) le ragazzine della mia età.

“Meno male”, dissi, “ci sono altri regali da scartare”.

Quel libro restò a lungo nella libreria, quando un giorno, a letto con l’influenza e una febbre altissima (forse è stata la febbre!) lo presi iniziando a leggerlo.

Fu una vera scoperta! Entrai in contatto con un mondo particolare, con quattro sorelle: Jo, Meg, Beth e Amy che si sono accomodate nella mia memoria con particolare curiosità.

Riportate ai nostri giorni possiamo tranquillamente metterle in relazione alle quattro favolose amiche di “Sex and the City”. Ognuna delle protagoniste di “Piccole Donne” ha una propria personalità, attraversa la vita seguendo un modello che si coniuga perfettamente con le proprie inclinazioni.

Jo ama leggere e scrivere. È la ribelle, ha un temperamento forte, determinata. Una sorta di Carrie Bradshaw.

Meg, è la più grande delle sorelle, matura, gestisce la casa. Una ragazza vecchio stile, una Miranda in versione Sex and The City.

Beth è invece l’emblema della dolcezza e della gentilezza. La Charlotte sognatrice.

Amy è una ragazzina molto bella, coi capelli biondi e ricci e con gli occhi azzurri. Una Samantha da crescere!

Il 9 gennaio 2020 “Piccole Donne” tornano al cinema con un cast stellare. Emma Watson, Meryl Streep, Timothée Chalamet e Laura Dern saranno le protagoniste indiscusse di un film che catturerà l’immaginario di molti, insegnando, portando a riflettere, creando similitudini con il nostro tempo.

Siamo all’ottavo adattamento cinematografico del romanzo di Louisa May Alcott. Credo che sia stato uno dei romanzi più sceneggiati nel cinema. Questa è una visione completamente nuova delle quattro sorelle, ben collocata nei bisogni del nostro tempo pur con un’ambientazione in perfetto stile Ottocentesco.

La regista Greta Gerwig, già candidata all’Oscar, ha puntato verso la scelta di mettere in evidenza l’ambizione femminile più che l’amore. In fondo è quello che stiamo vivendo nella nostra società dove si pensa più alla carriera che all’amore. L’amore come la famiglia può attendere, mentre la carriera ha un ruolo di prim’ordine.

C’è un dialogo molto interessante tra Jo e la zia:

“Voglio farmi la mia strada nel mondo”.

“Nessuno si fa strada da solo, men che meno una donna. Devi trovarti un buon partito”.

“Ma tu non sei sposata zia March”.

“Ma che c’entra, io sono ricca!”.

La dice lunga in fatto di ascesa sociale! L’idea del buon partito non appartiene alla nostra epoca storica, anche se alcune ragazze non disdegnano una buona posizione pur di sentirsi catapultate in un ambiente sociale di livello. Molte sono ancora oggi quelle che cercano l’uomo, brutto ma ricco, che possa assicurargli un futuro da favola.

Nel film ogni sorella avrà il suo ruolo, nel pieno rispetto della propria personalità, dei propri sogni, dei desideri che vorrebbe realizzare. Il taglio che è stato dato offre la possibilità di vedere, vivere, ascoltare in maniera più incisiva il significato che per ogni sorella acquista la libertà di scegliere per la propria vita seguendo i propri sogni, interessi, ambizioni.

“Le donne hanno una mente, hanno un’anima e non soltanto un cuore”. È la frase che risuona come un insegnamento che si pone come spartiacque tra la tradizione della fine Ottocento e la voglia di emanciparsi e sentirsi esistere. La ribellione che arriva come uno squarcio nel cielo estivo che porta a rompere antichi schemi che ingabbiano in zona di confine.

Ogni sorella acquista un significato nuovo, offre una riflessione marcata su quello che è la caratteristica dell’esistenza. C’è un messaggio oltre il film che richiama l’aspetto più profondo dell’anima umana ovvero la capacità che ha ogni persona, uomo o donna che sia, di realizzare il proprio progetto di vita laddove ci crede, lotta, lo cerca con tutta sé stessa.

Nulla e nessuno può fermare questa forza vitale che spazza via le resistenze di una famiglia ingabbiante, di familiari legati ai principi arcaici. C’è una ventata di fresco, di nuovo, di assolutamente rinnovato in questa pellicola di “Piccole Donne”.

Il film è senza dubbio una struttura coraggiosa. Il messaggio che viene dato è assolutamente prezioso.


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