Love in the City

Quelli che ... in pensione non vanno mai


Siamo nell’era dell’antivecchiaia, gli uomini usano creme antiage senza alcun ostacolo, cercano di mantenersi attivi in palestra, hanno cura dell’alimentazione, amano dedicarsi fine settimana divertenti con gli amici e i più audaci e le più audaci, addirittura, si tatuano incuranti di essere ormai nel periodo super over.

Le donne si guardano allo specchio nonostante gli anni, cercano di apparire attraenti, si impegnano a mantenersi in forma nonostante la menopausa abbia fatto lo sgambetto al fisico e non si risparmiano in quanto a seduzione nelle relazioni, riescono a rimettersi in piedi nonostante siano state lasciate dal marito per una trentenne ritrovando l’amore, che dire l’amore non ha età! Ostentano un seno sodo e tonificano i glutei in palestra senza nessuna censura, molte si avventurano in relazioni con giovani uomini.

Poi la chirurgia plastica, la medicina estetica hanno dato un valore aggiunto al mantenimento della persona. Un grande aiuto viene dal botox che riempie le rughe mostrando una pelle più tesa. La tintura per capelli (sia per gli uomini che per le donne), le creme, gli abiti alla moda, la voglia di mordere ancora la vita si annida in questa nuova generazione che segna la quarta tappa nel percorso dell’esistenza. Chi può dire che oggi una persona di 60 anni è vecchia? Nessuno! Ma neppure tra gli over 70 si può affermare la stessa cosa.

Il nostro è un pianeta di persone molto adulte. Un mondo in cui la vita media si allunga di anno in anno, tanto da far parlare di una quarta età. Nella quarta età troviamo persone non solo piacenti ma assolutamente grintose nell’affrontare la vita senza alcuna intenzione di lasciare “il trono” ai propri figli.

Il tormentone del mancato ricambio generazionale sembra solo un mantra che lascia il tempo che trova poiché i “nuovi giovani”, con la loro incredibile capacità di cogliere i cambiamenti del mondo, non lasciano certo le loro posizioni di comando a favore dei figli!

Siamo nell’epoca non solo del Covid-19 bensì anche del “Senext”, ovvero gli anziani diventano sempre più una risorsa economica e possono lavorare ben oltre gli 80 anni. C’è chi già lo sta facendo ai massimi livelli!

Pensate alla Regina Elisabeth II, un esempio assolutamente incredibile di come si possa essere ancora in auge a più di 90 anni!

Lei è sempre al suo posto di comando, non lascia la presa, si adegua ai cambiamenti sociali, supera mille e più difficoltà che le arrivano dalla sua famiglia (negli ultimi anni non sono certamente state poche), il figlio Carlo è in attesa, da tempo, di sedere su un trono che forse mai sarà suo. La Regina ha certamente le idee molto chiare e per adesso non se ne parla di mollare la posizione che le è arrivata dal padre. Una sorta di: “il posto è mio e lo gestisco io finché vita non mi separi dal trono”.

Elisabeth II non è l’eccezione, altri sono esempi di longevità lavorativa gestita con assoluta capacità e lungimiranza.

Silvio Berlusconi, Giorgio Armani, Celentano, Conte, Vanoni, Paoli, Mogol, Baudo, Arbore sono gli esempi nostrani di come sia difficile lasciare la scena conquistata a fatica e con sacrificio.

Poi ci sono le leggende del cinema come Sir Michael Caine, Anthony Hopkins, Robert Redford o Dame Maggie Smith che hanno dimostrato nel corso della loro carriera di essere dei veri talenti, tanto che hanno ancora voglia di lavorare a più di 80 anni. Non si arrendono, così accettano di interpretare ruoli di forzuti ladri in banca, di nobili capricciosi, e arrivano alla fine della loro vita con la voglia di andare sempre più lontano. C’è chi si riconverte in nuove esperienze lavorative e fa il regista come Clint Eastwood.

Per la pensione c’è tempo, meglio non parlarne e guardare alla vita con la curiosità di un bambino. Joan Collins, 84 anni portati da diva, ha recentemente dichiarato: “Mi annoierei da morire”, così è ancora in cerca di scritture che le diano ancora emozioni.

E i suoi colleghi non sono da meno. Sembra che in alcune professioni come i manager, l’industria cinematografica, non ci sia un’età ufficiale per andare in pensione. Non è male! Non credete?

La domanda sorge spontanea: cos’è che spinge queste persone a non mollare mai? Responsabilità? Ostinazione? Orgoglio? Narcisismo? Paura che la vita sia alla fine? Desiderio di non arrendersi difronte agli anni che passano?

Ogni over ha sicuramente il suo punto di vista e la sua giusta decisione quando non lascia il passo ai giovani siano essi figli o nuove leve. La posizioni conquistata e mantenuta con impegno, lavoro, dedizione, forza e coraggio non si lascia tanto volentieri. Far spazio ai più giovani è come arrendersi, lasciare che la vita si volga verso il declino.

Così ci ritroviamo nell’era della “Senext”, tutto sommato non è nemmeno male! Questi grandi over hanno una profonda esperienza della vita sia personale sia lavorativa, da loro è possibile apprendere e conoscere molte cose, sta solo a coloro che gli sono vicini arricchirsi dei loro insegnamenti.

È il tempo che hai impegnato a curare la tua vita, il tuo lavoro che ha fatto si che la tua esistenza diventasse un’opera d’arte da assaporare, cogliere e tenere stretta in sé come il migliore degli insegnamenti. La vita si fa solo andando, è una costruzione continua e l’età è solo un aspetto anagrafico. Non arrendersi mai! La vita è una continua sfida.


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