Love in the City

Vittima di sessismo


Samantha Cristofoletti lascia l’Aeronautica. Una notizia inaspettata che ha sorpreso e stupito. Non sarà più l’aviatore che ha fatto sognare, con i suoi gradi da capitano, tornerà a indossare abiti civili e a essere una di noi.

Lei protagonista di una missione in orbita, rimasta per 199 giorni consecutivi nella stazione spaziale internazionale Iss, a malincuore percorrerà nuove strade, dopo 19 anni di servizio, una vita spesa a favore dell’Aereonautica avrà un viatico decisamente diverso.

La versione ufficiale è: “disaccordo con l’Aereonautica”, scrive la Cristofoletti in un post pubblicato via Social.

Un addio, il suo, che certamente non lascia indifferenti, anzi qualche domanda nasce spontanea, proprio perché nulla faceva pensare a un epilogo di questo tipo.

Sarà vero che la Cristofoletti lascia per disaccordi non meglio precisati oppure è solo la scusa ufficiale? Dopo un cammino lungo e ricco di soddisfazioni perché questa decisione irremovibile? La sua vita è stata dedicata all’Aereonautica, adesso, con un battito d’ali tutto cambia anche se resta all’interno dell’Iss, cosa sarà successo?

I ben informati fanno comprendere che l’addio così immediato sia causato dal cosmonauta Walter Villadei. Pare che il tenente colonnello Walter Villadei, non è riuscito a superare le prime selezioni come astronauta europeo, tuttavia ha fatto spalluccia alla nostra Cristofoletti così che lei si è dileguata dall’arma. Si dice che per la prossima missione non ci sia un equipaggiamento adatto per una taglia media. Solo taglie per uomini. Particolare questa scelta. Non credete? Forse una maniera elegante per dire che le donne ancora, nonostante una parità guadagnata nel campo, non sono ancora totalmente pronte per una vita “spaziale”? Siamo di fronte a una scelta voluta dall’alto che ancora tiene conto del sesso? Nella nostra società 2.0 abbiamo ancora bisogno di mostrare la superiorità maschile? Peccato perché la nostra astronauta di certo ha dimostrato carattere, temperamento, determinazione, forza e coraggio!

L’astrosamantha è un modello da seguire, un esempio di successo, di quello che si raggiunge solo grazie all'impegno e alla dedizione, l’ha dimostrato anche adesso, con le sue dimissioni.

Nonostante la sua determinazione, la sua grinta invidiabile c’è chi ritiene che ha pagato il prezzo di essere donna!

Nel XXI secolo doversi trovare ancora a gestire questa discrepanza sembra impossibile eppure, i ben informati, dicono che al posto suo era meglio mettere un maschietto. Le credenze sul “fattore Maschio” sono tante: la loro forza fisica dei maschi, il loro desiderio di controllare il mistero della procreazione, la debolezza femminile dovuta all’allattamento e così via in un turbine di idee antiche legate a pregiudizi e non a fatti reali.

Le Amazzoni, dove sono finite? Mito o realtà? Eppure, loro hanno avuto il comando, così si narra, costruendo una società di tutto rispetto.

Dove ha origine questa continua lotta di supremazia tra maschi e femmine? Perché le femmine sono considerate più fragili e non solo, eppure mettono al mondo figli? Sono loro che hanno in mano il destino dell’umanità, perché non considerarle davvero fino in fondo uguale agli uomini?

Cosa c’è ancora di nascosto che non permette ampio spazio al sesso femminile?

Un’antropologa francese è convinta che questa antica lotta di potere e supremazia maschile dipenda da un peccato originale: gli uomini non possono procreare, in loro c’è l’invidia della maternità. Così “fin dall’infanzia (le donne hanno avuto come insegnamento) un’immagine del mondo in cui l’uomo è sovrano”, sostiene l’antropologa.

Anche se uno psicologo statunitense, ritiene che se le donne possono dirsi vittime di qualcosa è solo dei loro desideri. Sono loro che rafforzano il potere degli uomini.

Come è possibile cambiare la situazione?

Esempi di donne dal carattere determinato e forte ne abbiamo molti dalla politica all’economia, dall’industria alla medicina, eppure, nonostante tutto il pregiudizio resta ancora latente in moltissimi campi. Le donne faticano, lottano ma spesso devono ancora fare un passo indietro.

La società si è profondamente trasformata, nonostante tutto ci sono ancora delle nicchie, dove la figura maschile prevale su quella femminile.

L’esclusivo dominio maschile è sul punto di vacillare? Non ancora in tutte le situazioni. La battaglia più difficile da vincere è proprio cambiare la mentalità delle donne stesse ancora attaccate all’immagine ideale della moglie e madre di famiglia, che facilmente lascia in maniera inconsapevole il passo all’uomo.

Non resta che continuare a dimostrare il valore femminile e cercare di prendersi sempre di più spazi giusti e gratificanti. Questo non significa vivere una vita di supremazia da parte del femminile ma difendere le proprie capacità competenze, conoscenze. È un fattore di equilibrio e trasparenza per i cervelli rosa che senza dubbio hanno molto da insegnare a tutti.


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