Love in the City

Il fascino irresistibile del piantato


Capita a tutti di essere piantato, senza un perché o con molti perché, ciò nonostante accade. Dalla sera alla mattina cambia l’orizzonte, così da ritrovarsi a gestire la vita intrecciata nelle coordinate smarrite dell’essere single. Non era previsto. È accaduto. Beh! Si sa, la vita accade e negli altipiani scoscesi del destino spesso c’è chi si ritrova a fare i conti con una decisione imprevista.

Tristezza, malinconia, nostalgia, rimpianti, sono alcune delle emozioni che iniziano a far compagnia la sera, dopo il lavoro o nei fine settimana, dove non ci sono né stimoli né motivazioni. Dal lunedì al venerdì c’è solo lo spazio serale da gestire perché il lavoro aiuta a non pensare, il fine settimana è soffocante fa sentire persi, soli e la rabbia diventa ingestibile. Più ci pensi meno comprendi, eppure lei, bella come il sole, ti ha mollato senza un perché, con uno strimizzito sms mentre ti stavi preparando l’insalata perché lei era nuovamente a cena con le amiche. Così ha sempre detto, invece … ti molla.

La rivedi, dopo pochi giorni, innamorata persa del tuo amico, quello che, qualche tempo prima, si presentava a casa vostra per essere consolato dalla separazione con la moglie.

Capperi! Il fascino dello sfigato, del sofferente, ha fatto centro in men che non si dica, così la bella crocerossina (ovvero la tua compagna di vita, quella che fino a qualche settimana fa era innamorata persa di te) è caduta tra le sue braccia, mollandoti senza pietà. Ora ti spieghi perché negli ultimi tempi lo invitava sempre a casa vostra con la scusa di non lasciarlo solo. Le interminabili telefonate giustificate con la solita frase: “è in crisi, si sente mollato da tutti, non possiamo fare lo stesso anche noi. Faccio quello che dovresti fare tu”. Ecco, così ti sei sentito anche in colpa! Invece, sotto sotto, accadeva altro.

Ora sei tu a viverti il momento dell’abbandono, a cadere in depressione, a vedere tutto grigio. Lei è bella, felice, radiosa, innamorata. Tu: depresso, triste, infelice, arrabbiato, solo.

Non c’è stata possibilità alcuna di interrompere questo andare della vita. Così è … devi fartene una ragione: sei single! Punto e accapo.

Dopo qualche settimana di buio qualcosa accade. Provi ad uscire, frequenti i vecchi amici, ti rendi conto che nel gruppo qualche fanciulla s’interessa del tuo stato d’animo, cerca di aiutarti, di non lasciarti solo, di accogliere il tuo sfogo.

Così le cose diventano sempre più interessanti. Da qualche uscita sporadica torni ad avere una buona vita sociale, i panni del sofferente, della persona abbandonata stimolano interesse, curiosità, attirano le donne single che hanno l’animo da soccorritrice. Un copione già visto che tuttavia val la pena di essere percorso, questa volta sei tu ad aver bisogno di un posto tranquillo, dove approvare, lei fa proprio al caso tuo.

Ormai è dato certo, le donne (ma anche gli uomini) sono attirati verso l’altro che è sedotto e abbandonato, che si ritrova solo, dopo una convivenza o una relazione significativa andata in frantumi. Non sono solo le femminucce a correre in soccorso dell’uomo sofferente, infatti ci sono molti uomini che appena annusano un momento di crisi nella donna o qualcosa che possa lasciar intendere che sia in un momento particolare, si catapultano verso di lei come se fossero degli orsetti nella ciotola del miele. Piatto ricco mi ci ficco! Qualcosa dovrà pur accadere.

La donna con il copione della Fata Turchina affascina, offre un luogo sicuro e rassicurante, essenziale per questo momento. Così come nella donna ferita, tradita o abbandonata l’uomo che si presenta come un dolce e accogliente Cavalier servente fa centro. Storia antica ma sempre attuale che fa raccogliere buoni frutti. Il consolatore o la consolatrice hanno un posto importante nel cuore di colui o colei che vive un momento di abbandono.

Due copioni, questi, che si alimentano e vivono solo se trovano una persona da soccorrere.

Essere soli, malinconici, abbandonati, tristi è ormai certo che è un’ottima strategia per “catturare” individui che sono strutturati in modalità copionali da salvatore.

Tra i vip ce ne sono molti che non hanno resistito al fascino della persona mollata così che in brevissimo tempo hanno trovato l’anima gemella che è corsa in aiuto.

Ambra Angiolini, dopo la sua tormentata separazione dal cantante Renga, si è fatta consolare da Massimiliano Allegri, adesso il loro è un amore a cinque stelle.

La prorompente Wanda Nara, tutta curve e molto astuta, non ci ha pensato su a consolare il caro amico del suo primo marito (Maxi Lopez) finendo inevitabilmente tra le sue braccia, nonché convolando, di lì a breve, a nuove nozze con Mauro Icardi.

Lo stesso vale per Eros Ramazzotti mollato senza un perché dalla sua seconda moglie, in pochissimo tempo si è ritrovato felice e consolato tra le braccia della giovanissima Miss Italia 2019 (almeno così si narra). Lo stesso vale per la bella Simona Ventura che dopo la fine della sua relazione pensava non ci fosse più un domani d’amore, invece arriva Giovanni Terzi, si innamorano follemente.

Che dire non solo accade alle persone comuni, anche nel mondo dello spettacolo la consolazione dalle ferite affettive può creare nuovi, significativi rapporti.

Nella relazione con l’altro le declinazioni sono infinite, il bisogno di avere vicino qualcuno che possa comprendere, accogliere e consolare è essenziale per la vita. Così strategia o no sia lei sia lui, nel momento più delicato della fase dell’abbandono, si lasciano coinvolgere da coloro che si presentano come salvatori … è una danza tra bisogno e nutrimento che non accade solo verso colui o colei che soffre, bensì nutre e ristora anche chi si propone come soccorritore.

È un gioco delle parti in cui entrambi hanno il loro tornaconto nutritivo. Una sorta di intreccio relazionale che nutre i bisogni sia dell’uno sia dell’altra.

La vita è così una continua altalena tra bianco e nero, luce e ombra che si incontrano dando vita a un viatico soddisfacente per entrambi. Il mondo della vita è una grande tela, dove ognuno porta il suo colore, disegna e colora la sua storia fintantoché non c’è bisogno di cambiare paesaggio e dal grigio si passa ai colori brillanti.


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